10 0 8.5 ASUS ZenFone 6
Tom's Hardware Italia
Android

ASUS ZenFone 6 recensione: una positiva ventata di novità


ASUS ZenFone 6
RAM
6/8 GB
Archiviazione
64/128/256 GB
Schermo
6,4 pollici - 1.080 x 2.340
Fotocamera posteriore
Dual-camera, 48 MP + 13 MP
Batteria
5.000
Recensione ASUS ZenFone 6, smartphone Android basato sul processore Snapdragon 855. In Italia è stato posizionato a partire da 499 euro.

ZenFone 6 rappresenta la volontà di ASUS di proporre qualcosa di nuovo, con l’obiettivo di riguadagnare terreno nel mercato smartphone. Il design con fotocamera rotante, in abbinata al prezzo di listino aggressivo (si parte da 499 euro) rispetto alle caratteristiche tecniche, sono certamente un importante punto di partenza verso questa direzione. Il settore però è ormai saturo, e la commercializzazione tardiva rispetto ai diretti concorrenti non aiuterà.

Del resto, ZenFone 6 cercherà di parlare allo stesso target di prodotti come il Mi 9 di Xiaomi, ma anche il OnePlus 7. Due brand, questi ultimi, che in questo momento hanno maggiormente il vento in poppa nel settore smartphone rispetto ad ASUS. Come vedremo nella recensione però, l’azienda taiwanese ha realizzato un prodotto decisamente convincente, con alcune rinunce rispetto ai prodotti da oltre 1.000 euro che comunque non intaccano l’esperienza quotidiana.

Fotocamera rotante fra design e funzionalità

Partiamo innanzitutto dalla caratteristica chiave di questo ZenFone 6, ovvero la fotocamera rotante. Il meccanismo messo a punto da ASUS è differente rispetto ai sensori a scomparsa visti su OnePlus 7 Pro e Oppo Reno. In questo caso infatti la dual-camera posteriore ruota letteralmente sulla parte frontale nel momento in cui ci si vuole scattare un selfie, oppure sbloccare lo smartphone tramite il riconoscimento del volto.

Si tratta di un approccio decisamente d’impatto, che mediamente suscita tanta curiosità guardandolo dal vivo ma, allo stesso tempo, fa sorgere dubbi in merito alla durata nel tempo. Utilizzandolo tutti i giorni, è possibile notare alcune criticità, come ad esempio l’importante accumulo di polvere, o la possibilità di riposizionare manualmente sul retro il modulo fotografico, che però in questo caso non aderisce perfettamente alla scocca.

Ovviamente, è impossibile poter avere una risposta definitiva a questi dubbi dopo un utilizzo di due settimane. ASUS ha comunque introdotto una serie di accorgimenti per preservare il meccanismo: nel caso di caduta accidentale, si richiude automaticamente; nel caso lo smartphone venga poggiato su di un piano e attivato il riconoscimento del volto, il modulo fotografico non ruoterà in quanto appunto bloccato dalla superficie.

Insomma, costruttivamente l’azienda taiwanese ha compiuto un ottimo lavoro. Certo, trattandosi di un sistema composto da 13 piccoli motorini alimentati da ben 17 cavetti di alimentazioni, sarà interessante verificarne la tenuta nel tempo. In ogni caso, la rotazione non toglie immediatezza all’utilizzo, i selfie possono essere scattati sempre in poche frazioni di secondo, potendo tra l’altro contare su una qualità difficilmente riscontrabile in altri dispositivi.

Si ha infatti a disposizione un sensore principale da 48 Megapixel (è il Sony IMX586) con obiettivo f/1.8, con la possibilità di sfruttare anche un secondo sensore grandangolare da 13 Megapixel con obiettivo f/2.4, senza dimenticare ovviamente il flash. In generale, la qualità è molto buona, anche se in notturna subentra un po’ troppo rumore digitale. Da questo punto di vista, ASUS potrebbe certamente affinare l’algoritmo di elaborazione dell’immagine.

Da sottolineare la presenza dello standard HDR++, che però interviene in maniera particolarmente aggressiva sulla gamma cromatica. C’è la possibilità di registrare video in 4K a 60 fps e tra l’altro, sfruttando i tasti del volume, è possibile far muovere progressivamente il meccanismo di rotazione, così da ottenere veri e propri filmati panoramici davvero molto belli, soprattutto in diurna. Non manca la modalità ritratto per i selfie, e in generale il comparto fotografico merita una piena promozione.

La scocca è realizzata in vetro, c’è il sensore biometrico sulla parte posteriore che funziona molto bene. In mano lo ZenFone 6 è parecchio ingombrante e i 190 grammi di peso si sentono tutti. Peraltro, i materiali utilizzati lo rendono scivoloso, ma da questo punto di vista arriva in soccorso la cover trasparente in policarbonato inclusa in confezione che, tra l’altro, lascia l’apposito spazio per la rotazione del modulo fotografico.

