Il mercato dei chip per intelligenza artificiale torna al centro di una controversia internazionale, con NVIDIA costretta a smentire pubblicamente voci riguardanti presunte richieste di pagamento anticipato integrale per gli ordini di GPU H200 destinati al mercato cinese. La questione evidenzia le crescenti tensioni tra opportunità commerciali e incertezze geopolitiche che caratterizzano il settore dei semiconduttori ad alte prestazioni, dove le restrizioni all'esportazione e le politiche governative possono trasformare ordini miliardari in passività finanziarie nel giro di poche settimane.
Un portavoce di NVIDIA ha dichiarato in una nota ufficiale a Tom's Hardware che l'azienda non richiede pagamenti anticipati e non chiederebbe mai ai clienti di pagare per prodotti che non riceveranno. La smentita arriva in risposta a indiscrezioni diffuse da Reuters, secondo cui il produttore californiano avrebbe implementato condizioni particolarmente rigide per i clienti cinesi, richiedendo in alcuni casi pagamenti completi o depositi sostanziali prima della consegna delle schede H200.
Le fonti citate nell'articolo originale di Reuters suggerivano che NVIDIA avesse adottato questa strategia finanziaria per mitigare i rischi legati all'incertezza normativa. Il governo cinese mantiene infatti una posizione ambigua sull'approvazione delle importazioni di GPU ad alte prestazioni, creando un vuoto di prevedibilità che potrebbe lasciare il produttore con centinaia di migliaia di acceleratori invenduti. Le GPU H200, basate sull'architettura Hopper e dotate di memoria HBM3e, rappresentano una generazione di transizione prima dell'arrivo dei più avanzati chip GB200, rendendo particolarmente critico il timing delle vendite.
La questione solleva interrogativi sulla gestione della capacità produttiva presso i foundry partner di NVIDIA, principalmente TSMC. Allocare wafer di silicio per la produzione di H200 significa sottrarli alla fabbricazione di acceleratori di nuova generazione che potrebbero garantire margini di profitto significativamente superiori. Nel contesto attuale, dove le aziende tecnologiche globali investono decine di miliardi di dollari in infrastrutture per l'intelligenza artificiale, ogni generazione di chip diventa rapidamente meno appetibile rispetto alle alternative più recenti.
Le aziende cinesi che non sono soggette a restrizioni governative hanno infatti mostrato una preferenza netta per l'acquisizione delle tecnologie più avanzate disponibili, cercando di mantenere la competitività nell'affollato settore dell'AI. Questo comportamento amplifica il rischio per NVIDIA: un'eventuale revisione delle politiche di approvazione da parte di Pechino trasformerebbe ordini già processati in inventario difficile da collocare, soprattutto considerando che il mercato occidentale è già saturo di richieste per le generazioni successive.