Microsoft porta la gestione delle applicazioni del suo Store direttamente nel terminale, introducendo una nuova interfaccia a riga di comando che promette di semplificare la vita a sviluppatori e utenti avanzati. L'annuncio arriva dal vicepresidente del Microsoft Store Giorgio Sardo, che ha presentato lo Store CLI come uno strumento dedicato alla ricerca, installazione e aggiornamento delle app senza passare dall'interfaccia grafica tradizionale. Si tratta di un'evoluzione significativa nell'ecosistema Windows, che affianca ma non sostituisce il più completo WinGet, offrendo un canale alternativo ottimizzato specificamente per il catalogo ufficiale di Redmond.
La nuova Store CLI si distingue per la sua specializzazione: a differenza di WinGet, il gestore di pacchetti open-source di Microsoft che attinge da repository multipli, questa interfaccia opera esclusivamente con le applicazioni distribuite attraverso il Microsoft Store. Una scelta che può sembrare limitante, ma che garantisce un'integrazione nativa con il sistema di licenze, aggiornamenti automatici e sandboxing di sicurezza tipici dello Store ufficiale. La funzionalità è già disponibile per tutti gli utenti Windows e si attiva digitando semplicemente "store --help" nel terminale per visualizzare l'elenco completo dei comandi supportati.
Le funzionalità principali dello strumento si articolano su tre pilastri fondamentali. Il comando store browse-apps consente di esplorare l'intero catalogo applicando filtri avanzati per categoria, sottocategoria, tipologia di inserzione (app gratuite più popolari, a pagamento, nuove uscite), mercato di riferimento e lingua. Una capacità di ricerca che supera le possibilità dell'interfaccia grafica standard, particolarmente utile per chi deve gestire deployment su larga scala o semplicemente preferisce operare da terminale per questioni di efficienza.
Il comando store install rappresenta il cuore operativo della CLI, permettendo il deployment immediato di qualsiasi applicazione presente nello Store con una singola istruzione. Si affianca al complementare store update, che consente di aggiornare app specifiche all'ultima versione disponibile senza dover ricorrere agli aggiornamenti di massa gestiti dall'interfaccia grafica. Un livello di granularità che gli amministratori di sistema e i power user apprezzeranno, specialmente in scenari dove serve controllare con precisione quali applicazioni aggiornare e quando.
Esiste tuttavia un prerequisito fondamentale: lo Store CLI funziona esclusivamente su sistemi dove l'applicazione Microsoft Store è attiva e funzionante. Gli utenti che hanno disabilitato lo Store tramite Group Policy o script di ottimizzazione non potranno utilizzare questa interfaccia, dovendo necessariamente riattivare il servizio. Una limitazione comprensibile considerando che lo strumento si appoggia all'infrastruttura esistente dello Store per la gestione delle licenze, dei download e degli aggiornamenti.
Il posizionamento dello Store CLI nel più ampio ecosistema di gestione pacchetti Windows merita un'analisi attenta. WinGet rimane lo strumento più versatile, capace di accedere a repository GitHub, sorgenti personalizzate e naturalmente anche al Microsoft Store stesso. La nuova CLI non sostituisce quindi WinGet, ma lo affianca con un'opzione più leggera e focalizzata per chi lavora prevalentemente con app certificate Microsoft. È una strategia che ricorda l'approccio Linux con apt, yum e snap: strumenti diversi per esigenze diverse, tutti coesistenti nello stesso sistema.
L'introduzione dello Store CLI fa parte di un pacchetto più ampio di funzionalità rivolte a sviluppatori e utenti avanzati, segnale che Microsoft continua a investire nell'ecosistema del suo store digitale nonostante le critiche storiche sulla qualità del catalogo e sulle limitazioni tecniche.