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Pro
- Display eccellente con PWM a 3840Hz.
- Autonomia da record e ottimizzazione impeccabile hardware/software.
- Prestazioni fotografiche superbe.
- Supporto software esteso a 7 anni.
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Contro
- Qualche sbavatura in MagicOS 10
- Bypass charging assente.
- Touchscreen poco reattivo se bagnato.
Il verdetto di Tom's Hardware
Informazioni sul prodotto
Dopo aver speso le festività di fine anno utilizzando l’HONOR Magic8 Pro come smartphone principale, posso finalmente delineare un quadro completo di ciò che offre il primo top di gamma ad arrivare in Italia nel 2026. Sottolineo “in Italia” perché HONOR ha rilasciato in altri territori il Magic8 Pro lo scorso ottobre e, in tutta onestà, considerando l’enormi qualità di questo device, forse farlo arrivare sugli scaffali nostrani prima delle festività natalizie sarebbe stata una scelta molto più saggia visto che si è mostrato come uno dei migliori smartphone attualmente sul mercato.
Per carità, fa piacere trovarsi fra le mani un prodotto del genere a inizio 2026, lascia ben sperare su come continuerà quest’anno che già si preannuncia ricolmo di novità, ma indubbiamente sarebbe stato un ottimo competitor per i flagship di Oppo e vivo, i quali hanno letteralmente monopolizzato la scena, e le vendite, negli ultimi mesi dello scorso anno.
HONOR difatti ha realizzato un device che non solo si presenta con una scheda tecnica da “primo della classe”, ma che soprattutto punta a consolidare, affinare e migliorare, tutto quello che di buono l’azienda ci ha presentato negli scorsi anni.
Design incredibilmente efficace
La prima cosa che ho notato estraendo il Magic8 Pro dalla confezione è una scelta coraggiosa e, come già dissi per il vivo X300 Pro, vincente: andare in controtendenza rispetto alla mania del "più grande è meglio". Rispetto al suo predecessore, il Magic8 Pro ha subito una leggera cura dimagrante, assestandosi su una diagonale di 6,71 pollici che va a restituire un’impugnatura più salda fra le mani e una maneggevolezza migliore rispetto a quei dispositivi che cercano, quasi ossessivamente, di toccare i 7 pollici di diagonale.
Non fraintendetemi, non stiamo parlando di un dispositivo compatto in senso assoluto, con un peso di 213 grammi e uno spessore di 8,4 mm (esclusa la fotocamera), rimane un device dalle dimensioni importante, un "peso massimo" della categoria perfettamente in linea con lo spazio che viene occupato in tasca da tanti altri flagship, . Tuttavia, l'ergonomia è migliorata sensibilmente. Lo smartphone in mano si percepisce più confortevole e bilanciato rispetto a molti dei giganti visti nel corso degli ultimi mesi.
Il linguaggio di design riprende i bordi piatti che sono diventati lo standard attuale, ma HONOR ha sapientemente mantenuto una curvatura molto sottile su tutti e quattro i lati del vetro anteriore. Questo "quad-curve" display, tramite questo “trucchetto” riesce a ridurre drasticamente le cornici, rendendolo quasi “bezel-free” e restituendo una sensazione dannatamente piacevole al tatto quando si scorre con il dito lungo i bordi del device, eliminando quella sensazione leggermente “tagliente” tipica dei design puramente flat.
Sul retro, il protagonista indiscusso è il modulo fotografico. È enorme, simmetrico e centrale. Sebbene le dimensioni siano generose, occupa una porzione indubbiamente significativa della scocca, ho trovato che come altri “camera-phone” funga da ottimo punto d'appoggio per l'indice quando si utilizza il telefono con una sola mano, migliorando paradossalmente la presa complessiva. Inoltre, la sua posizione centrale impedisce al telefono di "ballare" quando è appoggiato su una superficie piana, pur mantenendolo inclinato verso l’alto.
