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Ridurre i consumi dell’IA? Ci pensa la luce grazie a un chip

Un chip ottico sottile come un capello trasferisce dati ad alta velocità con efficienza energetica superiore per sistemi di intelligenza artificiale.

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Avatar di Patrizio Coccia

a cura di Patrizio Coccia

Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 12/07/2025 alle 12:54

La notizia in un minuto

  • Ricercatori hanno sviluppato un chip ottico rivoluzionario che trasferisce dati a 1.000 gigabit al secondo (18 volte più veloce delle tecnologie attuali) consumando solo 4 joule di energia
  • La tecnologia permette di trasferire un dataset di addestramento IA equivalente a 100 milioni di libri in meno di 7 minuti, con un consumo energetico minimo pari a quello necessario per riscaldare un millilitro d'acqua
  • L'innovazione potrebbe trasformare i data center dell'intelligenza artificiale, riducendo drasticamente i consumi energetici e permettendo una distribuzione più efficiente delle risorse di calcolo

Riassunto generato con l’IA. Potrebbe non essere accurato.

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Il consumo energetico dei sistemi di intelligenza artificiale come ChatGPT rappresenta una delle sfide più pressanti dell'era digitale contemporanea. Mentre i data center che alimentano questi modelli richiedono quantità astronomiche di energia, un team di ricercatori del Center for Optics, Photonics and Lasers (COPL) ha sviluppato una soluzione rivoluzionaria che potrebbe ridefinire completamente l'efficienza energetica nel settore. Il loro chip ottico, sottile quanto un capello umano, promette di trasferire enormi quantità di dati a velocità straordinarie con un consumo energetico ridotto al minimo.

La rivoluzione dei modulatori microring

Il cuore dell'innovazione risiede nei modulatori microring, dispositivi minuscoli a forma di anello realizzati in silicio che manipolano la luce per codificare informazioni. La tecnologia pubblicata su Nature Photonics sfrutta una doppia strategia: utilizza due coppie di anelli, una dedicata all'intensità luminosa e l'altra alla fase della luce, ovvero il suo spostamento temporale. Questa architettura permette di aggiungere una nuova dimensione al segnale, raggiungendo prestazioni senza precedenti pur mantenendo dimensioni microscopiche.

Alireza Geravand, dottorando e primo autore dello studio, sottolinea l'entità del salto prestazionale: "Stiamo passando da 56 gigabit al secondo a 1.000 gigabit al secondo". Si tratta di un incremento di velocità che apre scenari completamente nuovi per l'elaborazione dei dati su larga scala.

Cento milioni di libri in sette minuti

Le implicazioni pratiche di questa tecnologia sono impressionanti quando applicate all'addestramento dei modelli di intelligenza artificiale. Con una velocità di trasferimento di 1.000 gigabit al secondo, diventa possibile trasferire un intero dataset di addestramento - l'equivalente di oltre 100 milioni di libri - in meno di sette minuti. Il tempo necessario per preparare un caffè diventa sufficiente per completare operazioni che attualmente richiedono ore o giorni.

Il sistema consuma solo 4 joule di energia: quanto basta per riscaldare un millilitro d'acqua di un grado

L'efficienza energetica rappresenta forse l'aspetto più rivoluzionario dell'invenzione. L'intera operazione di trasferimento dati richiederebbe soltanto 4 joule di energia, una quantità così ridotta che basterebbe appena per riscaldare un millilitro d'acqua di un grado Celsius. Questo dato acquisisce particolare significato se confrontato con i consumi attuali dei data center, che spesso superano quelli di intere città.

Verso data center disaggregati

L'architettura attuale dei data center per l'intelligenza artificiale si basa su decine o centinaia di migliaia di processori che comunicano tra loro come neuroni in un cervello. Ogni processore occupa alcuni millimetri, ma quando si considera l'infrastruttura complessiva, le dimensioni diventano chilometriche, con un consumo energetico proporzionalmente enorme. La nuova tecnologia ottica permetterebbe alle unità di comunicare rapidamente ed efficientemente come se fossero separate da pochi metri anziché da distanze considerevoli.

Questo vantaggio diventa cruciale mentre la domanda di servizi di intelligenza artificiale continua a crescere esponenzialmente. La possibilità di disaggregare i data center, distribuendo le risorse in modo più efficiente, potrebbe trasformare radicalmente l'industria tecnologica.

Dal laboratorio al mercato

L'innovazione non rimane confinata nei laboratori di ricerca. Aziende come NVIDIA stanno già iniziando a utilizzare modulatori microring, sebbene limitati all'intensità luminosa. La tecnologia sviluppata dal team COPL rappresenta un'evoluzione significativa, incorporando anche la manipolazione della fase luminosa per raddoppiare le prestazioni.

Geravand conclude con una prospettiva temporale incoraggiante: "Dieci anni fa, il nostro laboratorio ha gettato le basi per questa tecnologia. Oggi la stiamo portando al livello successivo. Forse tra qualche anno l'industria raggiungerà questo stadio e l'innovazione troverà la sua strada nel mondo reale".

Lo studio, che include anche i contributi di Zibo Zheng, Farshid Shateri, Simon Levasseur, Leslie A. Rusch e Wei Shi, potrebbe segnare l'inizio di una nuova era per l'efficienza energetica nell'intelligenza artificiale, offrendo una soluzione concreta a una delle sfide più urgenti della tecnologia contemporanea.

Fonte dell'articolo: phys.org

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