10 0 8.0 Dragon Quest Builders 2 – Nintendo Switch
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Nintendo Switch

Dragon Quest Builders 2 Recensione


Dragon Quest Builders 2 – Nintendo Switch
Genere
Action-RPG/Sandbox
Piattaforma
Nintendo Switch, PS4
Sviluppatore
Koei Tecmo / Omega Force
Editore
Square Enix
Data di Uscita
12/07/2019
Dragon Quest Builders 2 arriva finalmente in Occidente. Scopriamo in questa recensione se è in grado di migliorare la formula del suo fortunato predecessore

Dragon Quest Builders 2 giunge, finalmente, anche sul suolo Occidentale, cercando di raccogliere i frutti dell’ottimo capitolo precedente e migliorare l’atipica formula proposta da Square Enix. L’obbiettivo principale è quello di distaccarsi dalla nomea di mero “more of the same” e cercare di migliorare su tutti i fronti il gameplay del predecessore mostrandosi un seguito in grado di estasiare, nuovamente, i fan di Dragon Quest e convincere quell’utenza non troppo avvezza a produzioni basate su meccaniche di matrice “Minecraftiane”.

Vi anticipiamo subito che Dragon Quest Builders 2, pur rivelandosi una produzione convincente su molteplici aspetti, non riesce a spiccare per originalità come il suo predecessore. Come andremo ad analizzare nel dettaglio, molti aspetti farraginosi del gameplay sono stati limati, rendendo meno macchinose le meccaniche di gioco ma le innovazioni proposte offrono un’esperienza che intraprende una direzione diffrente da quanto visto in precedenza, tendendo a snaturare, lievemente, il concept di questa peculiare serie di Spin-Off.

Cosa sarebbe successo se…

Dragon Quest Builders 2 riprende la metodologia narrativa vista nel precedente capitolo: utilizzare il canovaccio base dei titoli originari della serie Dragon Quest, distorcerne i fatti e creare un’universo parallelo dove i costruttori, eroi in grado di realizzare oggetti, edificare case e forgiare armamentario di varia natura, si rivelano i prescelti in grado di riportare la pace nel Mondo. Viene da se, quindi, che se il precedente capitolo poggiava sulle fondamenta narrative del primo, storico, titolo del 1986, Dragon Quest Builders 2 mescolerà parti di Luminaries of the Legendary Line, del 1987, ad accadimenti totalmente inediti. 

 

Dopo aver personalizzato sommariamente il vostro alter-ego (potrete scegliere, nuovamente, solo sesso e colore di capelli, pelle e occhi), scoprirete di essere uno degli ultimi costruttori rimasti in vita. Catturato da un gruppo di fanatici sostenitori del Signore Della Distruzione, di cui non vi enunciamo il nome per non fornire spiacevoli anticipazioni sulla trama, affronterete un simpatico tutorial che vi inizierà alle meccaniche di gioco vere e proprie fino al momento in cui approderete all’Isola Del Risveglio. In questo luogo paradisiaco, che si rivelerà in seguito il cuore pulsante della vostra libertà creativa, e nella rustica terra di Camposolco, vi verranno presentate, nelle prima ore di gioco, la maggior parte delle novità introdotte in Dragon Quest Builders 2. Indubbiamente la più impattante in termini di gameplay, come accadde con l’iconico Luminaries of the Legendary Line, risiede nel controllare,  finalmente, un party di personaggi con il quale combattere, costruire ed esplorare il mondo di gioco.

In aggiunta a questa sostanziale variazione alle meccaniche del precedente capitolo, Dragon Quest Builders 2, offre una gestione maggiormente stratificata delle missioni, della progressione della narrazione e dell’esperienza del vostro party di eroi. Come da copione per il genere, le attività si suddivideranno in principali (che scandiranno il progredire della storia), secondarie (atte a permettervi di acquisire nuovi materiali e ricette) e globali (che richiederanno il conseguimento di diversi compiti, durante un determinato arco temporale, per portarle a termine). 