L'unità testata è nella colorazione Sunrise Gold. È una finitura particolare, prevalentemente argentata, ma capace di restituire riflessi ramati a seconda dei riflessi della luce. La finitura opaca del vetro posteriore è eccellente: durante le settimane di test, non ho quasi mai dovuto pulire il telefono dalle impronte digitali, oltre a non sentire mai la necessità di cercare un case per aumentare il grip ed evitare quella scivolosità tipica degli chassis in alluminio e vetro. La qualità costruttiva percepita è ai vertici della categoria e nonostante mi sia caduto una volta da un’altezza di, circa, 80 cm, il telaio non ha riportato alcun segno, né infinitesimale, né visibile a occhio nudo.
A chiudere il cerchio della solidità costruttiva troviamo le certificazioni IP68 e IP69. Questo livello di protezione garantisce non solo l'immersione completa, ma anche la resistenza a getti d'acqua ad alta pressione e ad alta temperatura. Una tranquillità in più per chi utilizza lo smartphone in ambienti difficili o anche solo non vuole essere sempre vincolato a un case protettivo.
Infine sotto al display, HONOR ha integrato un sensore di impronte digitali a tecnologia ultrasonica. La differenza rispetto ai sensori ottici è ormai nota: lo sblocco è istantaneo, non richiede di illuminare il dito (cosa gradita di notte) e il tasso di errore è praticamente nullo. L’unico punto negativo è che bisogna fare attenzione alla tipologia di vetri proteggi display che vengono installati, visto che non tutti sono compatibili con questo tipo di tecnologi. A supporto, troviamo un sistema di sblocco facciale 3D altrettanto rapido e sicuro, capace di funzionare anche al buio completo, ma non utilizzabile (per ragioni di sicurezza) per abilitare apgamenti e operazioni che comportano dati particolarmente sensibili.
Luminosità da vendere
Il pannello OLED LTPO da 6,71 pollici offre una risoluzione di 2808 x 1256 pixel. Sebbene non sia la risoluzione più alta in assoluto sul mercato dei flagship, la definizione è più che sufficiente per garantire testi nitidi, immagini dettagliate e una fruizione dei contenuti multimediali di prim’ordine.
Dove questo display brilla davvero, però, è nella luminosità di picco la quale raggiunge i 6000 Nits. La leggibilità sotto la luce diretta del sole è impeccabile; anche nelle giornate più luminose non ho mai avuto difficoltà a visualizzare i contenuti. La gestione automatica della luminosità è reattiva e precisa. HONOR continua inoltre a investire sulla salute degli occhi con un PWM dimming ad altissima frequenza (3840 Hz), ideale per chi soffre di affaticamento visivo o mal di testa causati dallo sfarfallio dei pannelli OLED a bassa luminosità.
Come da trend degli ultimi anni, nella parte alte del display troviamo un’isola per la fotocamera frontale, e i sensori 3D, che può essere espansa dal sistema operativo per mostrare controlli multimediali, timer e notifiche in background, in pieno stile Dynamic Island. È ben integrata, anche se guardando video a schermo intero, o giocando, la doppia fotocamera occupa una porzione di schermo non trascurabile; inoltre, lato software, ho trovato alcuni utilizzi di questa pillola proposti dai competitor, maggiormente a fuoco e interessanti per la produttività. Resta comunque un’aggiunta interessante e ben confezionata.
Unico neo del display: la reattività al tocco con le mani bagnate. Nonostante le promesse ho notato che con lo schermo molto bagnato (nel mio specifico caso mi trovavo a passeggiare durante una nevicata) la precisione del touch cala sensibilmente, rendendo difficile l'interazione fino a che non si asciuga il display.
Sul fronte audio, il setup stereo offre un volume massimo decisamente elevato. È perfetto per guardare video su YouTube o serie TV e nelle rare occasioni in cui l’audio sembra mancare un po' di corpo sulle frequenze basse, risultando leggermente metallico, subentra la modalità Bass Boost (attivabile manualmente) a risolvere la situazione, permettendo di utilizzarla solo quando si fruisce di contenuti multimediali.
Software e aggiornamenti
A bordo dell’HONOR Magic8 Pro troviamo MagicOS 10 basato su Android 16, con la promessa ufficiale di sette anni di aggiornamenti principali e di sicurezza. Un impegno che porta HONOR al fianco di colossi come Samsung e Google e che rappresenta un segnale chiaro di maturità. Per quanto riguarda la nuova versione di MagicOS, resta un’interfaccia altamente personalizzabile, e talvolta sovraccarica di elementi, che offre funzioni utili ma, sotto diversi aspetti, appare ancora frammentata e non perfettamente coerente per quanto riguarda lo stile grafico.
