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Cyberpunk 2077 e Assassin’s Creed Valhalla: tra difetti ed evoluzione

Cyberpunk 2077 e Assassin’s Creed Valhalla sono stati tra i titoli più attesi per la fine di questo 2020. Due titoli mastodontici prodotti da due grandi software house europee, CD PROJEKT RED e Ubisoft. Cosa hanno in comune queste due grandi opere? La voglia di voler rivoluzionare il genere degli action/RPG attraverso la loro impronta. Ma, come abbiamo ben osservato, purtroppo Cyberpunk 2077 e Assassin’s Creed Valhalla soffrono di svariate problematiche che andremo ad esaminare insieme in questo editoriale. Quali sono le migliorie apportate dai titoli al genere ruolistico? Perché due opere così importanti sono evidentemente colme di problemi? Proverò a dirvi la mia a riguardo, cercando di analizzare nel dettaglio i pregi e i difetti di Cyberpunk 2077 e Assassin’s Creed Valhalla.

Cyberpunk 2077

Assassin’s Creed Valhalla

La nuova opera di Ubisoft mi ha catapultato in uno dei miei periodi storici preferiti, l’epoca delle invasioni vichinghe dell’Inghilterra. Una vera e propria saga norrena che ha scosso in me tante emozioni, fino a un finale spaccacervello che mi ha fatto esclamare: “Ecco, questo volevo da Assassin’s Creed!“. Tralasciando l’aspetto narrativo, che ripeto ho adorato alla follia, il nuovo capitolo della saga Ubisoft è un vero e proprio titolo capace di rivoluzionare un genere. Vero è che la base di partenza per questa ‘svolta ruolisistica’, partita con Origins tre anni fa, ha strizzato l’occhio a The Witcher III: Wild Hunt, ma Ubisoft è riuscita a rodare la formula originaria con un know how davvero encomiabile. Con Assassin’s Creed Odyssey, la software house francese si era fatta guidare dall’entusiasmo, offrendo si un ottimo e vasto capitolo, ma evidentemente troppo vasto: le attività secondarie, dopo diverse ore di gioco, non invitavano più l’utente verso il piacere della scoperta, ma solo a uno sterile completamento di obiettivi sparsi per la mappa.

Con Assassin’s Creed Valhalla, invece, il team di sviluppo è stato in grado di limare i difetti e prendere i pregi dei due capitoli precedenti, regalando al giocatore delle macro-mappe ricche di attività mai noiose: dai misteri alle ricchezze, ogni obiettivo è ben curato e, cosa parecchio apprezzata, non viene mai indicato cosa aspetta il giocatore. Infatti gli obiettivi appaiono come dei puntini blu, bianchi e gialli, invogliando l’utente a percorrere anche 1.000 metri pur di scoprire cosa lo attende. Perciò esplorare la mappa è un vero piacere, mi sono immerso letteralmente nelle verdi pianure del Wessex così come tra le lande innevate della Norvegia, merito anche di una direzione artistica d’alto livello. Ma, come dicevo in precedenza, il titolo non è esente da difetti. Purtroppo da un punto di vista tecnico le problematiche sono tante: crash improvvisi dell’app, bug che costringono il giocatore a riavviare la partita, modelli di alcuni NPC (i bambini ad esempio) non conformi alla qualità dell’ambiente… ciò tende a rovinare, a smorzare, l’immersione.

Assassin's Creed Valhalla

E cio è un vero peccato, perché Assassin’s Creed Valhalla ha tutte le carte in regola per essere definito un titolo capace di rivoluzionare un genere, grazie al suo voler invogliare all’esplorazione, così come al combat system e alla progressione del personaggio. Infatti, questo aspetto è stato limato alla perfezione non costringendo più il giocatore a crescere di livello per proseguire nella storyline. I ‘Talenti’ basati su furtività e combattimento a lungo e corto raggio sono totalmente slegati dalle abilità attive che il giocatore potrà trovare in giro per la mappa, ma offrono dei bonus e delle abilità passive attue alla caratterizzazione prestazionale del nostro personaggio.


Cyberpunk 2077

Fin dal suo annuncio, risalente al 2012, ho sognato ardentemente di poter vagare al più presto per le strade della caotica Night City, ‘The City of Dreams’. Una visione moderna, sia visivamente che concettualmente, della Metropolis di Fritz Lang, con tanto di torre di Babele adornata dai neon rappresentata dalla Corporate Plaza, in cui spicca l’Arasaka Tower. Un’opera che da sempre ho immaginato potesse rivoluzionare il genere degli action/RPG, soprattutto dopo il successo del terzo capitolo della saga The Witcher… e infatti è stato così. Cyberpunk 2077 offre una formula tutta nuova, capace di poter ridefinire un genere: dalla strutturazione della mappa alla crescita del personaggio, l’opera di CD PROJEKT RED è avveniristica. Night City è una metropoli ridotta orizzontalmente, ma espansa verticalmente, ricca di NPC in giro per la mappa e di attività secondarie in ogni suo spazio.

