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DOOM 3 VR Edition | Recensione

Dopo diciasette anni, un’espansione, numerose riedizioni e una versione in VR per Oculus Quest, DOOM 3 approda anche sul visore di casa SONY. Un titolo che fece discutere pubblico e critica nel lontano 2004 in quanto rappresentò un capitolo che, per molteplici versi, si rivelò importante per l’evoluzione della serie e per farla divenire quello che è oggi. DOOM 3, come molte produzioni storiche del passato, meriterebbe di restare ancorata a quelle dolci “memorie da giocatori” che ci occupano di tanto in tanto la mente, invece di venire “spremute” in regolari rilasci di nuove versioni che, come in questo specifico caso, rischiano solo di appannare il reale splendore di un’opera.

DOOM 3 VR

Non fraintendeteci, DOOM 3 resta un titolo godibilissimo, divertente, ispirato. Il perfetto punto di svolta di una serie che fu in grado di cambiare un genere con due capitoli, usciti a metà anni 90, pressoché identici nella forma e nelle meccaniche di gioco. Un FPS lievemente meno frenetico dei sue due predecessori, più votato all’horror, all’esplorazione e alla creazione di una determinata tipologia di atmosfere rese possibili grazie al nuovo motore grafico realizzato dagli sviluppatori. Un’ottima base di partenza per quello che poi DOOM è diventato con le recenti iterazioni uscite a partire dal 2016.

DOOM 3 VR

Le motivazioni per le quali la versione per PlayStation VR di DOOM 3 non riesce a emergere sono tutte da ritrovarsi nella sua realizzazione sommaria. Una serie di leggerezze, presumibilmente dovute da una generale pigrizia da parte degli sviluppatori, che si palesano al giocatore fin dai primi minuti, quando si scopre che i PlayStation Move sono supportati dal titolo solo attraverso il peculiare PS Aim Controller, obbligando l’utente a scegliere fra la particolare periferica o l’utilizzo del Dualshock 4.

DOOM 3 VR

Un altro elemento poco convincente risiede nelle tipologie di rotazione della visuale ferte al giocatore da Doom 3 VR Edition. Si può optare per una formula che permette di avere degli scatti regolabili, di circa 15 gradi di visuale, o una modalità libera che però viene afflitta costantemente da un cono d’ombra se si decide di ruotare la visuale troppo rapidamente. Il risultato, in entrambi i casi, è un costante senso di spaesamento, che rende davvero poco godibile l’esperienza generale… per lo meno fino a che non ci si abitua allo straniante sistema di rotazione della camera. Viene da se che in un gioco pensato per la realtà virtuale, ritrovarsi a non muovere la visuale per evitare distorsioni dell’immagine non si riveli proprio la scelta migliore per immergersi completamente nell’esperienza.

DOOM 3 VR

Un vero peccato considerando che, pur consapevoli delle problematiche che si possano riscontrare nell’adattare un gioco come DOOM 3 agli standard della realtà virtuale, le modifiche apportate a questa versione risultano ben implementate per provare a immergere il più possibile il giocatore. La torcia sempre attiva e la possibilità di consultare lo stato di salute del DOOM Guy attraverso un monitor da polso sono senz’altro delle ottime aggiunte, così come il riadattamento del comparto audio riesce perfettamente a immergere il giocatore, specialmente nei pochissimi spazi aperti presenti nel gioco.

I problemi sui controlli sono davvero evidenti e impossibili da ignorare e riemergono tutti nel momento esatto in cui ci si ritrova a dover usare il sistema di rotazione del Dualshock 4 per le fasi di shooting. I colpi sprecati costantemente a causa di un mirino che non si riesce mai ad avere nel punto in cui lo si vorrebbe, riescono solamente ad alimentare una frustrazione già maturata dall’impossibilità di godersi appieno quelle ambientazioni in un contesto “magico” come quello della realtà virtuale.

Poco cambia nel momento in cui si opta per l’utilizzo di un PS Aim Controller, in quanto se da un versante ci si trova a riuscire a governare meglio il mirino, dall’altro la posizione da tenere con la periferica non si rivela mai naturale, portando il giocatore a tenerla ad altezze poco naturali, rovinando inevitabilmente l’immersività. Uno scivolone che non riesce mai a far trasparire le reali qualità che una produzione come DOOM 3, riuscirebbe a offrire in un contesto come la realtà virtuale, mantenendolo in quel limbo da produzione tuttavia godibile ma poco brillante.

DOOM 3 VR

In conclusione appellare DOOM 3 VR Edition un “disastro” sarebbe sbagliato. La struttura ludica originale è ancora solida come ce la ricordavamo, tutti i contenuti rilasciati nel corso degli anni sono compresi in questo pacchetto e in termini di intrattenimento e longevità non c’è praticamente nulla da opinare sul risultato finale della proposta offerta da id Software. L’appellativo corretto sarebbe più: “esperimento sbagliato” o “esperimento frettoloso” visto che le sensazioni che questa versione di DOOM 3 ci ha passato sono quelle di un’operazione realizzata “in volata” per cavalcare l’onda del successo raggiunto da DOOM Eternal. É difficile bocciarlo, in virtù degli ovvi meriti contenutistici e delle sensazioni che riesce a trasmettere quando tutto funziona bene, ma è altresì impossibile consigliarlo se non a chi ha già sviscerato la versione originale del titolo ed è in cerca di un’esperienza diversa seppur altamente imperfetta nella sua realizzazione.

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DOOM 3 VR – PlayStation VR


DOOM 3 VR per PlayStation VR è una produzione che, al netto del fascino che possa trasmettere nei suoi intenti, si rivela realizzata in maniera frettolosa e sommaria. L'impossibilità di usare i PlayStation Move separatamente e una gestione della rotazione della visuale discutibile, rendono la maggior parte dell'esperienza al limite del frustrante, obbligando il giocatore a una curva di apprendimento che non dovrebbe esistere in una produzione pensata per la realtà virtuale. Lo shooting è poco preciso e richiede posizionamenti delle mani poco naturali per ottenere dei risultati efficaci. In generale questa versione rischia di offuscare la lucentezza del titolo originale, specialmente in quei giocatori che non lo hanno mai potuto provare. Un peccato perché al netto di questi importanti difetti, molti elementi messi in piedi da id Software riescono nel offrire quell'immersione che un'esperienza VR dovrebbe proporre ai suoi fruitori.

Pro

  • DOOM 3 con tuti i contenuti post lancio.
  • Modifiche a interfaccia e gameplay per aumentare l'immersività.
  • Ottimo comparto sonoro.

Contro

  • Totale impossibilità di usare i PlayStation Move separati.
  • Shooting impreciso con le periferiche supportate.
  • Gestione della rotazione della visuale poco precisa.
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