Il progetto Aluminium OS, l'ambizioso sistema operativo ibrido che fonde ChromeOS e Android per i PC, ha fatto la sua prima apparizione pubblica in circostanze quanto meno singolari: attraverso una fuga di notizie involontaria da parte di Google stessa. Due video registrati su un dispositivo che esegue la piattaforma in sviluppo sono stati caricati per errore su un bug report pubblico, offrendo alla comunità tech la prima occhiata concreta a quella che potrebbe ridefinire l'ecosistema dei notebook basati su tecnologia Google.
La scoperta si deve a 9to5Google, che ha individuato ieri un report di bug relativo alle schede Incognito di Chrome pubblicato sul Google Issue Tracker. Il documento includeva due registrazioni dello schermo provenienti da un dispositivo che eseguiva proprio Aluminium OS, prima che Google limitasse rapidamente l'accesso al report. I video, salvati tempestivamente e successivamente condivisi da Android Authority su YouTube, mostrano il sistema in esecuzione su un HP Elite Dragonfly 13.5 Chromebook, confermando che Google sta utilizzando hardware Chromebook esistente per testare la nuova piattaforma.
I dettagli tecnici emersi dalle registrazioni confermano l'autenticità del leak: il sistema operativo risulta identificato come Android 16, con un numero di build corrispondente esattamente alla versione ALOS menzionata nel bug report. L'acronimo ALOS era già stato confermato in precedenza come abbreviazione di Aluminium OS, e questi nuovi elementi rafforzano la credibilità delle informazioni trapelate. Sameer Samat, responsabile della divisione Android di Google, aveva anticipato che avremmo visto maggiori dettagli sulla piattaforma nel corso di quest'anno, ma difficilmente immaginava che la prima dimostrazione sarebbe avvenuta in questo modo.
Dal punto di vista dell'interfaccia utente, Aluminium OS si presenta come il compromesso atteso tra i due monmondi. La barra delle applicazioni richiama chiaramente quella di ChromeOS, ma con una modifica significativa: il pulsante di avvio è spostato al centro, seguendo la filosofia di design di Android. Nella parte superiore dello schermo compare una status bar più simile a quella del sistema mobile di Google che a ChromeOS, con le familiari icone Android per batteria, connessione Wi-Fi e altri indicatori di sistema. Questa doppia anima si manifesta anche nell'integrazione nativa del Play Store, visibile brevemente nei video insieme a funzionalità di multitasking split-screen.
Nonostante la brevità delle registrazioni trapelate, che non offrono un'analisi approfondita delle capacità del sistema, questo leak involontario fornisce la prima conferma visiva concreta del progetto. La comunità tech dovrà probabilmente attendere un annuncio ufficiale di Google per una dimostrazione completa delle funzionalità, delle prestazioni e della roadmap di rilascio. Con Android 16 come base confermata e test già in corso su hardware reale, il lancio di Aluminium OS potrebbe avvenire nei prossimi mesi, potenzialmente in concomitanza con la conferenza Google I/O o con eventi dedicati al settore enterprise dove Chromebook ha già una presenza consolidata.