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Mozilla licenzia 70 persone, il fatturato alternativo alle ricerche non decolla

Mozilla ha licenziato una settantina di dipendenti per contenere i costi e dedicarsi a nuove sfide. Mitchell Baker, a capo dell’organizzazione no profit nota per il browser Firefox, ha spiegato sul proprio blog che è in corso un “investimento significativo per finanziare l’innovazione. Per farlo in modo responsabile, abbiamo dovuto fare alcune scelte difficili che hanno portato all’eliminazione di ruoli in Mozilla che abbiamo annunciato oggi internamente”.

Mozilla sarà inoltre più attenta per quanto riguarda le entrate e le uscite. “Stiamo adottando un approccio più conservativo riguardo le nostre finanze. Questo ci consentirà di cambiare, se necessario, per rispondere alle minacce del mercato alla salute di Internet e difendere la privacy degli utenti”.

Il taglio porta a circa 1000 i dipendenti di Mozilla, tra quelli della fondazione e quelli legati alla corporation. Mozilla si è recentemente data nuove priorità, come proteggere la privacy e combattere la sorveglianza online. Finora la maggior parte dei fondi raccolti da Mozilla per il proprio sostentamento sono giunti da accordi con Google e altri motori di ricerca in merito alle ricerche.

Mozilla ha battuto strade alternative, ma in un memo interno pubblicato da Techcrunch, Mitchell Baker ha scritto che l’incremento previsto del fatturato da abbonamenti e altre fonti non è avvenuto nel 2019. “Il nostro piano per il 2019 ha sottovalutato il tempo necessario per realizzare e diffondere nuovi prodotti che generano entrate. Detto questo, e in base a ciò che abbiamo imparato nel 2019 sul ritmo dell’innovazione, abbiamo deciso di adottare un approccio più conservativo nello stimare il fatturato 2020. Abbiamo anche concordato sul principio di vivere con i nostri mezzi, di non spendere più di quanto guadagniamo nel prossimo futuro“.

Mozilla ha sviluppato ad esempio un servizio di rete privata virtuale con un’opzione per l’abbonamento mensile di 4,99 dollari. Il servizio però non è ancora disponibile al pubblico. Per anni il browser Firefox è cresciuto ai danni di Internet Explorer, ma l’arrivo di Google Chrome ha cambiato le carte in tavola. Il numero di installazioni di Firefox è calato mensilmente dai 312 milioni di tre anni fa ai 253 milioni odierni, di conseguenza anche il fatturato legato alle ricerche ne ha risentito.

Mozilla ha inoltre faticato ad adattarsi a una Internet sempre più legata ai dispositivi mobile, dominata da una manciata di aziende e con la maggior parte degli utenti mobile che usa le soluzioni di default fornite sugli smartphone da Apple e Google.

Non è chiaro in che aree Mozilla abbia attuato i tagli di personale, ma nel suo post la Baker ha elencato diverse delle nuove priorità. “Dalla sicurezza alla privacy dell’architettura di rete, fino all’economia della sorveglianza, l’intelligenza artificiale, i sistemi di identità, il controllo sui nostri dati, il web decentralizzato, la scoperta di contenuti e la disinformazione – Mozilla ha un ruolo importante nell’aiutare a creare prodotti che risolvano le sfide in questi settori”.

Nel memo interno vagliato da Techcrunch si legge inoltre che i dipendenti licenziati riceveranno “generose compensazioni” e supporto per il ricollocamento. Infine, nonostante il gruppo dirigente abbia valutato di chiudere i rubinetti per quanto concerne gli investimenti in innovazione, è stato deciso che sono necessari per nuovi prodotti. In totale, Mozilla sta dedicando 43 milioni di dollari allo sviluppo di nuove soluzioni.