Nintendo Switch

Bravely Default 2 | Anteprima, tra personaggi chibi e il ritorno dei Cristalli

Abbiamo seguito i primi sviluppi e le voci di corridoio sin dai Game Awards 2019, poi abbiamo messo le mani sulla versione demo uscita poco prima di Natale 2020, di cui vi abbiamo illustrato i primi passi mossi nella direzione di questo nuovo titolo sfornato da casa Square Enix e in arrivo verso la fine di Febbraio 2021, precisamente il 26 febbraio, per Nintendo Switch, ma il prosieguo della saga dal chiaro sapore fantasy e dai classici tratti distintivi della stessa casa madre di Final Fantasy o Tomb Raider si sta facendo largo man mano già da ora. Parliamo di Bravely Default 2, il nuovo titolo che abbiamo provato per voi e di cui vi diamo qualche anticipazione nella nostra anteprima, in attesa di rispondere a tutte le vostre domande nella recensione finale. Pronti per incamminarci in questo secondo capitolo di un RPG partito un po’ in sordina?

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Bravely Default 2, tornano in gioco i Cristalli (di nuovo)

Dove eravamo rimasti? Bravely Default 2 è il nuovo capitolo dell’omonima serie che abbiamo potuto provare anni fa su Nintendo 3DS, il gioco targato Square Enix presenta i classici stilemi della folta produzione della software house nipponica, che da decenni sa regalarci parecchi titoli fantasy e rielaborati in chiave JRPG. Già acclamato come uno dei prodotti di punta della line-up di Nintendo Switch, almeno per questi primi mesi, possiamo cominciare ad anticiparvi alcuni aspetti di quanto ci attende, a partire dalla storia. Una narrazione ambientata sì in uno dei classici universi fiabeschi, che riprendono i tratti dei più classici titoli delle saghe di Final Fantasy, Dragon Quest o Mana, siamo introdotti alle vicende che seguono Seth come protagonista.

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Questo ragazzo altri non è che “un marinaio come tanti“, a sentire le sue parole mentre si presenta ai comprimari, e di conseguenza ai giocatori, i quali vengono così introdotti in un mondo gettato in grave pericolo. Ancora una volta, e forse in maniera ben poco originale per la storia dei titoli Square Enix, si parla di cristalli e di come le conseguenze per il mondo non possano che essere funeste nel momento in cui questi vengono rubati. Un atto che porta a terribili inondazioni e a fenomeni naturali del tutto fuori controllo, mettendo così a repentaglio la vita degli uomini. Solo gli Eroi della Luce hanno nelle loro mani il destino del mondo: parliamo di quattro guerrieri che si distinguono dai personaggi finora incontrati e che dovranno cercare di dimostrare le capacità necessarie per ristabilire l’equilibrio fra gli elementi.

Non solo Seth, ma anche Gloria, principessa del regno di Musa, Elvis, uno studioso alle prese con un antico manoscritto, e Adelle, sua combattiva guardia del corpo, si devono imbarcare in questo viaggio attraverso la regione di Excillant. Cosa ci attende dunque, attraversando queste terre?

Tra nuovi personaggi e vecchie tecniche di gameplay

Vi possiamo dare solo un piccolo assaggio di quello che sarà il verdetto finale, ma possiamo anticiparvi che, accanto a elementi originali rispetto ai precedenti capitoli di questo piccolo franchise, ve ne sono altri non troppo nuovi e inediti. A partire proprio dalla presenza, nella trama, dell’elemento dei cristalli, fin troppo sfruttato nelle IP della casa nipponica, ma anche nel comparto tecnico del gameplay. La struttura del gioco, accanto a brevi tratti esplorativi, vede ancora una volta le diverse abilità dei nostri eroi da mettere in campo e sfruttare in maniera congeniale le loro abilità, al fine di sconfiggere i nemici sul loro cammino e placare il caos che minaccia di distruggere il mondo.

Torna il sistema Brave e Default, noto a coloro che avevano già messo le mani sui titoli precedenti e che dà il nome alla saga, in grado di portare una ventata d’aria fresca alla classica formula dei giochi RPG a turni. Questo sistema infatti ci consente di ponderare la nostra strategia, scegliendo tra attacchi devastanti, perdendo i turni successivi, o di rimanere in difesa, per guadagnare turni a seguire. Abbiamo dunque la possibilità di calibrare al meglio, ma non sempre nel modo giusto e migliore, le tattiche da mettere in campo, e trovare l’equilibrio necessario a sfidare e avere la meglio sull’ampia varietà di nemici che ci troveremo ad affrontare non sarà affatto facile, o almeno non sempre, come è normale che sia.

