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Intel: non abbiamo ucciso il processo produttivo a 10 nanometri

“I resoconti dei media pubblicati oggi, secondo cui Intel sta terminando il lavoro sul processo a 10 nanometri, non sono veri. Stiamo facendo buoni progressi sui 10 nanometri. Le rese stanno migliorando in accordo alle tempistiche che abbiamo condiviso durante l’ultimo report finanziario”.

Con queste parole pubblicate su Twitter, per certi versi inattese visto che di prassi Intel non commenta le voci di corridoio, la casa di Santa Clara prende di petto quanto scritto da Charlie Demerjian su Semiaccurate, nell’articolo dal titolo emblematico “Intel kills off the 10nm process”. Una presa di posizione che arriva a pochi giorni dalla comunicazione dei risultati finanziari del trimestre, e che ha lo scopo di calmare le acque prima che si tramutino in un maremoto.

Intel si trova in un periodo di difficoltà, con una domanda di chip a 14 nanometri che supera di gran lunga la capacità produttiva. Per questo motivo i prezzi dei processori sono saliti a livelli stellari. Intel sta investendo 1 miliardo di dollari per ampliare la propria produzione.

È evidente che l’azienda non gradisca notizie che possano gettare ulteriori dubbi sul suo futuro, destabilizzando il titolo sui listini. Rimane da vedere se il processo a 10 nanometri che Intel afferma sarà usato per produrre in volumi nel corso del 2019 sarà lo stesso illustrato nel 2017, o se si tratterà di una versione riveduta al ribasso ma con lo stesso nome commerciale. Non resta che attendere.

E dire che Demerjian nel suo articolo parla di “fonti certe” e di “buona scelta” da parte di Intel. Premesse che lasciano spazio a una replica che non tarderà ad arrivare. Ne sapremo certamente di più tra pochi giorni, a margine dei risultati finanziari, anche in merito alle voci che vogliono l’azienda pronta a rinnovare il proprio settore produttivo, suddividendolo in tre parti.

Da ricordare che Intel continua a non avere un amministratore delegato stabile dopo l’addio di Brian Krzanich. Bob Swan sta ricoprendo la carica ad interim, ma sono in molti in corsa per quella posizione, come illustrato in questo articolo. Il tutto mentre la rivale AMD si lecca i baffi, sia perché i prezzi alti delle CPU Intel dirottano gli utenti verso le sue proposte, sia perché tra pochi mesi dovrebbe immettere in commercio le prime CPU a 7 nanometri, prodotte dalla taiwanese TSMC.