10 0 9 OnePlus 7 Pro
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Android

OnePlus 7 Pro recensione: un fulmine camuffato da smartphone


OnePlus 7 Pro
RAM
8/12 GB
Archiviazione
128/256 GB
Schermo
6,67 pollici - 1.440 x 3.120
Fotocamera posteriore
Tripla cam, 48 MP + 16 MP + 8 MP
Batteria
4.000
Pagina 1: OnePlus 7 Pro recensione: un fulmine camuffato da smartphone
Recensione OnePlus 7 Pro, smartphone Android top di gamma basato sul processore Snapdragon 855. In Italia arriva a partire da 709 euro.

OnePlus 7 Pro è in assoluto lo smartphone più veloce presente sul mercato. Questa è la sensazione più forte che si ha utilizzandolo tutti i giorni, almeno nella versione da 12 Gigabyte di RAM oggetto della nostra recensione. L’azienda cinese è riuscita a compiere un ulteriore step evolutivo rispetto alle precedenti generazioni e, mai come in questo modello, non ci sono state rinunce tecniche rispetto alle controparti delle varie Huawei, Samsung, Apple.

Certo, non siamo più difronte allo smartphone che, a maggio del 2014, è arrivato sul mercato a partire da 269 euro. Di contro però la logica del prodotto pensato per differenziarsi dalla massa è rimasta intatta, questa volta soprattutto grazie al design con fotocamera anteriore a scomparsa, che frontalmente lascia totalmente spazio all’eccellente display. Senza dimenticare il solito ruolo determinante ricoperto dalla community nella strategia marketing di OnePlus.

La cura al dettaglio riposta in questo smartphone non ha nulla da invidiare ai big del settore. Come sempre in questi casi però, qualità e successo commerciale non necessariamente vanno a braccetto. I concorrenti sono estremamente agguerriti e, tra l’altro, quest’anno la battaglia si è spostata soprattutto sul comparto fotografico, dove però Huawei ha oggi una marcia in più. Insomma, OnePlus 7 Pro arriva sul mercato in un momento complesso.

Prestazioni, una vera e propria scheggia

Difficile poter deludere con a bordo lo Snapdragon 855 abbinato, in questa versione, a 12 Gigabyte di RAM. A questo va aggiunta la solita ottimizzazione software compiuta da OnePlus che, come da tradizione, riesce ad esaltare Android (in versione 9) con la sua OxygenOS, senza appesantirlo. In più, l’azienda cinese ha anche integrato un sistema di raffreddamento a liquido composto da 10 strati che, sulla carta, dovrebbe consentire al processore Qualcomm di offrire il 45% in più in termini di efficienza e performance rispetto alla generazione precedente.

Al di là di numeri, lo smartphone è realmente una scheggia. Mai un’incertezza, mai un rallentamento, mai un’indecisione, anche quando si prova a metterlo sotto torchio. Peraltro il raffreddamento a liquido lavora a dovere, per cui non si percepisce mai calore dalla scocca, anche dopo lunghe sessioni di gaming. Proprio per migliorare ulteriormente l’esperienza in quest’ambito, OnePlus ha implementato un nuovo feedback aptico, che aumenta certamente la sensazione di immersività.

12 Gigabyte di RAM possono sembrare più una prova di forza che una reale utilità, come effettivamente lo sono nelle operazioni quotidiane, però non c’è dubbio sul fatto che questo 7 Pro abbia una marcia in più. Un’impressione peraltro ulteriormente acuita dal refresh rate del display a 90 Hz, che inevitabilmente fa apparire ancora più fluidi, ad esempio, i titoli videoludici. Senza dimenticare lo standard UFS 3.0 per le memorie di storage (256 GB non espandibili in questa versione), per la prima volta montate su uno smartphone. L’ho detto all’inizio, c’è tanta cura al dettaglio in questo dispositivo.

Proprio lo schermo è uno dei punti di forza. Si tratta di un pannello che l’azienda cinese ha denominato Fluid AMOLED, caratterizzato da una diagonale da 6,67 pollici, risoluzione di 1.440 x 3.120 e supporto allo standard HDR10+. Non è un caso che la nota testata DisplayMate lo abbia premiato come uno dei migliori del settore, assegnandogli il punteggio A+.

Lo schermo infatti convince appieno, senza mostrare punti deboli: la luminosità è molto buona così come la visibilità all’aperto (grazie anche a un ottimo trattamento olefobico del vetro anteriore); gli angoli di visuale sono praticamente assoluti; la resa cromatica è fedele, e comunque può essere settata via software nel caso in cui si prediligano colori più saturi; l’assenza di un qualsivoglia notch consente di sfruttare totalmente la diagonale.

I bordi sono ridottissimi ma, nonostante la presenza anche dei bordi curvi, non si verifica il fenomeno dei tocchi involontari sul pannello. Tra l’altro,lo schermo integra anche il sensore biometrico che, tra quelli inseriti direttamente nei display , è in assoluto il migliore testato. L’impronta viene riconosciuta sempre al primo colpo e lo sblocco è praticamente fulmineo.

In più c’è la funzionalità Always-On, peraltro implementata splendidamente lato software: tutte le app di terze parti sono compatibili, per cui nessun problema per visualizzare le notifiche di servizi come WhatsApp, Telegram, Instagram, davvero molto comodo. Inoltre l’assenza del LED di notifica è sopperita dall’illuminazione dei bordi dello schermo, un effetto davvero particolare dal vivo, oltre che molto utile.

C’è però l’altro lato della medaglia da considerare, in qualche modo speculare alle prestazioni e al display. L’autonomia infatti non fa gridare al miracolo, nonostante la batteria da 4.000 mAh. Con il mio utilizzo (misto tra LTE e Wi-Fi, 2 account mail in push, centinaia di notifiche dai social ed app di messaggistica istantanea, oltre 2 ore di telefonate), sono riuscito a coprire 17 ore lontano dalla presa elettrica a fronte di poco meno di 4 ore di schermo accesso.

Non è un risultato strabiliante, anche se la versione firmware da noi testata non dovrebbe essere quella totalmente definitiva. Mi aspetto dunque un miglioramento con successivi aggiornamenti prima dell’arrivo sul mercato (previsto per il 21 maggio), fermo restando però la presenza della ricarica rapida secondo il nuovo standard Warp Charge a 30W (caricabatterie apposito incluso in confezione), tra i più performanti del mercato.