L'Unione Europea ha sferrato un duro colpo contro TikTok, puntando il dito proprio contro le caratteristiche che hanno reso la piattaforma un fenomeno globale: l'algoritmo di raccomandazione iper-personalizzato e lo scorrimento infinito dei contenuti. La Commissione Europea ha stabilito in via preliminare che questi elementi fondamentali dell'app violano il Digital Services Act, la normativa comunitaria che regola i servizi digitali, aprendo la strada a modifiche sostanziali dell'interfaccia utente e del funzionamento stesso della piattaforma nel territorio europeo.
Secondo i regolatori di Bruxelles, TikTok avrebbe fallito nell'implementare salvaguardie adeguate per proteggere il benessere fisico e mentale degli utenti, compresi i minori. Il comunicato della Commissione elenca specificamente tra le funzionalità problematiche lo scroll infinito, la riproduzione automatica, le notifiche push e il sistema di raccomandazione algoritmico. Questi meccanismi creerebbero secondo l'UE una sorta di "pilota automatico" cerebrale che riduce l'autocontrollo degli utenti, spingendoli verso comportamenti compulsivi.
L'accusa più grave riguarda il meccanismo di ricompensa continua attraverso nuovi contenuti. I regolatori citano ricerche scientifiche che dimostrerebbero come questo design favorisca una dipendenza comportamentale, mantenendo gli utenti agganciati alla piattaforma ben oltre le loro intenzioni iniziali. La Commissione ha dichiarato che le attuali funzioni di controllo parentale e limitazione del tempo di utilizzo offerte da TikTok sarebbero inadeguate e necessiterebbero di un ripensamento completo.
Le potenziali conseguenze per la piattaforma sono significative. L'UE potrebbe ordinare modifiche sostanziali all'architettura dell'app, inclusa la limitazione dello scroll infinito e l'aggiustamento degli algoritmi di raccomandazione. Si tratta di un'ingerenza diretta nel cuore tecnologico del prodotto, che potrebbe ridefinire radicalmente l'esperienza utente per centinaia di milioni di europei. La multa prevista in caso di conferma delle violazioni raggiunge il 6% del fatturato annuale globale, una cifra potenzialmente devastante considerando i volumi di ByteDance, la società madre di TikTok.
L'azienda ha reagito con durezza alle accuse, definendole "categoricamente false e completamente prive di merito" in una dichiarazione al New York Times. TikTok ha annunciato che utilizzerà "tutti i mezzi disponibili" per contestare le conclusioni preliminari della Commissione, avviando probabilmente una battaglia legale che potrebbe durare anni e coinvolgere la Corte di Giustizia dell'Unione Europea.
Questa non è la prima volta che TikTok finisce nel mirino dei regolatori europei. L'indagine completa della Commissione era iniziata nel febbraio 2024 e aveva già evidenziato problemi relativi alle pratiche di condivisione dei dati e alla trasparenza pubblicitaria. Il procedimento attuale rappresenta però un'escalation significativa, puntando direttamente al modello di business e all'esperienza utente fondamentale della piattaforma.
L'approccio dell'UE riflette una crescente attenzione normativa verso gli aspetti psicologici del design delle piattaforme digitali. Il Digital Services Act, entrato pienamente in vigore nel 2024, rappresenta uno degli strumenti regolatori più aggressivi al mondo per controllare i giganti tecnologici, imponendo obblighi di trasparenza, moderazione dei contenuti e protezione degli utenti vulnerabili. Se le conclusioni preliminari venissero confermate, potrebbero creare un precedente per azioni simili contro altre piattaforme social che utilizzano meccanismi di coinvolgimento analoghi, da Instagram Reels a YouTube Shorts.