Il panorama della sicurezza informatica nell'era dell'intelligenza artificiale si arricchisce di un nuovo capitolo preoccupante: i ricercatori di Varonis Threat Labs hanno scoperto e documentato una vulnerabilità critica in Microsoft Copilot, battezzata "Reprompt", che consentiva l'esfiltrazione silenziosa di dati personali e aziendali sensibili. La falla, già corretta da Microsoft il 13 gennaio 2026, rappresenta un monito sulla necessità di implementare controlli di sicurezza più robusti negli assistenti basati su modelli linguistici di grandi dimensioni.
La peculiarità dell'exploit Reprompt risiede nella sua estrema semplicità d'esecuzione: bastava un singolo clic da parte dell'utente per innescare una catena di compromissione dei dati che aggirava completamente i controlli di sicurezza aziendali. A differenza di altre vulnerabilità AI-driven come EchoLeak, che richiedevano interazioni ripetute con l'assistente, Reprompt poteva essere sfruttato anche quando Copilot era chiuso, operando in modalità completamente invisibile all'utente.
Il meccanismo tecnico dell'attacco si basa sui cosiddetti parametri Q, componenti utilizzate nelle piattaforme AI per trasmettere query o prompt dell'utente attraverso l'URL. Come spiega Varonis Threat Labs, "includendo una domanda o un'istruzione specifica nel parametro Q, sviluppatori e utenti possono popolare automaticamente il campo di input quando la pagina si carica, causando l'esecuzione immediata del prompt da parte del sistema AI".
Nel caso specifico, un attaccante poteva inserire un parametro Q che istruiva Copilot a inviare dati verso un server controllato dall'aggressore. Microsoft aveva implementato protezioni native per impedire a Copilot di recuperare URL sospetti, ma i ricercatori sono riusciti a ingegnerizzare il prompt in modo tale da aggirare completamente le misure di sicurezza dell'assistente, convincendo l'AI a eseguire l'operazione di fetch dell'URL e trasmettere i dati.
La timeline della scoperta evidenzia una gestione responsabile della vulnerabilità: Varonis Threat Labs ha segnalato l'exploit a Microsoft nell'agosto 2025, seguendo il protocollo di responsible disclosure standard nel settore della sicurezza informatica. La casa di Redmond ha rilasciato una patch risolutiva il 13 gennaio 2026, chiudendo definitivamente la falla e neutralizzando il rischio per gli utenti che mantengono aggiornati i propri sistemi.
Questa vulnerabilità si inserisce in un contesto più ampio di crescente attenzione verso la sicurezza degli assistenti AI integrati negli ambienti aziendali. Con milioni di organizzazioni che hanno adottato Microsoft Copilot per migliorare la produttività, ogni falla di sicurezza rappresenta un potenziale vettore d'attacco verso dati sensibili, proprietà intellettuale e informazioni riservate dei clienti.
Gli esperti di sicurezza sottolineano che gli assistenti AI non sono sistemi infallibili e che questa difficilmente sarà l'ultima vulnerabilità scoperta in Copilot o in altri LLM enterprise. La complessità intrinseca dei modelli linguistici e la loro capacità di interpretare istruzioni in linguaggio naturale li rende particolarmente suscettibili a tecniche di prompt injection e manipolazione, rendendo necessario un approccio di sicurezza multi-livello.
Per gli utenti aziendali e privati, le raccomandazioni sono chiare: mantenere sempre una vigilanza elevata sulle informazioni condivise con assistenti AI, evitare di trasmettere dati sensibili o credenziali attraverso questi sistemi, e soprattutto prestare massima attenzione ai link cliccati, specialmente quelli che interagiscono direttamente con l'assistente AI. La diffusione degli AI agent nei flussi di lavoro quotidiani richiede una nuova consapevolezza sui potenziali rischi di sicurezza associati.
L'incidente Reprompt evidenzia anche la necessità per Microsoft e gli altri sviluppatori di piattaforme AI di implementare meccanismi di sandboxing più stringenti, controlli di output più robusti e sistemi di monitoraggio delle query anomale. Con l'espansione delle capacità di Copilot nell'accesso a dati aziendali attraverso Microsoft Graph e altre integrazioni, la superficie d'attacco potenziale continua a crescere, richiedendo investimenti continui in ricerca sulla sicurezza e auditing delle funzionalità AI.