L’aspetto positivo è che in termini di stabilità mi sono trovato di fronte a uno degli OS più solidi da diversi mesi a questa parte, con nessun tentennamento e un comportamento sempre impeccabile. Ho apprezzato particolarmente il fatto che l’assenza saltuaria di coerenza di cui vi accennavo poc’anzi è figlia di uno snellimento generale di MagicOS che, come già visto con alcuni competitor negli scorsi mesi, sta subendo una cura dimagrante per quanto riguarda l’appesantimento in termini puramente estetici, risultando più snello, pulito, comprensibile, ma non per questo privo di funzionalità.
Non è una novità che HONOR spinga molto sulle funzioni AI: traduzione contestuale, sottotitoli live, riconoscimento avanzato delle identità e persino strumenti di protezione dai deep fake. Il Magic8 Pro ha, inoltre, un tasto fisico dedicato all’IA, completamente configurabile per evitare che le pressioni brevi, e potenzialmente accidentali, facciano partire funzionalità non richieste. ho trovato molto interessanti le numerose configurazioni disponibili, in particolar modo quella per riassumere intere pagine web con un semplice click, trovandosi un sunto efficiente, comprensibile e salvabile nelle proprie note come promemoria.
Per quanto riguarda la presenza di app preinstallate, l’approccio di HONOR è molto meno invasivo rispetto al passato e ricorda da vicino l’approccio di Samsung: c’è tutto il necessario e anche qualcosina in più che per molti utenti probabilmente risulterà meno interessante. Rimane comunque tutto disinstallabile senza vincoli di sorta e non ci si trova di fronte a quella pletora di icone di “app consigliate” che invece troviamo da altre parti.
Prestazioni da primo della classe
Honor Magic8 Pro monta il Qualcomm Snapdragon 8 Elite Gen 5 affiancato da 12 GB di RAM, serve aggiungere altro?. Nel quotidiano non è possibile metterlo in difficoltà: multitasking fluido, caricamenti istantanei e nessun rallentamento in applicazioni pesanti o giochi graficamente complessi. In gaming il comportamento è eccellente: anche con titoli esigenti e impostazioni massime, il telefono resta stabile e non soffre cali di frame rate. Il contenimento delle temperature è efficace durante sessioni prolungate, almeno fintanto che non si collega il caricatore. In quel caso il riscaldamento si avverte rapidamente e sarebbe utile la presenza di una modalità di bypass energetico, presente su altri smartphone ma assente sul Magic8 Pro.
Autonomia stellare
Non vi nego che nel pensare alla frase che sto per scrivere, mi viene da sorridere per come sia cambiata la situazione “batterie” degli smartphone negli ultimi mesi. HONOR difatti, con il Magic8 Pro si è fermata a “””soli””” 6.270 mAh. Lontani dai numeri astronomici proposti da alcuni competitor ma indubbiamente più che sufficiente per utilizzare il nuovo top di gamma dell’azienda, intensamente, per due giorni.
Tecnologicamente parlando è un'unità al silicio-carbonio che pur sembrano “inferiore” alle alternative oltre i 7.000 mAh viste su altri modelli, grazie a un ottimo lavoro di ottimizzazione hardware/software garantisce, come vi accennavo poc’anzi, due giorni pieni di autonomia con un uso misto e intensivo. L’efficienza dello Snapdragon si sente tutta, ma in linea di massima il Magic8 Pro è uno smartphone affidabile e perfettamente in linea con gli standard attuali di un mercato che fa della “autonomia stellare” uno dei punti di forza dei device di ultima generazione.
Chiamatelo pure "Camera-Phone"
Il comparto fotografico, come da pronostico, è il vero punto di forza del Magic8 Pro ed è composto dalle oramai tradizionali tre camere:
- Principale: Sensore da 50 MP (1/1.3").
- Teleobiettivo: Sensore da 200 MP (1/1.4") con zoom ottico 3.7x.
- Ultra-Grandangolare: Sensore da 50 MP.