Scordatevi quindi di vagare per distese di nulla, la città dei sogni rappresenta l’interazione, un nuovo e apprezzato modo d’interazione che non vi lascerà mai la possibilità di fermarvi un attimo per un sospiro… come una vera e propria metropoli. Dopo le prime battute, infatti, la città aprirà le sue porte al giocatore riempiendo in un batter d’occhio la mappa di attività secondarie mai noiose, ma sempre interessanti. Chissà cosa potrebbe aspettarvi dietro l’angolo: una gang che protegge un materiale o un equipaggiamento raro, oppure una questline che può protrarsi per svariate ore? Solo esplorando potrete saperlo. Il sistema di crescita del personaggio, inoltre, è proprio ciò che speravo: potrete sviluppare le vostre capacità a piacimento, così come assegnare le abilità passive e attive legate a ogni singolo ramo e sottoramo.

Cyberpunk 2077

Ma il vero fiore all’occhiello sono i cyberware: recandovi da un ‘bisturi’ potrete decidere quali modifiche corporali applicare al vostro V così da poter buildare il personaggio come più gradite. Insomma, Cyberpunk 2077 è questo: un titolo narrativamente accattivante e capace di rivoluzionare il genere ruolistico, ancor più rivoluzionario di Assassin’s Creed Valhalla in quanto offre una nuova formula ancora tutta da rodare. Qual è allora il problema? Inutile girarci attorno: i suoi difetti tecnici. L’unico modo per potersi godere al meglio il gioco, è giocarlo su console next-gen o, ancora meglio, su un PC di fascia alta o enthusiast. CD PROJEKT RED ha combinato un vero e proprio pasticcio, ingiustificabile, su console old e mid-gen. Vagare per una Night City vuota sotto ai 30 fps incrociando che il titolo non crashi durante una visitina al quartiere a luci rosse, non è ciò che volevo per me, così come tantissimi altri utenti (specialmenti chi ha provato a giocarlo su PS4 e Xbox One base).

Ciò ha frenato il mio entusiasmo iniziale trasformando ‘The City of Dreams’ in ‘The City of Nightmare’, facendomi passare la voglia di continuarlo su PS4 Pro. Ho acquistato infatti sia una versione GOG per sfruttarla con GeForce Now (che non ho potuto sfruttare al massimo per dei problemi di latenza della mia connessione) e la mia attuale versione per Xbox Series X dove adesso sto finalmente giocando il titolo con quello stesso entusiasmo che avevo poco prima dell’uscita. Trovo ciò ingiustificabile perché un utente non dovrebbe mai trovarsi nella situazione di cambiare ben tre versioni del tuo titolo. In tutto ciò, inoltre, ho tralasciato la fisica del gioco con un sistema di collisioni da rivedere.


Cyberpunk 2077 e Assassin’s Creed Valhalla | Tra difetti ed evoluzione

Cyberpunk 2077 e Assassin’s Creed Valhalla sono, perciò, due capitoli rivoluzionari: il primo spiana le porte a una struttura ruolistica nuova, fresca e ancora tutta da spianare; il secondo evolve invece una struttura già strutturata, effettuando un rodaggio d’alto livello che apre nuove prospettive per il futuro sia della saga che del genere ruolistico. Peccato però che entrambe le opere soffrano di problemi tecnici assai evidenti che penalizzano, ahimè, quell’evoluzione encomiabile che le contraddistingue. Cyberpunk 2077, inoltre, ha avuto dei difetti assai più impattanti rispetto a quelli di Assassin’s Creed Valhalla, titolo che si comporta più che bene su tutte le piattaforme su cui è stato pubblicato. Ma qual è il reale problema dietro ai difetti di Cyberpunk 2077 e Assassin’s Creed Valhalla?

Assassin's Creed Valhalla
Assassin's Creed Valhalla

Inutile girarci attorno: il marketing frettoloso. Si, perché se i team di sviluppo non avessero dovuto rispettare una sterile scadenza, per ora avremmo tra le mani due titoli eccezionali anche sotto l’aspetto tecnico. Ma, teoria mia, gli azionari non vedevano l’ora d’intascare il frutto dei loro investimenti, rendendo di fatto frettolosa e pressante la produzione dei due prodotti. Se Assassin’s Creed Valhalla fosse stato pubblicato nel 2021? Avremmo sicuramente avuto un titolo ottimizzato quasi alla perfezione (la perfezione assoluta, da un punto di vista tecnico, non esiste), con funzionalità e impatto scenico decisamente all’avanguardia. Se Cyberpunk 2077 non fosse stato pubblicato su console old-gen, ma solo su PC e console next-gen il prossimo anno? Vale lo stesso discorso due righe soprastante. Il fatto ancor più grave, per quanto riguarda l’opera del team di sviluppo polacco, è che è stata pubblicata su delle piattaforme non all’altezza di un prodotto che, in 8 anni di sviluppo, è finito per divenire irrimediabilmente next-gen.

Alla base dei difetti di Cyberpunk 2077 e Assassin’s Creed Valhalla, in conclusione, c’è lo sterile marketing. D’altronde se il cardinale Bilhères avesse ordinato a Michelangelo di rispettare ASSOLUTAMENTE una sterile scadenza, sarebbe uscita lo stesso così bella e immortale “La Pietà”?