Questa rinnovata gestione delle missioni di Dragon Quest Builders 2, unita ad alcune limature nel sistema di costruzione, sicuramente rendono maggiormente snello e godibile lo svolgimento della campagna principale, voltando però, parzialmente, le spalle al concetto originale del titolo. Il focus sulla costruzione, che si poneva come punto cardine del primo capitolo, si perde lievemente in questo seguito, ritrovando il suo momento di massima espressione nelle fasi di creazione libera all’interno dell’Isola Del Risveglio. Offrire una campagna principale che mescola in egual misura esplorazione, risoluzione di enigmi, battaglie e momenti creativi, invoglierà sicuramente quella tipologia di utenti meno avvezzi ai titoli incentrati solo sulla creatività. Il rovescio della medaglia di questa scelta, però, si palesa nel momento in cui Dragon Quest Builders 2 acquisisce un’identità maggiormente indirizzata all’action-rpg, rendendo i momenti costruttivi un semplice divertissement che in più di un’occasione tende a rallentare eccessivamente il ritmo di una produzione che, per propria natura, dovrebbe essere maggiormente rilassata nelle tempistiche.

 

Non fraintendete le nostre parole, per quanto rinnovato e snellito nelle meccaniche, Dragon Quest Builders 2, è un ottima produzione dall’ibrida natura in grado di impegnarvi, con la sola campagna principale, per decine e decine di ore, facendovi letteralmente perdere nel vastissimo mondo di gioco ricolmo di ambientazioni variegate e personaggi iconici. Risulterebbe pero scorretto non evidenziare la forte volonta degli sviluppatori di spostare maggiormente il punto focale su un’esperienza più omogenea e dinamica che potrebbe non convincere pienamente chi ha apprezzato le peculiarità del primo capitolo.

L’Arte Della Guerra

Addentrandoci in un’analisi piu approfondita delle innovazioni effettuate al gameplay di Dragon Quest Builders 2, cominciamo subito indicando la totale rimozione dell’usura del vostro armamentario. Spade, bastoni, corazze e scudi ora sono riposizionati in una sezone differente dell’inventario e, una volta forgiati, non patiranno alcun tipo di deterioramento restando permanentemente a vostra disposizione. In termini di snellimento del gameplay gli strumenti necessari alla costruzione, quali guanti e martello, avranno ora un pulsante, e uno slot, dedicato non richiedendo più di essere scambiati con le vostre armi e permettendovi di utilizzarli in maniera più rapida. Una barra della stamina, atta a ridurre la frequenza con cui potrete effettuare una corsa rapida in pieno stile Arale, un peculiare mantello, che vi permettera di planare coprendo ampie porzioni della mappa, e un indicatore del livello di “fame”, strizzano l’occhio ad’altre celebri produzioni del genere action-rpg e vanno a completare un moveset rinnovato e svecchiato dalle farraginosità del capitolo precedente.

L’aggiunta di un party con il quale condividere la propria avventura, come accenavamo in precedenza, rende maggiormente confortevole il conseguimento di molteplici azioni. La raccolta di materiali sarà più rapida, in quanto il vostro partner si adibira a cercare e raccogliere risorse ogniqualvolta comincerete a fendere il primo cespuglio con la vostra spada, o la prima roccia con il vostro martello, mentre in battaglia il vostro party combatterà attivamente con l’armamentario che gli forgerete, eseguendo la maggior parte dei danni e rendendo, purtroppo, meno interessanti, ed appaganti, le battaglie. Come a voler rimarcare questa predominanza degli NPC, il vostro personaggio risulterà decisamente piu debole che nel precedente capitolo, accusando maggiormente i danni e infliggendo attacchi che, se paragonati a quelli dei vostri alleati, risulteranno decisamente meno impattanti. Si tratta di una scelta voluta, e più volte rimarcata durante gli avvenimenti della trama anche dagli altri comprimari che ironizzeranno sulla debolezza del protagonista, che non si dimostra, però, perfettamente bilanciata e in più di un’occasione farà sopraggiungere un senso di tedio durante le battaglie più concitate.

 

Questi esempi risulteranno maggiormente evidenti nel momento in cui gli abitanti delle varie isole si alleeranno con voi. In questi frangenti, difatti, il vostro apporto all’ecosistema di gioco risulterà molto meno impattante considerando che una mole di NPC si prodigherà sia nell’aiutarvi a costruire le strutture più imponenti, sia nell’affrontare le orde di nemici che si paleseranno nelle varie isole che andrete a esplorare. Non andando a evidenziare la confusione che, a tratti, si genererà per la mole di elementi a schermo che si muoveranno durante queste sessioni di “difesa alla base”, quello che viene realmente a mancare in Dragon Quest Builders 2 e l’appagamento dato dal superare una sfida. Anche dopo aver portato a termine le ottime boss fight, non vi sembrerà di averle combattute appieno, cosi come le porzioni dedicate alla realizzazione di progetti maggiormente impegnativi, o alla gestione dei villaggi che restaurerete, passeranno in maniera molto piu celere, rendendo l’intera esperienza di gioco meno accattivante sulla lunga durata.