Manca purtroppo la certificazione di impermeabilità così come la ricarica wireless. Decisamente completa la connettività: Wi-Fi ac dual-band, Bluetooth 5.0, NFC, radio FM, jack audio da 3.5 mm, supporto Dual-SIM (senza dover rinunciare all’espansione di memoria), GPS A-GLONASS BDS Galilelo. Buona la parte audio, con un effetto stereo garantito dalla capsula auricolare in abbinata allo speaker di sistema.

Prestazioni e display, tra luci e ombre

Poco da dire sulle performance. ASUS ha infatti giocato sul sicuro, scegliendo lo Snapdragon 855 abbinato a 6 o 8 Gigabyte di RAM a seconda della versione (noi abbiamo testato la prima). Lo smartphone appare fluido in qualsiasi circostanza, anche quando viene messo particolarmente sotto stress. Convincente anche la dissipazione del calore, praticamente impossibile percepirlo dalla scocca.

Tra l’altro, le memorie di archiviazione utilizzate (64, 128 o 256 GB a seconda della versione) sono di tipo UFS 2.1, per cui nessun effetto “collo di bottiglia” da questo punto di vista. La piattaforma hardware è peraltro aiutata da un display che, grazie alla risoluzione di 1.080 x 2.340, non impatta troppo sulle prestazioni e sulla batteria. Di contro però, è probabilmente la componente che maggiormente fa sentire il “gap” rispetto a dispositivi come il Galaxy S10+ o il OnePlus 7 Pro.

Intendiamoci, si tratta di un pannello assolutamente godibile. L’utilizzo della tecnologia IPS LCD però rende la gamma cromatica un po’ spenta, e in più la luminosità non è particolarmente elevata, dando qualche grattacapo nella visibilità all’aperto durante le giornate assolate. Gli angoli di visuale sono comunque buoni e il fatto che la superficie anteriore sia occupata quasi totalmente dai 6,4 pollici dello schermo, restituisce un bell’effetto di immersività.

Eccezionale l’autonomia. La batteria da ben 5.000 mAh prometteva già molto bene di per se, ma il resto lo ha fatto l’ottimizzazione compiuta da ASUS. Con il mio utilizzo (misto tra LTE e Wi-Fi, 2 account mail in push, centinaia di notifiche dai social ed app di messaggistica istantanea, oltre 2 ore di telefonate), sono riuscito a coprire quasi due giorni lontano dalla presa elettrica – 1 giorno e 18 ore – a fronte di 6 ore di schermo accesso.

Questo è stato possibile anche grazie al lavoro di restyling compiuto sulla ZenUI, che ormai ha assunto le sembianze di Android Stock, alleggerendo decisamente tutto il sistema. ZenFone 6 arriva sul mercato con a bordo Android 9, ma l’azienda taiwanese ha già garantito l’update ad Android Q e alla versione ancora successiva. Una vantaggio non da poco.

Conclusioni: chi dovrebbe acquistarlo?

La fotocamera rotante di questo ZenFone 6, assieme al design che ne deriva, rappresentano senza dubbio una ventata di novità nel panorama smartphone. Prestazioni, autonomia e qualità fotografica convincono, con ASUS che è stata in grado di posizionare questo dispositivo a cifre decisamente competitive: si parte da 499 euro (versione 6/128 GB), che diventano 559 euro per quella da 6/128 GB e 599 per la top da 8/256 GB.

Peccato solo sia arrivato in ritardo rispetto ad alcuni diretti concorrenti (come il Mi 9 di Xiaomi), ma in ogni caso può essere il prodotto ideale per chi cerca un’esperienza da top di gamma, senza però voler spendere cifre da capogiro e consapevole di dover scendere a qualche compromesso.

ASUS ZenFone 6

ZenFone 6 è il nuovo flagship di casa ASUS. L’azienda taiwanese ha scelto di puntare soprattutto sul rapporto qualità/prezzo, posizionandolo a partire da 499 euro nonostante una piattaforma hardware da top di gamma. È infatti basato sul processore Snapdragon 855 di Qualcomm, abbinato a 6 o 8 Gigabyte di RAM e a 64/128/256 Gigabyte di memoria interna. La vera particolarità è però rappresentata dal modulo fotografico rotante, che consente di sfruttare la doppia fotocamera posteriore anche per i selfie.

8.5
8.5

Verdetto

La fotocamera rotante di questo ZenFone 6, assieme al design che ne deriva, rappresentano senza dubbio una ventata di novità nel panorama smartphone. Prestazioni, autonomia e qualità fotografica convincono, con ASUS che è stata in grado di posizionare questo dispositivo a cifre decisamente competitive. Peccato solo sia arrivato in ritardo rispetto ad alcuni diretti concorrenti (come il Mi 9 di Xiaomi), ma in ogni caso può essere il prodotto ideale per chi cerca un'esperienza da top di gamma, senza però voler spendere cifre da capogiro e consapevole di dover scendere a qualche compromesso.

Pro

Prezzo di listino, autonomia, prestazioni, fotocamera rotante

Contro

Manca una certificazione di impermeabilità, manca la ricarica wireless, display non particolarmente luminoso