Sempre rimanendo in ambito di combattimenti e classi di personaggi disponibili, dovremo anche darci alla raccolta di asterischi, ossia oggetti magici di ritorno sui nostri schermi e in grado di assicurare ai nostri l’accesso a classi del tutto nuove, oltre che poter personalizzare la nostra squadra per creare un quartetto di combattenti sempre più potenti. Per ottenerli, dobbiamo sconfiggere il boss che possiede un Asterisco, per poi cambiare classe ai nostri eroi. Queste si dividono in classe primaria e classe secondaria, dove la prima ci consente di guadagnare punti esperienza per apprendere magie e abilità ma mano che il level up avanza. La seconda classe funge da sostegno, dando vita a un sistema che fa il paio con l’ampia gamma di elementi classici dei giochi di ruolo, tra cui l’equipaggiamento, gli accessori e i bonus permanenti.

Ritorno al passato tra grafica claudicante e interfaccia

Guardando infine al comparto prettamente tecnico e grafico, le nostre valutazioni rimangono al momento in sospeso, per poter spendere qualche parola in più dopo un’attenta prova in sede di recensione definitiva. Il sistema di combattimento infatti presenta un’interfaccia basata sull’implementazione di indicatori che riprendono passo passo il famigerato Active Time Battle System dei tradizionali titoli della serie di Final Fantasy. Approfondiamo brevemente di cosa si tratta: questi indicatori si trovano sotto i parametri dei personaggi e si riempiono lentamente, indicando quale sarà l’ordine di intervento dei singoli eroi in battaglia, indicazione che chiaramente non ci viene data per i nemici. Abbiamo però un piccolo suggerimento anche per quanto riguarda l’intervento dei nemici: compare sullo schermo un’icona simile al simbolo di un punto esclamativo, il quale appare sugli avversari che stanno per attaccare, ma senza rivelare l’ordine dei colpi che ci verranno inferti.

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Infine, se siamo ancora dubbiosi sull’effettiva riuscita di questo ritorno di fiamma con l’ATS, siamo rimasti un po’ più insoddisfatti sul lato puramente estetico e grafico, non tanto per la palette di colori ampia e ben contrastata, ma per alcuni dettagli che ci sono balzati all’occhio e che denunciano una parziale incuria nel lavoro. Accanto ai classici stilemi nella rappresentazione delle finestre di dialogo cesellate e nella rappresentazione delle pagine del menu, non potevano che tornare i classici scenari disegnati a mano, oltre a una gradevole rappresentazione in versione chibi dei vari personaggi, riprendendo in particolare il lavoro svolto per World Of Final Fantasy o la versione Chibi di Final Fantasy XV.

Gli artisti di Silicon Studio ci regalano diversi costumi a seconda della classe scelta per ciascun personaggio, ma questa attenzione al dettaglio dei personaggi non ha evitato che notassimo qualche legnosità e imperfezione in alcuni dettagli naturali, a partire dalla resa dell’acqua del mare nei primi momenti in cui ci appare Seth “spiaggiato” a riva e in pochi altri momenti. Nulla di così importante o impattante da inficiare il lavoro svolto, ma che non ci ha del tutto convinto, soprattutto nella rappresentazione dei personaggi in movimento, dove le forme poligonali non sono state del tutto stondate.

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In attesa della recensione definitiva

Giudizio sospeso dunque, almeno finora, per la riuscita o meno di Bravely Default 2, un titolo che speriamo ci possa sorprendere appieno, dopo averlo sviscerato maggiormente. Le premesse sembrano promettere bene, regalandoci momenti spensierati e di divertimento classicamente proposto da Square Enix, ma che devono essere necessariamente ampliate per poter comprendere fino a che punto la software house segua le orme già lasciate da altri titoli, e dove invece intraprende un percorso nuovo, in grado di sfamare la nostra voglia di gustare un piatto nuovo. Speriamo dunque che la vena creativa della casa madre non sia impegnata su altri lidi, e che possa rivolgersi anche su questo titolo, in una annata che comincia con altri ritardi sulla produzione videoludica e, al momento, mancanze di veri e propri titoli importanti pronti al lancio sul breve periodo.

Per vivere l’avventura di Bravely Default 2 e tante altre, vi consigliamo l’acquisto di una console Nintendo Switch