Costruire da Soli o in Compagnia

Venendo all’analisi della componente creativa, marchio di fabbrica di Dragon Quest Builders 2, indubbiamente l’operazione di limatura eseguita dal team di Koei Tecmo, atta a migliorare l’interfaccia utente e l’esperienza di gioco, si rivela funzionale e ben confezionata. Per chi fosse completamente ignaro delle meccaniche alla base del brand, vi verranno fornite delle ricette durante lo svolgimento della vostra avventura, tramite il naturale procedere degli eventi o attraverso delle missioni opzionali, tali formule vi permetteranno di comprendere di quali materiali dovrete disporre prima di recarvi a un banco di lavoro per realizzare gli oggetti corrispondenti. 

La raccolta di risorse varia in base alla tipologia di materiale del quale necessiterete, ad esempio l’erba la potrete ottenere tagliando arbusti, la pietra spaccando rocce e cosi via. Una volta che avrete ottenuto i materiali e gli oggetti richiesti, potrete quindi dedicarvi alla realizzazione dei progetti che vi verranno forniti. Che si tratti di un altare di piccole dimensioni o di un fienile completamente accessoriato, potrete sempre affidarvi al vostro progetto che vi indicherà il numero di risorse, e l’eventuale quantitativo di oggetti richiesto, e il loro posizionamento all’interno dell’area di gioco, rendendo la fase costruttiva maggiormente guidata rispetto ad’altre produzioni similari, e permettendovi di ottenere qualche interessante spunto per le vostre creazioni in libertà. 

Dove lo snellimento delle precedenti meccaniche di gioco, effettuato con Dragon Quest Builders 2, si fa maggiormente sentire è proprio nel reperimento delle risorse. Se nel capitolo precedente dovevate recarvi in un specifico luogo ogniqualvolta aveste avuto bisogno di un determinato materiale, ora vi basterà reperirlo solamente la prima volta per renderlo disponibile, tramite modifiche al bioma dell’Isola Del Risveglio, anche nella vostra landa natia, riducendo le tediose sessioni di recupero delle risorse, che precedentemente richiedevano spostamenti continui all’interno della mappa di gioco, per poter fare incetta dei materiali necessari alla realizzazione delle vostre creazioni. 

Un’altra, notevole, miglioria la troviamo nella gestione del vostro inventario, ora non piu limitato a un numero ben definito di materiali trasportabili ma semplicemente confinato all’isola in cui vi troverete. Potrete finalmente trasportare un quantitativo pressochè illimitato di risorse, dovendo solo premunirvi di lasciarle in un apposito deposito, situato al porto, prima di imbarcarvi in una nuova terra inesplorata. Questa operazione vi garantirà di preservare le risorse, precedentemente raccolte, e ritrovarle disponibili durante le vostre successive visite nelle varie località permettendovi di creare ciò che più vi aggrada senza ricominciare il processo di reperimento dei materiali.

Analizzando le fasi di costruzione indubbiamente dobbiamo fare i conti con una serie di scomodità derivanti dalla natura stessa dell’impartire comandi attraverso un controller privo di un sistema di puntamento reattivo come un Mouse. Una volta scelto un oggetto dal menu a scorrimento, sempre presente nell’hub di gioco, potrete posizionarlo di fronte al vostro alter-ego virtuale. Un reticolo, atto a simulare virtualmente lo spazio richiesto nell’area di gioco, si adibirà ad aiutarvi a posizionarlo correttamente. Non è possibile ruotare gli elementi prima di applicarli e la loro angolazione sarà detata dalla posizione in cui si troverà il nostro personaggio ma pur non trovandoci di fronte alla massima espressione di rapidità e comodità, la possibilita di muovere liberamente la telecamera, o di passare eventualmente a una visuale in prima persona che andrà a rimembrare il celebre Minecraft, vengono in aiuto del giocatore per rendere leggermente meno macchinose le vostre operazioni edili. Ci ha lasciato parzialmente delusi la mancata implementazione di qualsivoglia input di comando tramite il touch screen di Nintendo Switch, accorgimento che avrebbe sicuramente reso questa versione di Dragon Quest Builders 2, maggiormente accattivante e indubbiamente unica.

