image/svg+xml
Logo Tom's Hardware
  • Hardware
  • Videogiochi
  • Mobile
  • Elettronica
  • EV
  • Scienze
  • B2B
  • Quiz
  • Tom's Hardware Logo
  • Hardware
  • Videogiochi
  • Mobile
  • Elettronica
  • EV
  • Scienze
  • B2B
  • Quiz
  • Forum
  • Sconti & Coupon
Offerte & Coupon
Accedi a Xenforo
Immagine di La lunghezza delle dita rivela indizi sul cervello umano La lunghezza delle dita rivela indizi sul cervello umano...
Immagine di Trovati geni precedenti a ogni forma di vita nota Trovati geni precedenti a ogni forma di vita nota...

Varsavia porta la crittografia quantistica in città

Nel contesto dello scambio dati istantaneo e dei crescenti rischi informatici, la crittografia quantistica utilizza singoli fotoni per creare chiavi sicure

Advertisement

Avatar di Antonello Buzzi

a cura di Antonello Buzzi

Senior Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 03/10/2025 alle 08:20

La notizia in un minuto

  • Ricercatori dell'Università di Varsavia hanno sviluppato un sistema di crittografia quantistica che sfrutta l'effetto Talbot temporale del 1836, testato con successo nelle reti in fibra ottica della città per creare chiavi teoricamente inviolabili
  • Il sistema utilizza codifica multidimensionale con fotoni singoli in sovrapposizioni temporali, richiedendo solo un singolo rivelatore invece di complesse reti interferometriche, riducendo costi e complessità
  • La tecnologia ha dimostrato maggiore efficienza informativa rispetto ai sistemi tradizionali basati su qubit, trasmettendo più informazioni per fotone e mantenendo scalabilità senza modifiche hardware

Riassunto generato con l’IA. Potrebbe non essere accurato.

Quando acquisti tramite i link sul nostro sito, potremmo guadagnare una commissione di affiliazione. Scopri di più

La ricerca di metodi di crittografia inviolabili rappresenta una delle sfide più pressanti per la comunità scientifica. La soluzione potrebbe arrivare dalla fisica quantistica, in particolare attraverso sistemi che sfruttano le proprietà peculiari dei fotoni singoli per creare chiavi crittografiche teoricamente impossibili da decifrare. Un team dell'Università di Varsavia ha recentemente dimostrato come un fenomeno ottico conosciuto da quasi due secoli possa rivoluzionare questo campo, testando con successo la propria innovazione direttamente nell'infrastruttura urbana della capitale polacca.

Il vantaggio della codifica multidimensionale

Mentre i sistemi tradizionali di distribuzione quantistica delle chiavi si basano sui qubit - le unità più semplici dell'informazione quantistica che possono assumere solo due valori - il gruppo di ricerca guidato dal dottor Michał Karpiński del Laboratorio di Fotonica Quantistica ha scelto una strada diversa. "Invece dei qubit, che producono uno di due possibili risultati di misurazione, utilizziamo stati quantistici più complessi che possono assumere valori multipli", spiega il responsabile della ricerca. Questa codifica ad alta dimensione permette di trasmettere maggiori quantità di informazione per ogni fotone utilizzato.

La chiave dell'innovazione risiede nell'utilizzo delle cosiddette "sovrapposizioni temporali" dei fotoni. In questi stati quantistici peculiari, un singolo fotone non è né "precedente" né "successivo" ma esiste simultaneamente in una combinazione di entrambi gli stati temporali. L'informazione viene codificata nella relazione di fase tra impulsi luminosi che arrivano in momenti diversi, sfruttando le proprietà ondulatorie della luce.

L'effetto Talbot: quando la storia incontra il futuro quantistico

Il cuore tecnologico del sistema sviluppato a Varsavia affonda le sue radici in una scoperta del 1836, quando Henry Fox Talbot - pioniere della fotografia - osservò che la luce passando attraverso un reticolo di diffrazione ricrea periodicamente la propria immagine a distanze regolari. "Lo stesso effetto si verifica non solo nello spazio ma anche nel tempo, purché un treno regolare di impulsi luminosi si propaghi in un mezzo dispersivo come una fibra ottica", illustra Maciej Ogrodnik, dottorando che ha contribuito allo sviluppio del sistema.

L'intero sistema utilizza un singolo rivelatore per registrare sovrapposizioni di molti impulsi

Questa analogia spazio-temporale nell'ottica ha permesso al team di applicare l'effetto Talbot temporale ai fotoni singoli, ottenendo nuove capacità per analizzare e processare gli stati quantistici. Una sequenza di impulsi luminosi si comporta come un reticolo di diffrazione e può "auto-ricostruirsi" nel tempo sotto l'effetto della dispersione dopo aver percorso una certa distanza in fibra ottica.

Semplicità costruttiva, massima efficienza

Il vantaggio più significativo dell'approccio varsaviano risiede nella semplicità dell'architettura sperimentale. Come evidenzia Adam Widomski, altro dottorando del team: "Il sistema richiede solo un singolo rivelatore di fotoni per registrare sovrapposizioni di molti impulsi, invece di una complessa rete di interferometri". Questa caratteristica riduce drasticamente sia la complessità che i costi del sistema di misurazione, eliminando inoltre la necessità di calibrazioni separate del ricevitore.

