Samsung accelera sulla memoria di nuova generazione e brucia le tappe nel tentativo di riconquistare il primato perduto nei chip ad alte prestazioni. Secondo fonti dell'industria, il colosso sudcoreano avrebbe già fornito a Qualcomm campioni di memoria LPDDR6X ancora in fase di sviluppo, saltando di fatto la commercializzazione della generazione LPDDR6 appena annunciata. Una mossa audace che tradisce l'urgenza di Samsung di non ripetere gli errori strategici commessi con le memorie HBM3E, quando ha perso terreno prezioso a favore di rivali come SK hynix e Micron nel redditizio mercato dei chip per l'intelligenza artificiale.
I campioni di memoria LPDDR6X spediti a Qualcomm sarebbero destinati ai processori della generazione prevista per il secondo semestre 2027, con particolare riferimento alle schede acceleratrici AI250 pensate per i data center. Gli esperti del settore ritengono che questi chip potrebbero trovare impiego anche nei futuri processori automotive di Qualcomm, settore in cui la memoria a bassa potenza sta acquisendo un ruolo sempre più strategico. Il sistema AI250 dovrebbe integrare oltre 1.000GB di LPDDR6X, posizionando potenzialmente Samsung come fornitore prioritario per questa piattaforma.
La decisione di fornire campioni di una tecnologia non ancora standardizzata rappresenta una strategia insolita per il mercato dei semiconduttori. Il Joint Electron Device Engineering Council (JEDEC) non ha infatti ancora finalizzato le specifiche della memoria LPDDR6X, mentre la generazione LPDDR6 promette già miglioramenti significativi rispetto alla precedente LPDDR5X: velocità di trasferimento dati fino a 14,4Gbps e larghezza di banda di picco di 38,4GB/s, corrispondenti a incrementi rispettivamente del 44% e del 20%.
Tradizionalmente impiegate in smartphone, tablet, laptop e dispositivi indossabili, le memorie LPDDR stanno conquistando nuovi segmenti di mercato. NVIDIA ha recentemente iniziato ad adottarle nei propri sistemi di accelerazione AI, aprendo la strada a un utilizzo su larga scala nei data center dove l'efficienza energetica rappresenta un fattore critico per contenere i costi operativi. Questa evoluzione riflette la crescente attenzione del settore verso soluzioni che bilancino prestazioni elevate e consumi ridotti.
La fretta di Samsung nell'anticipare la fornitura di campioni LPDDR6X si spiega con le difficoltà attraversate negli ultimi due anni sul fronte delle memorie HBM. Il produttore coreano, leader indiscusso nel settore della memoria per decenni, ha sottovalutato l'esplosione della domanda di chip ad alta larghezza di banda per applicazioni AI, perdendo la corsa alle memorie HBM3E e lasciando campo libero ai concorrenti. Le perdite miliardarie registrate nel 2025 hanno spinto l'azienda a rivedere radicalmente la propria strategia di sviluppo prodotto.
Coinvolgere anticipatamente clienti chiave come Qualcomm nel processo di sviluppo permette a Samsung di raccogliere feedback preziosi per ottimizzare le specifiche finali dei chip LPDDR6X prima della produzione di massa. Questa collaborazione stretta potrebbe tradursi in soluzioni memoria perfettamente integrate con le architetture dei processori Qualcomm, garantendo vantaggi competitivi in termini di prestazioni ed efficienza rispetto alle alternative della concorrenza.
Samsung ha confermato di essere al lavoro su molteplici generazioni future di memoria ad alta larghezza di banda, incluse HBM4E, HBM5 e varianti HBM personalizzate. Dopo aver annunciato di recente di essere stata la prima al mondo ad avviare la produzione di massa di chip HBM4 di sesta generazione, l'azienda sembra determinata a mantenere un ritmo di innovazione sostenuto per recuperare il terreno perso e consolidare la propria posizione nei segmenti più redditizi del mercato dei semiconduttori, dove la domanda legata all'intelligenza artificiale continua a crescere a ritmi sostenuti.