La ricerca scientifica ha compiuto un passo decisivo nella comprensione delle reazioni allergiche alimentari più gravi, rivelando un meccanismo del tutto inatteso che si attiva nell’intestino umano. Per anni si è creduto che tutte le forme di anafilassi seguissero lo stesso percorso biologico, ma uno studio dell’Arizona State University in collaborazione con Yale ha dimostrato che quelle scatenate dal cibo seguono una strada diversa. La scoperta, pubblicata su Science, potrebbe rivoluzionare il trattamento delle allergie alimentari, che colpiscono oltre mezzo miliardo di persone nel mondo.
Il mistero delle cellule intestinali specializzate
Il team guidato da Esther Borges Florsheim ha individuato il vero motore delle reazioni anafilattiche intestinali: cellule immunitarie del rivestimento intestinale che producono leucotrieni cisteinici. Queste molecole, già note per il loro ruolo nell’asma, sono responsabili di contrazioni muscolari, aumento del muco e infiammazione.
“Finora si pensava che l’anafilassi dipendesse soprattutto dall’istamina rilasciata dalle mastocellule”, spiega Florsheim del Biodesign Center for Health Through Microbiomes. “Abbiamo invece scoperto che, se gli allergeni vengono ingeriti, le mastocellule intestinali non rilasciano istamina ma molecole lipidiche infiammatorie”.
Due strade per un unico pericolo mortale
L’analisi ha mostrato che le mastocellule intestinali funzionano diversamente da quelle nel sangue. Nelle reazioni sistemiche domina l’istamina, motivo per cui gli antistaminici risultano efficaci; nell’intestino, invece, prevalgono i leucotrieni, gli stessi che restringono le vie aeree nei pazienti asmatici.
Le cellule epiteliali vicine inviano infatti messaggi che spingono le mastocellule intestinali a produrre leucotrieni. Le analisi genetiche hanno confermato che questi sottotipi sono predisposti proprio a questa funzione, distinguendosi nettamente da quelli di altre parti del corpo.
Una nuova arma farmacologica contro le emergenze alimentari
Per testare il ruolo dei leucotrieni, i ricercatori hanno usato lo zileuton, farmaco già approvato dalla FDA contro l’asma. Il trattamento ha ridotto in modo significativo i sintomi allergici e protetto dal pericoloso calo della temperatura corporea. Non ha però impedito reazioni innescate da allergeni immessi direttamente nel sangue, a conferma che il percorso intestinale segue meccanismi distinti.
Oggi i trattamenti d’emergenza si basano soprattutto su epinefrina e antistaminici, spesso poco efficaci nelle allergie alimentari. Bloccare i leucotrieni potrebbe invece aprire una nuova strada preventiva o terapeutica.
Prospettive terapeutiche rivoluzionarie
Farmaci come zileuton o montelukast, già usati nell’asma, potrebbero essere rapidamente testati anche per le allergie alimentari. La scoperta ridisegna inoltre il quadro scientifico delle reazioni allergiche, dimostrando che la via d’ingresso dell’allergene - pelle, sangue o intestino - determina risposte immunitarie differenti.
“L’intestino è unico nel modo in cui percepisce gli allergeni e altre sostanze dannose”, conclude Florsheim. “Questo aiuta anche a spiegare perché i livelli di anticorpi specifici non predicano in modo affidabile il rischio di allergia alimentare”.