I metodi tradizionali per rilevare le differenze di fase tra impulsi richiedono configurazioni multi-interferometriche complesse, simili a strutture ad albero dove i segnali vengono divisi e ritardati. Questi sistemi soffrono di inefficienze crescenti all'aumentare del numero di impulsi e necessitano di calibrazione e stabilizzazione precise. La soluzione di Varsavia mantiene invece un'efficienza elevata poiché tutti gli eventi di rilevazione risultano utili, pur presentando tassi di errore relativamente alti che tuttavia non compromettono la funzionalità del sistema.

Dai laboratori alle strade di Varsavia

La validazione pratica del sistema è avvenuta attraverso test sia in laboratorio che nell'infrastruttura in fibra ottica reale dell'Università di Varsavia, coprendo distanze di diversi chilometri. I risultati hanno confermato la fattibilità della distribuzione quantistica delle chiavi con codifica bidimensionale e quadridimensionale utilizzando lo stesso trasmettitore e ricevitore. "Nonostante gli errori intrinseci al nostro approccio sperimentale relativamente semplice, i risultati dimostrano la maggiore efficienza informativa del sistema derivante dalla codifica ad alta dimensione", sottolinea Widomski.

L'aspetto più promettente della tecnologia riguarda la sua scalabilità: il sistema può rilevare sovrapposizioni 2D e 4D senza modifiche hardware o stabilizzazione del ricevitore, rappresentando un vantaggio considerevole rispetto ai metodi precedenti che richiedevano ricostruzioni complete per dimensioni diverse.

La sicurezza teorica incontra la realtà pratica

La collaborazione internazionale con gruppi di ricerca italiani e tedeschi specializzati nelle dimostrazioni di sicurezza quantistica ha rivelato aspetti critici spesso trascurati. "Un'analisi più approfondita mostra che la descrizione standard di molti protocolli di distribuzione quantistica delle chiavi è incompleta, cosa che gli attaccanti potrebbero sfruttare", ammette Ogrodnik. Il team ha identificato questa vulnerabilità nel proprio metodo e ha lavorato per risolverla.

La soluzione è emersa attraverso una modifica del ricevitore che permette di raccogliere più dati, eliminando così la vulnerabilità identificata. La dimostrazione di sicurezza del nuovo protocollo, pubblicata su Physical Review Applied, rappresenta un passo fondamentale verso l'implementazione pratica di questi sistemi nelle reti di comunicazione reali, dove la sicurezza teorica deve necessariamente confrontarsi con le imperfezioni tecnologiche del mondo fisico.

Fonte dell'articolo: phys.org

Le notizie più lette

#1
Le aziende stanno perdendo il controllo dei propri PC
4

Business

Le aziende stanno perdendo il controllo dei propri PC

#2
Finalmente diremo addio ai cavi 16 pin che bruciano?
5

Hardware

Finalmente diremo addio ai cavi 16 pin che bruciano?

#3
Giocare non ci piace più, preferiamo comprare a caso

Editoriale

Giocare non ci piace più, preferiamo comprare a caso

#4
Trovati geni precedenti a ogni forma di vita nota

Scienze

Trovati geni precedenti a ogni forma di vita nota

#5
La lunghezza delle dita rivela indizi sul cervello umano
1

Scienze

La lunghezza delle dita rivela indizi sul cervello umano

👋 Partecipa alla discussione!

0 Commenti

⚠️ Stai commentando come Ospite . Vuoi accedere?

Invia

Per commentare come utente ospite, clicca quadrati

Cliccati: 0 /

Reset

Questa funzionalità è attualmente in beta, se trovi qualche errore segnalacelo.

Segui questa discussione

Advertisement

Ti potrebbe interessare anche

Trovati geni precedenti a ogni forma di vita nota

Scienze

Trovati geni precedenti a ogni forma di vita nota

Di Antonello Buzzi
La lunghezza delle dita rivela indizi sul cervello umano
1

Scienze

La lunghezza delle dita rivela indizi sul cervello umano

Di Antonello Buzzi
Il gioco immaginario di un bonobo riscrive la scienza

Scienze

Il gioco immaginario di un bonobo riscrive la scienza

Di Antonello Buzzi
Il boom del metano dopo il 2020 ha una causa inattesa
1

Scienze

Il boom del metano dopo il 2020 ha una causa inattesa

Di Antonello Buzzi
Una scoperta ridefinisce la spintronica moderna

Scienze

Una scoperta ridefinisce la spintronica moderna

Di Antonello Buzzi

Advertisement

Advertisement

Footer
Tom's Hardware Logo

 
Contatti
  • Contattaci
  • Feed RSS
Legale
  • Chi siamo
  • Privacy
  • Cookie
  • Affiliazione Commerciale
Altri link
  • Forum
Il Network 3Labs Network Logo
  • Tom's Hardware
  • SpazioGames
  • CulturaPop
  • Data4Biz
  • TechRadar
  • SosHomeGarden
  • Aibay

Tom's Hardware - Testata giornalistica associata all'USPI Unione Stampa Periodica Italiana, registrata presso il Tribunale di Milano, nr. 285 del 9/9/2013 - Direttore: Andrea Ferrario

3LABS S.R.L. • Via Pietro Paleocapa 1 - Milano (MI) 20121
CF/P.IVA: 04146420965 - REA: MI - 1729249 - Capitale Sociale: 10.000 euro

© 2026 3Labs Srl. Tutti i diritti riservati.