La Stazione Spaziale Internazionale si prepara a vivere un evento senza precedenti nella storia dell'esplorazione spaziale orbitale: la prima evacuazione medica d'emergenza dalla struttura che orbita a circa 400 chilometri sopra la Terra. L'equipaggio della missione Crew-11 di SpaceX, composto da quattro membri internazionali, sta per interrompere anticipatamente la propria permanenza nello spazio a causa di una problematica sanitaria che ha colpito uno degli astronauti, la cui identità rimane protetta dalle normative sulla privacy medica della NASA.
Il team coinvolto in questa inedita operazione di rimpatrio anticipato comprende gli astronauti NASA Mike Fincke e Zena Cardman, il giapponese Kimiya Yui dell'agenzia spaziale JAXA e il cosmonauta russo Oleg Platonov. La loro missione, originariamente programmata per una durata standard di sei mesi a bordo del complesso orbitale, verrà ridotta di circa un mese. L'agenzia spaziale americana ha scelto di non divulgare né l'identità del membro dell'equipaggio affetto dalla condizione medica né la natura specifica del problema sanitario, attenendosi rigorosamente alle normative sulla privacy dei dati sensibili.
Il piano di rientro prevede che la capsula Crew Dragon Endeavour si separi dalla Stazione Spaziale Internazionale mercoledì 14 gennaio 2026 alle ore 23:05 ora italiana (17:05 EST, 22:05 GMT). Le procedure di distacco inizieranno circa novanta minuti prima con la chiusura dei portelloni di collegamento tra il veicolo SpaceX e il modulo della ISS, programmata per le 21:30 ora italiana. Il viaggio di ritorno verso la Terra avrà una durata relativamente breve: l'ammaraggio nell'Oceano Pacifico al largo delle coste californiane è previsto per giovedì 15 gennaio alle ore 9:41 ora italiana (3:41 EST, 8:41 GMT).
La tempistica dell'operazione dipende tuttavia da molteplici fattori tecnici e ambientali che potrebbero modificare il calendario stabilito. Come precisato dai responsabili della missione NASA in un comunicato del 9 gennaio, il distacco della capsula Dragon dipende dalla prontezza del veicolo spaziale, dalla disponibilità delle squadre di recupero, dalle condizioni meteorologiche, dallo stato del mare e da altri parametri operativi. Le squadre di controllo missione stanno monitorando costantemente le condizioni nell'area di recupero designata nel Pacifico, dove personale specializzato della NASA e di SpaceX sarà pronto a intervenire immediatamente dopo l'ammaraggio.
La procedura di rientro seguirà il protocollo standard per le capsule Dragon: 51 minuti prima dello splashdown, alle 8:50 ora italiana, i motori della capsula eseguiranno una manovra di deorbitazione che ridurrà progressivamente l'altitudine del veicolo, permettendogli di rientrare nell'atmosfera terrestre con l'angolazione corretta. Durante la fase di rientro atmosferico, lo scudo termico della Endeavour dovrà dissipare l'enorme quantità di energia cinetica accumulata, con temperature che raggiungeranno diverse migliaia di gradi Celsius sulla superficie esterna.
L'intera operazione sarà trasmessa in diretta attraverso molteplici canali di comunicazione. La NASA inizierà la copertura televisiva della chiusura dei portelloni mercoledì alle 21:00 ora italiana, per poi riprendere alle 22:45 con il distacco vero e proprio. La fase finale, che include la manovra di deorbitazione e l'ammaraggio, sarà coperta a partire dalle 8:15 di giovedì mattina attraverso NASA+ e presumibilmente il canale YouTube dell'agenzia. Una conferenza stampa post-rientro è prevista per le 11:45 ora italiana dello stesso giorno. SpaceX fornirà una propria copertura indipendente attraverso il sito web aziendale e il profilo X della società, con trasmissioni che inizieranno quindici minuti prima del distacco e riprenderanno circa un'ora prima dell'ammaraggio.