Da sempre Apple ha dichiarato di non voler far collimare iPad e Macbook in un unico strumento (anche se le indiscrezioni ci raccontano una storia decisamente differente), sostenendo prima che sarebbe come unire un tostapane e un frigorifero (pungolando la linea Surface di Microsoft che da sempre unisce tablet e laptop) e in seguito spiegando che sono device creati per scopi differenti e indirizzati a target diversi.
Nel corso degli anni, però, fra iPad Pro, tastiere con trackpad opzionali, compatibilità con il mouse e una sempre più elevata integrazione in un unico ecosistema condiviso, gli iPad si sono avvicinati pericolosamente nei territori dei laptop con la mela e con gli utenti che chiedevano sempre più a gran voce una serie di funzioni che rendessero i propri iPad dei "surrogati dei MacBook", e soprattutto con dei listini prezzi che non rischiavano più di vedere gli iPad cannibalizzare il mercato dei laptop, Apple ha cominciato a cedere e ha iniziato update, dopo update, a inserire qualcosina di più per avvicinare questi due universi.
Il colpo di grazia, però, arrivò nel giugno nel 2024, quando l'iPad Pro fu il primo device a presentare il nuovo chip M4 e a offrire una potenza di calcolo che risultava persino "sprecata" per un tablet così tanto castrato.
Il lancio di quel nuovo prodotto, in congiunzione con un "major update" molto deludente per i possessori del nuovo tablet di Apple (ovvero quell'iPadOS 18 che introduceva una splendida calcolatrice), hanno portato l'azienda a ripensare ulteriormente il sistema operativo dedicato ai propri tablet che, nella sua nuova versione (uscita lo scorso 15 settembre) introduce tantissime piccole migliorie pensate per avvicinarlo a un MacBook.
Sia chiaro con iPadOS 26 non ci troviamo davanti a qualcosa di estremamente diverso dal solito. Non stravolge l’essenza dell’iPad, ma la avvicina in maniera concreta al mondo del Mac per tutti quei possessori di una Magic Keyboard (o per chi usa mouse e tastiera con il proprio tablet).
Quindi, se possedete un iPad (dotato di Chip M), o stavate pensando di acquistarne uno per avere un surrogato di un MacBook, e avete appena installato iPadOS 26, ci sono otto novità che meritano tutta la vostra attenzione e che, magari, riusciranno a rendere il vostro tablet uno strumento più versatile e capace di sostituire, quasi in toto, il vostro fidato laptop durante i viaggi o in quei contesti in cui volete "spostarvi leggeri".
Liquid Glass
Pur non essendo una nuova funzione in senso stretto, la prima cosa che salta subito all'occhio è il completo redesign del sistema operativo. Apple ha chiamato questo nuovo stile grafico Liquid Glass (e non serve spendere ulteriore tempo a raccontarvi di questa novità).
Si ispira al design del più recente VisionOS (che vi ricordiamo essere l'ultimo sistema operativo realizzato da Apple in ordine cronologico) ed è il primo passo, importante, verso una nuova visione dell'azienda che, nei prossimi anni, andrà sempre più ad allineare l'esperienza visuale di software e hardware, per garantire un passaggio sempre più naturale tra i vari device targati Apple.
Un cambiamento che risulta evidente appena si apre il Centro di Controllo o si naviga tra le applicazioni di sistema, dove trasparenze e sovrapposizioni restituiscono la sensazione di un sistema leggero, arioso e, per certi versi, elegante.
Non si tratta di un cambiamento facile da digerire: richiede qualche giorno per abituarsi al nuovo equilibrio cromatico e di profondità, ma non appena ci si addentra nella nuova identità visuale che Apple ha concepito per tutti i suoi sistemi operativi, tornare indietro restituisce la stessa sensazione di quando dallo scheumorfismo passammo allo stile minimalista che ci ha accompagnato negli ultimi anni.
Un multitasking di livello desktop
Design a parte, la prima novità fondamentale riguarda la gestione delle finestre. Per anni l’iPad è rimasto in quella terra di mezzo in cui il multitasking era possibile, ma mai del tutto naturale. Con iPadOS 26, invece, l’esperienza si avvicina moltissimo a quella del Mac. Aprendo Safari o qualunque altra app, non ci troviamo più costretti allo schermo intero, ma possiamo ridimensionare la finestra (trascinando l’angolo in basso a destra), spostarla liberamente e disporla a piacere… esattamente come su macOS.
