Il primo visore Android XR targato Samsung presenta un'interfaccia utente che ha sorpreso tantissimi appassionati. Quello che inizialmente sembrava destinato a essere un dispositivo con hardware Samsung e software realizzato da Google, simile ai vecchi dispositivi Google Play Edition, si è rivelato invece completamente personalizzato con l'interfaccia One UI del colosso coreano. La scoperta solleva interrogativi sulla divisione dei ruoli tra i due giganti tecnologici in questo ambizioso progetto di realtà estesa.
L'esperienza d'uso del Galaxy XR rispecchia fedelmente quella degli smartphone e tablet Samsung. La schermata principale del visore permette di fissare fino a dieci applicazioni, e le prime tre posizioni sono occupate per impostazione predefinita da Camera, Galleria e Internet di Samsung. Anche gli aggiornamenti delle app passano attraverso una versione ridotta del Galaxy Store, che attualmente offre solo due applicazioni Samsung e Netflix, senza nemmeno comparire nel launcher principale.
La personalizzazione software si estende ben oltre la superficie. Il dispositivo include praticamente tutte le app proprietarie di Samsung affiancate dalle controparti Google: Bixby convive con Gemini, la Galleria con Google Photos, Samsung TV Plus con Google TV, Internet con Chrome, e l'app Messaggi Samsung con Google Messages. Questa duplicazione di funzionalità rappresenta un approccio diverso rispetto a quanto ci si aspettava da una collaborazione così stretta.
Gli indicatori di sistema riprendono lo stile One UI, con l'icona Wi-Fi che mostra anche la versione della connessione utilizzata, e l'indicatore della batteria a forma di pillola con percentuale. Persino la tastiera predefinita è quella Samsung, sebbene gli utenti possano passare a Gboard. Il pannello delle Impostazioni rapide rivela elementi familiari agli utenti di smartphone Samsung: accesso al microfono, Smart View, cattura schermo, PC Link, registrazione schermo, Non disturbare e modalità scura.
La navigazione in Android XR utilizza il sistema a tre pulsanti per tornare indietro, andare alla home e accedere al multitasking. Questi elementi seguono lo stile visivo Samsung, anche se l'ordine rispecchia quello di Google. I controlli multimediali, i menu di alimentazione, i cursori del volume e le notifiche mantengono tutti l'estetica One UI a cui sono abituati i possessori di dispositivi Samsung.
L'app Impostazioni è completamente quella di Samsung, incluso il menu Funzioni avanzate dove si trova Bixby insieme alle funzionalità Galaxy AI per note e assistenza nella navigazione. Anche Quick Share mantiene la versione Samsung, conservando la compatibilità incrociata con gli altri dispositivi dell'ecosistema. Per sincronizzare le notifiche dello smartphone con il visore Galaxy XR è necessario installare l'app dedicata "Galaxy XR" dal Galaxy Store, il che esclude automaticamente chi non possiede un telefono Samsung.
L'integrazione con Google Messages risulta particolarmente limitata. L'applicazione installata è una versione Progressive Web App con accesso opzionale tramite codice QR, una soluzione che non ha convinto sul Pixel Tablet e che dopo oltre due anni rimane poco pratica su un visore. Questa scelta sottolinea ulteriormente come l'integrazione tra i due ecosistemi sia più superficiale di quanto inizialmente previsto.
L'hardware del Galaxy XR viene descritto come eccellente, ma la profonda personalizzazione software da parte di Samsung solleva domande sulla strategia complessiva del progetto. Durante quasi un anno di anticipazioni prima del lancio, nulla lasciava presagire un ruolo così centrale di Samsung sul fronte software, simile a quello che l'azienda ha avuto nello sviluppo di Wear OS. Molti avrebbero preferito una divisione più netta delle competenze, con Samsung concentrata sull'hardware di qualità e Google sulla creazione di un'esperienza software unificata per Android XR. Il risultato finale è certamente funzionale e utilizzabile, ma rappresenta un approccio diverso rispetto alle aspettative iniziali di una piattaforma più aperta e standardizzata.