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CPU Intel, la carenza potrebbe peggiorare nel secondo trimestre

Secondo gli analisti di Digitimes Research, la carenza di CPU Intel potrebbe peggiorare nel secondo trimestre, ma sarà risolta nella seconda metà dell'anno. AMD dovrebbe approfittarne.

Secondo gli analisti di Digitimes Research lo shortage di CPU Intel potrebbe peggiorare nel secondo trimestre, in conseguenza di una domanda di Chromebook – solitamente dotati di CPU Intel di fascia bassa – che dovrebbe aumentare. Il primo trimestre dovrebbe invece chiudersi con una contrazione dello shortage al 2-3% (divario tra offerta e domanda), con i Core i3 maggiormente colpiti dalla scarsa disponibilità rispetto ai Core i5.

La carenza di CPU Intel è iniziata nell’estate dello scorso anno e i principali brand del settore PC come HP, Dell e Lenovo hanno sperimentato una carenza di processori maggiore al 5% della loro richiesta nel periodo più difficile.

“Anche se la maggior parte degli osservatori riteneva che la scarsità si sarebbe progressivamente attenuata dopo che i produttori avevano completato l’inventario per le festività natalizie, il divario di offerta nel quarto trimestre è comunque rimasto allo stesso livello del terzo, in quanto HP ha avviato una seconda ondata di accantonamento di CPU nell’ultimo trimestre dell’anno, cosa che ha spinto altri produttori a fare lo stesso”.

I produttori di PC taiwanesi, aggiungono gli analisti, sono stati colti in contropiede da questa decisione e hanno visto crescere lo shortage ad oltre il 10% nel quarto trimestre. “Il mercato dei notebook ha continuato a soffrire di un gap tra offerta e domanda del 4-5% negli ultimi tre mesi del 2018”.

Secondo Digitimes Research, tra i processori che hanno subito lo shortage più pesante nella seconda metà del 2018 troviamo i Core i5 mobile basati su architettura Kaby Lake Refresh. A seguire le soluzioni Apollo Lake e Gemini Lake, in conseguenza della scelta di Intel di dirottare maggiore capacità produttiva nella realizzazione di processori di fascia alta che garantiscono maggiori profitti.

Quest’anno invece i produttori hanno aumentato l’adozione di CPU AMD, e nel primo trimestre il gap tra disponibilità e domanda dovrebbe contrarsi a circa il 3%. “I produttori di Taiwan vedono ancora un gap sopra il 5%, ma le percentuali di HP, Dell e Lenovo scenderanno drasticamente. Dell sarebbe addirittura uscita dalla situazione di shortage”, scrive il Digitimes.

In virtù di questa situazione, gli analisti affermano che la quota di AMD nel mercato dei notebook passerà in un anno dal 9,8% al 15,8%. “Dato che nel secondo trimestre dovrebbero arrivare altri Chromebook con processori AMD e molti produttori inizieranno a commercializzare notebook entry-level basati su chip AMD, la quota dell’azienda dovrebbe raggiungere il 18% nel secondo trimestre 2019. Tuttavia, la maggiore capacità produttiva a 14nm di Intel inizierà a contribuire alle spedizioni nel secondo trimestre, e il 18% dovrebbe essere il picco della quota di AMD per il 2019″.

Intel ha avviato da alcuni mesi un aumento della capacità produttiva di tutti i suoi principali impianti nel mondo e secondo gli analisti la produzione crescerà del 25% risolvendo totalmente il problema della shortage nel corso del terzo trimestre. Digitimes Research afferma che la casa di Santa Clara avrebbe ancora problemi nel definire la produzione in volumi a 10 nanometri e in ambito desktop non è da escludere che possa esserci un salto diretto dai 14 a 7 nanometri.