Gli iconici pulsanti a semaforo in alto a sinistra richiamano fedelmente quelli di macOS, e chiunque abbia esperienza con il mondo desktop Apple si sentirà subito a casa. Il vantaggio non è solo estetico: avere la possibilità di distribuire più app sullo schermo ci consente di creare spazi di lavoro dinamici, perfetti per chi utilizza l’iPad in ambito professionale e cerca un’esperienza più rapida e simile a quella offerta dai computer prodotti da Apple.
Ovviamente, per chi non ha bisogno di questa nuova funzione, non manca la possibilità di tornare al vecchio approccio a schermo intero o sfruttando il tanto chiacchierato Stage Manager, ma una cosa è certa: finalmente, l’iPad permette davvero di lavorare come si preferisce, senza costringere gli utenti in uno schema prestabilito.
Benvenuta barra dei menu
In stretta connessione con la gestione delle finestre, arriva un elemento che gli utenti Mac conoscono da sempre: la barra dei menu. A prima vista può sembrare un dettaglio, ma in realtà cambia radicalmente la percezione, e l’interazione, delle applicazioni.
Scorrendo leggermente verso il basso, partendo dalla parte alta dello scherma, ci si trova davanti a un menù molto familiare per gli utenti macOS, con tutte le opzioni per la gestione della applicazione a portata di mano.
Non più funzioni nascoste tra gesture o pulsanti poco intuitivi: tutto diventa chiaro, accessibile, pronto per essere usato. Per chi lavora con tastiera e mouse, questa aggiunta rappresenta una vera boccata d’aria fresca, ma anche chi utilizza solo il tocco troverà l’esperienza più ordinata e coerente. Inoltre, la barra dei menu mostra le scorciatoie disponibili, un aspetto che semplifica la vita a chi ama navigare senza mai staccare le mani dalla tastiera.
Piccole migliorie per File
Chi utilizza l’app File regolarmente noterà subito tanti piccoli miglioramenti. Non si tratta di enormi rivoluzioni, ma di quelle piccole attenzioni che fanno davvero la differenza quando si lavora. La visualizzazione elenco con colonne personalizzabili permette di dare priorità alle informazioni che contano davvero, mentre la possibilità di colorare, e personalizzare, le cartelle aggiunge la possibilità di ordinar eil proprio spazio di lavoro come si preferisce.
Un Dock più produttivo
Con iPadOS 26 si può finalmente trascinare una cartella da File, direttamente nel dock. Una modifica che permette di velocizzare mostruosamente l’accesso ai file più usati (o alla cartella download), favorendo pratiche comuni in ambiente desktop come il drag & drop dei file.
Non siamo ancora al livello di macOS, ci sono ancora delle sbavature (specialmente nello spostamento simultaneo di numerosi file, in alcune funzioni come copia, incolla, taglia e nella gestione del cestino) ma la strada è quella giusta.
Chi usa l’iPad come dispositivo principale per la produttività sentirà subito il beneficio di queste novità: meno frizioni, meno passaggi superflui, più immediatezza. È il genere di aggiornamento che non compare nelle presentazioni come una rivoluzione, ma che cambia la quotidianità di chi lavora intensamente con iPadOS e vorrebbe un’esperienza più “Mac-like”..
Anteprima... serve aggiungere altro?!
Molto interessante è anche l’arrivo di Anteprima, un’app che per anni è stata esclusiva del Mac. Vederla finalmente su iPad, e su iPhone seppur con maggiori limitazioni, è una conquista che va oltre la semplice possibilità di aprire e visualizzare file.
Qui Anteprima si dimostra uno strumento completo, capace di gestire PDF, immagini e documenti con un ventaglio di funzioni che riduce drasticamente la dipendenza da software di terze parti. Annotare, evidenziare, compilare moduli, scansionare nuovi documenti con la fotocamera: tutto diventa possibile direttamente da Anteprima.
