Il dibattito sui programmi di sostegno economico diretto ai cittadini si arricchisce di nuove evidenze scientifiche che sfidano uno dei pregiudizi più radicati in questo campo. Da tempo, infatti, i trasferimenti monetari senza vincoli sono oggetto di critiche basate sul timore che i beneficiari possano utilizzare il denaro in modo irresponsabile, aumentando comportamenti a rischio come il consumo di alcol o sostanze stupefacenti. Uno studio epidemiologico di lungo periodo condotto in Alaska dimostra ora che queste preoccupazioni non trovano riscontro nei dati: undici anni di osservazioni su scala statale non hanno rivelato alcuna correlazione tra i pagamenti in contanti e l'aumento di traumi gravi o decessi.
La ricerca, pubblicata sull'American Journal of Epidemiology, è stata realizzata da un team interdisciplinare composto da sociologi della New York University, medici della University of California San Francisco School of Medicine e dall'ex responsabile sanitario dell'Alaska. Gli studiosi hanno analizzato il Permanent Fund Dividend (PFD), un programma avviato nel 1982 che distribuisce annualmente a tutti i residenti dello stato una somma variabile, generalmente compresa tra 1.000 e 2.000 dollari a persona. Si tratta di uno degli esempi più duraturi e universali di reddito di base al mondo, che raggiunge l'intera popolazione di uno stato americano senza distinzioni di reddito o condizione sociale.
La metodologia adottata rappresenta un elemento distintivo di questo lavoro scientifico. Il gruppo di ricerca guidato da Ruby Steedle del Cash Transfer Lab della NYU ha esaminato tutti i casi di trauma registrati negli ospedali dell'Alaska attraverso il registro traumatologico statale, incrociandoli con i dati di mortalità contenuti negli archivi anagrafici dal 2009 al 2019. Questa ampiezza temporale e geografica supera significativamente quella delle indagini precedenti sul tema, che avevano prodotto risultati contrastanti e spesso basati su campioni limitati o periodi di osservazione più brevi.
Sarah Cowan, sociologa della NYU e fondatrice del Cash Transfer Lab, sottolinea come le ricerche precedenti abbiano dimostrato l'efficacia dei trasferimenti monetari nella riduzione della povertà, ma la loro implementazione è spesso limitata da critiche fondate sulla preoccupazione per spese irresponsabili che potrebbero portare a tragedie. I risultati dello studio alaskano, tuttavia, non hanno evidenziato picchi di incidenti o decessi nelle settimane o nei mesi successivi alla distribuzione dei pagamenti, che avviene tipicamente in autunno. Questa assenza di correlazione si è confermata attraverso molteplici verifiche statistiche di robustezza, includendo anche l'analisi separata delle aree urbane dell'Alaska, paragonabili per dimensioni e caratteristiche demografiche a città piccole e medie degli Stati Uniti continentali.
Anne Zink, che ha ricoperto il ruolo di responsabile sanitario dell'Alaska dal 2019 al 2024 e ora è ricercatrice senior alla Yale School of Public Health, evidenzia la duplice prospettiva che ha guidato l'indagine. Come medico d'emergenza, ammette di aver avuto inizialmente preoccupazioni sugli effetti immediati del PFD, ma come funzionario di sanità pubblica riconosce l'importanza di una valutazione oggettiva dei dati. Questa ricerca fornisce il tipo di evidenze a livello di popolazione che i responsabili della sanità pubblica e i decisori politici necessitano quando valutano programmi di reddito garantito, afferma Zink.
L'importanza dello studio risiede nella sua capacità di fornire dati concreti in un campo dove le decisioni politiche sono spesso influenzate da narrative non verificate. Il contesto alaskano offre condizioni uniche per questo tipo di analisi: un programma finanziato dai proventi delle risorse petrolifere statali, operativo da oltre quattro decenni, che rappresenta una forma di redistribuzione della ricchezza naturale a beneficio universale. La diversità geografica e demografica dello stato, che include comunità urbane, rurali e remote, aumenta la rilevanza dei risultati anche per contesti al di fuori dell'Alaska.
Oltre a Cowan, Steedle e Zink, hanno contribuito alla ricerca Tasce Bongiovanni, professore associato di chirurgia presso la UCSF School of Medicine, e altri membri del Cash Transfer Lab della NYU tra cui Robert Pickett, Hailie Dono, Erica Hobby, insieme a Byungkyu Lee, professore assistente nel Dipartimento di Sociologia della stessa università. Gli autori concludono che i risultati forniscono evidenze solide contro le narrative che associano i pagamenti diretti in contanti a danni nel breve termine, aprendo la strada a una riconsiderazione delle politiche di sostegno economico basata su dati epidemiologici rigorosi piuttosto che su supposizioni.
Questa ricerca si inserisce nel più ampio dibattito sui programmi di reddito di base universale e di trasferimenti monetari diretti, che negli ultimi anni si sono moltiplicati negli Stati Uniti e in altri paesi. Mentre la discussione pubblica rimane spesso polarizzata tra sostenitori e detrattori, studi come questo offrono elementi empirici cruciali per valutare efficacia e sicurezza di questi interventi. Le prospettive future della ricerca includono l'analisi degli effetti di lungo periodo sulla salute pubblica, sull'occupazione e sul benessere economico delle comunità, oltre alla possibilità di estendere analisi simili ad altri programmi di trasferimento monetario in corso negli Stati Uniti e nel mondo.