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Ad-block nel mondo reale? Ecco gli occhiali che bloccano qualsiasi pubblicità

Sviluppata un'applicazione di realtà aumentata capace di identificare e nascondere cartelloni pubblicitari e annunci nel mondo reale.

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Avatar di Giulia Serena

a cura di Giulia Serena

Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 23/06/2025 alle 09:07

La notizia in un minuto

Un ingegnere belga, Stijn Spanhove, ha sviluppato un'applicazione di realtà aumentata che blocca la pubblicità nel mondo fisico, funzionando come un ad-blocker per la realtà. L'app, compatibile con gli Spectacles di quinta generazione di Snap, utilizza l'intelligenza artificiale di Google Gemini per identificare automaticamente cartelloni, annunci e marchi commerciali, sostituendoli con quadrati rossi. Il sistema è efficace su poster, giornali e persino confezioni alimentari. Attualmente in fase sperimentale, il progetto si basa sulle API di Snap e costa 99 dollari al mese per sviluppatori. Le implicazioni future potrebbero ridefinire completamente l'esperienza dello spazio pubblico urbano, permettendo un controllo personalizzato dei contenuti visibili nella realtà fisica.

Riassunto generato con l’IA. Potrebbe non essere accurato.

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Nel mondo digitale siamo abituati a bloccare pubblicità fastidiose con un semplice clic, ma fino a oggi nessuno aveva mai pensato di applicare lo stesso principio alla realtà fisica che ci circonda. Un ingegnere del software belga ha però ribaltato questa prospettiva, sviluppando un'applicazione di realtà aumentata capace di identificare e nascondere cartelloni pubblicitari, annunci e marchi commerciali direttamente nel mondo reale. 

L'applicazione, creata da Stijn Spanhove, funziona attraverso gli Spectacles di quinta generazione di Snap, sfruttando l'intelligenza artificiale di Google Gemini per riconoscere automaticamente le pubblicità visibili attraverso gli occhiali intelligenti. Una volta individuato un annuncio o un marchio, il sistema lo sostituisce immediatamente con un quadrato rosso, accompagnato dal nome del brand bloccato in una sorta di "gogna digitale".

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Le potenzialità del sistema si estendono ben oltre i tradizionali cartelloni stradali. I video dimostrativi mostrano gli occhiali mentre bloccano efficacemente pubblicità su poster, cartelloni pedonali, giornali e persino i nomi dei marchi sulle confezioni alimentari. 

🚫🕶️ I've been building an XR app for a real-world ad blocker using Snap @Spectacles. It uses Gemini to detect and block ads in the environment.

It’s still early and experimental, but it’s exciting to imagine a future where you control the physical content you see. pic.twitter.com/ySkFfF6rxS

— Stijn Spanhove (@stspanho) June 19, 2025
Questo contenuto è ospitato su una piattaforma esterna. Per visualizzarlo, è necessario accettare i cookie

La tecnologia dietro la visione filtrata

Il progetto si basa sulle librerie e API condivise da Snap tramite il proprio GitHub, specificamente quelle relative allo sviluppo della Depth Cache. Questa dipendenza rende l'applicazione, almeno per ora, un'esperienza esclusiva per i possessori degli Spectacles di Snap. Gli utenti di Apple Vision Pro e Meta Quest dovranno attendere sviluppi simili per le loro piattaforme.

Spanhove ha descritto il progetto come ancora nelle fasi iniziali e sperimentali, ma ha espresso entusiasmo per "un futuro in cui controlli i contenuti fisici che vedi". Nelle sue comunicazioni sui social media, l'ingegnere ha anticipato funzionalità future che permetterebbero di sostituire il evidente quadrato rosso di blocco con foto personalizzate o liste da app di note.

La scelta di Snap come piattaforma non è casuale. L'azienda, nota principalmente per l'app social Snapchat, sviluppa i suoi AR Spectacles dal 2016, anche se inizialmente si trattava di occhiali con fotocamera nascosta piuttosto che dispositivi di realtà aumentata. Mentre colossi come Microsoft e Meta hanno abbandonato o messo in pausa i loro progetti di realtà aumentata negli ultimi anni, Snap ha continuato a portare avanti il vessillo del settore.

Gli Spectacles di quinta generazione sono attualmente disponibili per gli sviluppatori a 99 dollari al mese, rendendo la tecnologia ancora inaccessibile al grande pubblico. Tuttavia, le implicazioni filosofiche e pratiche dell'applicazione vanno ben oltre la sua disponibilità commerciale immediata. Come apparirà un mondo in cui possiamo controllare non solo cosa vediamo, ma potenzialmente anche chi vediamo? Per ora, secondo lo stesso sviluppatore, sembrerà esattamente come il mondo normale, solo con qualche rettangolo rosso in più. Ma le potenzialità future di questa tecnologia potrebbero ridefinire completamente il concetto di spazio pubblico ed esperienza condivisa della realtà urbana.

Fonte dell'articolo: www.tomshardware.com

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