Il mercato delle schede grafiche si prepara a un 2026 caratterizzato da una stasi produttiva senza precedenti da parte di NVIDIA. Secondo quanto riportato da The Information, il colosso di Santa Clara avrebbe deciso di non lanciare alcuna nuova GPU nel corso dell'anno, una mossa che segna una battuta d'arresto significativa nella tradizionale cadenza di rilascio dei prodotti consumer. La notizia conferma inoltre il rinvio della serie RTX 60 oltre il 2027, alimentando preoccupazioni tra gli appassionati e i professionisti del settore riguardo alla disponibilità di hardware di nuova generazione.
La decisione di congelare la roadmap grafica trova le sue radici in una carenza persistente di chip di memoria, un problema che sta condizionando l'intera industria dei semiconduttori. NVIDIA avrebbe completato la progettazione della gamma RTX 50 Super, il tradizionale refresh di metà ciclo che storicamente ha offerto prestazioni migliorate a prezzi più competitivi. Tuttavia, le tensioni nella catena di fornitura delle memorie GDDR7 e la scarsità di moduli ad alta capacità hanno spinto l'azienda a deprioritizzare la produzione di questi modelli, concentrando le risorse disponibili sui prodotti già commercializzati.
L'assenza di un refresh Super rappresenta un cambio di strategia inedito per NVIDIA, che negli ultimi cicli generazionali ha costantemente proposto varianti ottimizzate delle architetture principali. La serie RTX 40 Super, ad esempio, aveva introdotto miglioramenti significativi in termini di rapporto prestazioni-prezzo, con modelli come la RTX 4070 Super che avevano ridefinito gli standard della fascia media. L'impossibilità di replicare questo schema nel 2026 lascia il mercato consumer in una situazione di stagnazione tecnologica, con le attuali RTX 50 destinate a rimanere l'unica opzione per almeno due anni.
Le implicazioni per la serie RTX 60 sono ancora più preoccupanti. Secondo le fonti di The Information, la produzione di massa di queste GPU basate sull'architettura di prossima generazione era programmata per l'ultimo trimestre del 2027, ma la carenza di componenti ha costretto NVIDIA a rivedere completamente la timeline. Considerando che tipicamente intercorrono diversi mesi tra l'avvio della produzione su larga scala e il lancio commerciale, gli appassionati potrebbero dover attendere fino al 2028 per vedere la prossima vera innovazione nel gaming desktop di fascia consumer.
In una dichiarazione a Tom's Hardware, NVIDIA ha riconosciuto implicitamente le difficoltà senza entrare nei dettagli sui ritardi: "La domanda di GPU GeForce RTX è forte e la disponibilità di memoria è limitata. Continuiamo a spedire tutte le SKU GeForce e stiamo lavorando a stretto contatto con i nostri fornitori per massimizzare la disponibilità di memoria". La formulazione prudente non fa che confermare la gravità della situazione, evidenziando come l'azienda stia attualmente prioritizzando la continuità della produzione esistente rispetto all'introduzione di nuovi prodotti.
La carenza di memoria rappresenta un problema sistemico che affligge l'intero settore dei semiconduttori, aggravato dalla crescente domanda dei data center per applicazioni di intelligenza artificiale. Le memorie HBM3 e GDDR7, fondamentali per le GPU di nuova generazione, sono prodotte da un numero limitato di fornitori come Samsung, SK Hynix e Micron, creando colli di bottiglia che nemmeno un gigante come NVIDIA riesce a bypassare. Questa dinamica potrebbe spingere l'industria a riconsiderare le architetture future, puntando su maggiore efficienza nell'utilizzo della memoria piuttosto che su capacità sempre più elevate.