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Banda ultralarga, nuovi voucher per la Fibra in arrivo?

Bonus 300 euro per cablatura verticale edifici: 150 milioni in due tranche per sostenere piani FiberCop e Open Fiber contro ritardi rollout fibra.

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Avatar di Luca Zaninello

a cura di Luca Zaninello

Managing Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 21/07/2025 alle 19:20

La notizia in un minuto

  • Il governo stanzia 630 milioni di euro con voucher da 300 euro per incentivare la cablatura in fibra ottica degli edifici, mentre il tasso di adozione commerciale rimane fermo al 20%
  • Il Piano Italia a 1 Giga del PNRR è in grave ritardo con solo il 50% degli edifici cablati, creando tensioni con l'UE e mettendo a rischio i fondi comunitari
  • Gli analisti prevedono con probabilità del 40% un accordo per la rete unica entro il 2026, che potrebbe sbloccare un earnout di 2,5 miliardi per Tim e razionalizzare il mercato

Riassunto generato con l’IA. Potrebbe non essere accurato.

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Il mondo delle telecomunicazioni italiane si trova a un bivio cruciale, dove i ritardi nell'implementazione della banda ultralarga si intrecciano con le difficoltà economiche degli operatori e la necessità di modernizzare l'infrastruttura digitale del Paese. Il governo sta preparando una risposta articolata che prevede incentivi diretti ai cittadini e una riorganizzazione del settore che potrebbe ridisegnare completamente il panorama delle reti nazionali. La partita si gioca su più tavoli contemporaneamente: dagli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza alle pressioni dell'Unione Europea, fino alle complesse negoziazioni tra i principali operatori del mercato.

La ricetta governativa: voucher e incentivi per sbloccare il mercato

L'esecutivo ha messo a punto un pacchetto di misure da 630 milioni di euro per rilanciare il settore delle telecomunicazioni, con al centro voucher da 300 euro destinati a incentivare la cablatura verticale degli edifici in fibra ottica. Secondo le anticipazioni del Sole 24 Ore, una prima tranche da 50 milioni è già disponibile, mentre altri 100 milioni seguiranno successivamente. Il finanziamento proviene per circa 400 milioni da fondi non utilizzati del Fondo Sviluppo e Coesione, mentre i restanti 200 milioni derivano dai contratti di sviluppo.

Questa strategia risponde a una criticità evidente: nonostante gli investimenti miliardari nella posa della fibra ottica, il tasso di adozione commerciale del Ftth (Fiber to the Home) rimane fermo al 20% sia per FiberCop che per Open Fiber. Un dato che preoccupa non solo per i ritorni economici degli investimenti, ma anche per il raggiungimento degli obiettivi di digitalizzazione del Paese.

Il Piano Italia a 1 Giga: un percorso ad ostacoli

I numeri del Piano Italia a 1 Giga, componente fondamentale del PNRR, raccontano una storia di ritardi significativi. Solo il 50% degli edifici previsti risulta effettivamente cablato, creando tensioni con la Commissione Europea e mettendo a rischio i fondi comunitari. La situazione si è complicata ulteriormente con la questione delle "aree grigie", quelle zone a fallimento di mercato parziale che rappresentano il nodo più controverso della partita.

Solo il 50% degli edifici previsti è stato cablato

Il confronto tra Open Fiber e FiberCop su questi territori ha assunto toni sempre più accesi. Lo scorso 3 giugno, il consiglio di amministrazione di Open Fiber ha respinto l'offerta di FiberCop per l'acquisizione di cinque degli otto lotti delle aree grigie, ponendo sul tavolo obiezioni sostanziali: tempistiche considerate irrealistiche per il passaggio entro il 30 giugno, modalità di valutazione economica ritenute inadeguate e procedure di cessione poco chiare.

Le strategie parallele: 5G e sovranità digitale

Mentre si cerca di sbloccare l'impasse sulla fibra ottica, il governo sta spingendo anche su altri fronti tecnologici. L'accelerazione sul 5G stand-alone e l'adozione di tecnologie edge cloud e Cloud-Ran rappresentano pilastri della strategia di modernizzazione delle reti. Parallelamente, il sottosegretario Butti ha confermato il piano strategico per il potenziamento dei cavi sottomarini attraverso Sparkle e Retelit, sottolineando l'importanza della sovranità digitale italiana in un contesto geopolitico sempre più complesso.

L'operazione di vendita di Sparkle da parte di Tim, prevista per l'autunno, si inserisce in questo quadro di riorganizzazione generale del settore. Una mossa che potrebbe liberare risorse per Tim e al tempo stesso rafforzare l'infrastruttura nazionale di connettività internazionale.

Le prospettive di mercato: verso la rete unica?

Gli analisti di Intermonte vedono in questa situazione di difficoltà un possibile catalizzatore per l'accelerazione delle trattative verso la rete unica. L'elevato livello di indebitamento e le difficoltà operative sia di FiberCop che di Open Fiber potrebbero spingere gli azionisti a cercare soluzioni condivise. Un accordo tra i due operatori, anche solo di natura commerciale, entro la fine del 2026 permetterebbe a Tim di incassare un earnout fino a 2,5 miliardi di euro.

Questo scenario, valutato con una probabilità del 40% dagli analisti, rappresenta circa 0,05 euro per azione nel target price di Tim fissato a 0,45 euro per azione ordinaria. Le sinergie industriali stimate potrebbero infatti trasformare l'attuale frammentazione del mercato in un'opportunità di razionalizzazione e crescita.

Sul tavolo delle trattative rimangono diverse opzioni per superare l'impasse attuale: dalla cessione selettiva lotto per lotto alla valutazione economica differita, fino alla cessione contrattuale di parte dei diritti di concessione piuttosto che di interi rami d'azienda. Tutte soluzioni che richiedono però tempi tecnici superiori a quelli inizialmente previsti, in una corsa contro il tempo che coinvolge obiettivi europei, risorse nazionali e la competitività futura del sistema Paese.

Fonte dell'articolo: www.corrierecomunicazioni.it

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