È uno di quei casi in cui il nome inganna, perché non si tratta solo di “anteprima” ma di una vera e propria gestione avanzata di numerosi formati di file. Aggiungendo la scheda Condivisi, Apple ha reso l’app perfetta anche per la collaborazione, permettendo di accedere ai file in cartelle iCloud senza passaggi inutili.
Un passo in avanti notevole e se ve lo stavate chiedendo… sì usando la tastiera potrete sfruttare la barra spaziatrice per visualizzare rapidamente i file.
Migliore gestione delle foto
Chi ama la fotografia troverà invece pane per i suoi denti nell’app Foto. Anche qui il rinnovamento estetico è accompagnato da cambiamenti decisamente concreti, a partire dalla nuova barra laterale che permette di passare facilmente da Libreria a Raccolte. L’organizzazione diventa finalmente personalizzabile, così ognuno può decidere quali sezioni avere sempre sotto mano.
La vera sorpresa, però, è nelle “foto spaziali”, ovvero in un effetto tridimensionale che sfrutta la potenza di calcolo dei nuovi chip per trasformare le foto in piccole esperienze tridimensionali che giocano con la prospettiva.
Le foto compatibili, presenti nella raccolta, mostreranno un esagono grigio sul lato, toccandolo la foto viene trasformata in pochi secondi. L’aspetto positivo è che non altera il file originale, non crea una copia che occupa spazio, non compromette nulla insomma, ma aggiunge un livello di profondità che lascia davvero a bocca aperta e che, nella sua scarsa utilità effettiva, può rivelarsi davvero interessante per rendere maggiormente “vivi” alcuni ricordi del passato.
Basta problemi con i microfoni esterni
Anche sul fronte audio, iPadOS 26 migliora praticamente tutto grazie a un maggiore controllo sui microfoni esterni. Collegare un microfono professionale tramite USB e usarlo direttamente in Memo Vocali, con qualità da studio, è qualcosa che fino a poco tempo fa sembrava impensabile.
Per chi registra podcast o contenuti vocali, l’iPad si trasforma letteralmente in uno strumento compatto e affidabile, capace di non far rimpiangere il proprio Mac quando si è in mobilità e si devono compiere registrazioni in rapidità.
Ancora più interessante è lo strumento di cattura locale, che consente di registrare chiamate su Zoom o FaceTime direttamente nell’app File. Una funzione discreta, ma di enorme utilità per chi lavora in remoto o deve archiviare conversazioni e interviste.
Da "Diario" ad agenda lavorativa
Infine, non possiamo non menzionare Diario. L’app ha debuttato su iPhone, ma la sua vera maturità arriva con la sua espansione su iPad e macOS. Scrivere su uno schermo grande, con la possibilità di organizzare più diari, allegare foto, registrazioni audio e persino disegni realizzati con Apple Pencil, trasforma l’esperienza in qualcosa di molto più versatile e, soprattutto, utile.
Non si tratta più solo di scrivere qualche riga veloce, o di avere un diario segreto digitale, ma di creare un vero e proprio archivio personale, strutturato e ricco di contenuti. L’integrazione con la trascrizione automatica dell’audio e con i suggerimenti di journaling, unito alla sincronizzazione automatica di ogni pagina su tutti i dispositivi compatibili, rende l’app ancora più completa e funzionale.
Queste sono le otto funzioni che, se prese singolarmente, potrebbero sembrare solo delle piccole migliorie, ma che nel loro insieme compongono un quadro molto chiaro: iPadOS 26 punta tutto sul rivoluzionare l'esperienza offerta dai tablet di Apple, rendendoli sempre più simili a dei latpop modulari, versatili, leggeri e con pochi compromessi.
Non è ancora un Mac, manca sempre la possibilità di installare applicazioni al di fuori di quelle realizzate per iPadOS e ci sono ancora alcune lacune che potrebbero annoiare gli utenti più esigenti, ma non è nemmeno più solo un iPhone gigante con una potenza di calcolo poco sfruttata.
È un dispositivo che, ora che Apple ha smesso di essere testarda, sta trovando la sua strada, con un sistema operativo capace di offrire tanto sia a chi cerca l’intrattenimento puro, sia a chi punta alla produttività con un display che possa sostituire il Mac in mobilità.