Secondo nuovi dati emersi da un'indagine del Financial Times, il Vision Pro equipaggiato con chip M5, lanciato lo scorso autunno, non sarebbe riuscito a risollevare, né tantomeno a consolidare, le vendite del dispositivo di punta della casa di Cupertino. Le stime parlano di appena 45.000 unità vendute nel quarto trimestre 2025, un dato che solleva parecchi dubbi sul futuro di Apple nel computing spaziale.
L'analisi combina dati provenienti da diverse fonti del settore. La società di ricerca IDC stima che durante il trimestre delle festività 2025, quello che tradizionalmente rappresenta il periodo più importante per le vendite consumer, le unità di Vision Pro con M5 piazzate sul mercato si sarebbero fermate a quota 45.000. Un numero che, se confermato, rappresenterebbe una prestazione ben al di sotto delle aspettative per un prodotto Apple di fascia premium, specialmente considerando che si trattava del periodo di lancio del modello aggiornato.
Ma i segnali di difficoltà non si limitano ai numeri di vendita stimati. Sensor Tower, società specializzata nell'analisi delle strategie di marketing digitale, ha rilevato una drastica riduzione degli investimenti pubblicitari di Apple per il Vision Pro. Negli Stati Uniti e nel Regno Unito, la spesa in marketing digitale dedicata al visore sarebbe crollata di oltre il 95% rispetto all'anno precedente, un dato che potrebbe indicare una revisione strategica o una riduzione delle ambizioni commerciali a breve termine per il prodotto.
Il contesto di mercato generale non aiuta. Secondo le rilevazioni di Counterpoint Research, l'intero segmento dei visori per realtà virtuale e mista ha registrato un calo del 14% nell'ultimo anno. Si tratta di un trend che colpisce tutti i principali player del settore, da Meta con i suoi Quest fino ai dispositivi di produttori minori, suggerendo che le sfide del Vision Pro potrebbero essere in parte sistemiche piuttosto che esclusivamente legate alle scelte di Apple.
L'aggiornamento al chip M5 aveva portato miglioramenti tangibili in termini di prestazioni, efficienza energetica e autonomia della batteria esterna, oltre a un comfort migliorato grazie a piccole ottimizzazioni nel design. Dal punto di vista software, visionOS ha ricevuto aggiornamenti significativi dalla sua prima versione, espandendo le funzionalità e migliorando l'esperienza utente complessiva. Tuttavia, questi progressi tecnici non sembrano aver innescato la risposta del mercato sperata da Cupertino.
Va sottolineato che Apple non pubblica dati ufficiali sulle vendite del Vision Pro, rendendo impossibile una verifica definitiva di queste stime di terze parti. L'assenza di comunicazioni ufficiali è in sé significativa: quando un prodotto Apple ottiene successi commerciali importanti, l'azienda tende a condividere milestone e risultati durante le presentazioni trimestrali o gli eventi pubblici. Il silenzio sul Vision Pro contrasta con l'enfasi posta su altri lanci recenti.
Il fattore prezzo rimane probabilmente uno dei principali ostacoli all'adozione di massa. Con un prezzo di partenza di 3.499 dollari negli Stati Uniti e una disponibilità ancora limitata a livello geografico, il Vision Pro si posiziona come dispositivo premium riservato a early adopter, professionisti creativi e aziende con budget dedicati alla sperimentazione tecnologica. Per il mercato europeo, dove il prodotto è arrivato con prezzi ancora più elevati a causa di IVA e altri fattori, la barriera economica risulta ancora più pronunciata.
L'industria tech guarda con particolare attenzione alla roadmap futura di Apple per il computing spaziale. Si moltiplicano le indiscrezioni su un possibile fattore di forma simile a occhiali tradizionali, una direzione che potrebbe rappresentare il vero obiettivo a lungo termine dell'investimento di Cupertino in questa categoria. Un dispositivo più leggero, discreto e accessibile economicamente potrebbe aggirare molte delle barriere attuali, ma la tecnologia necessaria per condensare le capacità del Vision Pro in un formato da occhiali richiede ancora anni di sviluppo.
Nel frattempo, Apple si trova a gestire un prodotto tecnologicamente impressionante ma commercialmente difficile, in un mercato che mostra segni di contrazione generale. Il 2026 potrebbe essere un anno cruciale per capire se il Vision Pro rappresenta l'inizio di una nuova categoria destinata a maturare lentamente, o se dovrà subire una revisione strategica più profonda prima di trovare il proprio pubblico nel panorama tecnologico mainstream.