Il sensore principale da 50 MP da 1/1,3 pollici cattura scatti eccellenti nella maggior parte delle condizioni. L’elaborazione di HONOR tende a toni contrastati e colori vivaci, simili alla filosofia di Apple, ma le varie modalità alternative preconfigurate permettono risultati molto più naturali, portando ad avere degli scatti che definirei eccezionali.
La gamma dinamica è vastissima; anche in scene con forti contrasti di luce, il telefono espone correttamente sia le ombre che le alte luci. La gestione delle scene è matura: raramente si verificano bruciature o ombre troppo chiuse. La funzione Motion Sensing Capture è una manna dal cielo per chi ha bambini o animali domestici: il software riconosce il movimento e scatta con tempi di posa rapidissimi, congelando l'azione senza sfocature. Funziona perfettamente a patto che ci sia una buona luce.
Il teleobiettivo da 200 MP è il vero fiore all'occhiello del Magic8 Pro Grazie all'enorme risoluzione e alle dimensioni generose del sensore, lo zoom è utilizzabile ben oltre il 3.7x ottico. Fino a 30x-40x di giorno, le immagini rimangono nitide e prive di artefatti eccessivi. Di notte, le prestazioni reggono bene fino a circa 10x-15x, dopodiché il rumore digitale inizia a farsi sentire. Ho apprezzato molto la possibilità di disattivare l'AI Sharpening che, quando è attivo, tende a levigare troppo i dettagli sugli zoom spinti, mentre disattivandolo si ottiene una resa più naturale, seppur con un po' più di grana.
L'ultra-grandangolare da 50 MP fa un ottimo lavoro nel mantenere la coerenza cromatica con il sensore principale e gestisce bene la distorsione ai bordi. È utilizzabile anche in modalità macro per scatti ravvicinati.
Per quanto riguarda i video, infine, il Magic8 Pro registra fino al 4K a 120 fps, ideale per rallenty fluidi in post-produzione. La qualità video è solida, nitida anche in notturna, con una stabilizzazione efficace. L'audio catturato è buono, con una riduzione del vento efficace, anche se la voce può risultare un po' distante se il soggetto non è praticamente vicinissimo al device. La fotocamera frontale da 50 MP (accompagnata dal sensore di profondità) offre selfie dettagliati e video in 4K a 60 fps con una stabilizzazione elettronica eccellente, perfetta per i vlogger.
Insomma il comparto fotografico di questo HONOR Magic8 Pro è il motivo per il quale lo avrei voluto vedere sugli scaffali in contemporanea con i flagship di Oppo e vivo, visto che sul versante fotografico è un’ottima alternativa per chi preferisce una tipologia di scatto diversa, ma ugualmente ottima, rispetto alle proposte dei competitor realizzate in collaborazione con Hasselblad e Zeiss.
Disponibilità e prezzo
HONOR Magic8 Pro è disponibile da oggi a un prezzo di 1.299€, perfettamente in linea con i flagship attuali. HONOR, però, ha voluto indire una campagna promozionale al lancio su Honor.com, la quale permette di ottenere uno sconto di 200€ (utilizzando al checkout il codice sconto AHARDWAREM8P), oltre che un bundle che include Pad 10 e HONOR Super Charger.
Verdetto
HONOR Magic8 Pro è uno smartphone che segue la recente filosofia dell’azienda e si distingue per la sua concretezza. È un top di gamma completo, solido e coerente in ogni suo aspetto: costruzione resistente, autonomia elevata, prestazioni di primissimo livello e un comparto fotografico capace di soddisfare anche quegli utenti dannatamente esigenti e che cercano un Camera-Phone che riesca a offrire ottimi scatti e un’esperienza utente completa.
Non è perfetto, ma le uniche cose da appuntargli sono una manciata di sbavature all’interno di MagicOS (che necessita ancora di qualche ritocco per risultare elegante come le proposte dei competitor), l’assenza del Bypass Charging, qualche incertezza negli scatti in notturna più complessi e il “fattore bloatware” che potrebbe esser limato ulteriormente. Tutti dettagli di poco conto se paragonati alla solidità dell’esperienza offerta, motivo per il quale il Magic8 Pro si è guadagnato il nostro primo Editor’s Choice di questo promettente 2026.