Dove, invece, la versione per Nintendo Switch di Dragon Quest Builders 2 offre qualcosa in più rispetto alle altre edizioni per console, è in ambito multiplayer dove non vi ritroverete obbligati a fruire unicamente del servizio Online di Nintendo, per poter giocare con i vostri amici, ma potrete esplorare il mondo di gioco in compagnia, anche sfruttando la modalità cooperativa locale tramite connessione wireless. Fino a tre giocatori potranno visitare la vostra isola personale per poter dar vita alle vostre creazioni. Una buona dose di opzioni vi permetteranno di gestire l’interazione che i vostri ospiti avranno con il vostro mondo di gioco, così come ricompense esclusive per la modalità multiplayer verranno rese disponibili conseguendo delle attività di gruppo. Potrete inoltre muovervi sui veicoli per poter esplorare, raccogliere materiali e combattere in compagnia, così come potrete sfruttare la bacheca globale per viaggiare nelle lande di altri giocatori sia per aiutarli nelle loro attività edili, che semplicemente per visitare nuove terre. Non siamo di fronte a una modalità multigiocatore che vada a mutare sensibilmente l’esperienza di gioco ma sicuramente si rivela un buon divertissement in grado di estendere di qualche ora, in maniera maggiormente goliardica e spensierata, l’esperienza di gioco.

Dragon Quest Builders 2 in Mobilità

Abbiamo passato circa una sessantina di ore in compagnia di Dragon Quest Builders 2 nella sua versione per Nintendo Switch e uno degli elementi che più ci impensieriva erano le gravi lacune tecniche che affligevano il titolo in modalità portatile quando uscì in Giappone, quasi sette mesi fa. Il titolo, infatti, presentava costanti cali di framerate, che rasentavano il freeze totale dell’applicativo, e un massiccio “Battery Drain” che, in talune circostanze, riduceva l’autonomia della console di Nintendo a circa un’ora e mezza. Si trattava di casi circoscritti alla sola modalità “handeld” ma, specialmente considerando la tipologia di gioco in relazione alle peculiarità di Switch, mostravano una scarsa cura nell’ottimizzazione del prodotto. Proprio in virtù di queste motivazioni abbiamo voluto spendere la quasi totalità delle ore in compagnia di Dragon Quest Builders 2 in mobilità, per stressare la nostra Switch e verificare le migliorie eseguite dal team di sviluppo, in termini di ottimizzazione.

Fortunatamente, però, possiamo dirvi che la versione 1.5.1a, che sarà la build disponibile in Occidente il giorno dell’uscita di Dragon Quest Builders 2, mostra un’ottimizzazione decisamente migliore che, al netto di alcune sbavature ancora presenti e in fase di correzione, rende maggiormente godibile il titolo in mobilità. Il frame rate risulta maggiormente stabile, seppur con alcuni rallentamenti evidenti durante alcuni specifici momenti dell’avventura, e lo spiacevole “Battery Drain” non è più presente, garantendo ora un paio di ore abbondanti di gioco continuativo. Permane ancora un surriscaldamento percepibile della console, fin dai primi momenti di gioco, e i caricamenti risultano ancora eccessivamente lunghi ma, come accennavamo prima, il team di sviluppo è al lavoro per continuare a ottimizzare, build dopo build, la propria produzione.

Nulla da eccepire, invece, per quanto riguarda le prestazioni in modalità “Docked”. Collegato a un monitor esterno, Dragon Quest Builders 2 per Nintendo Switch, non ha niente da invidiare alla controparte per la console SONY. I modelli poligonali risultano dettagliati in egual misura, così come la “profondità di campo” risulta invariata, mostrando in ambedue le versioni del gioco lo stesso effetto di “pop-up” di alcuni elementi dell’ambiente, posizionati in lontananza. In modalità “Docked”, inoltre, il frame rate risulta perfettamente stabile e i tempi di caricamento leggermente più brevi che in mobilità. Il comparto artistico resta a cura di Akira Toriyama e il comparto audio si rivela una costante miscela di melodie inedite e temi del passato riadattati che faranno sicuramente la gioia dei fan di Dragon Quest. Il titolo, inoltre, è localizzato in Italiano è presenta l’iconica traduzione che va ad abbracciare i dialetti delle varie regioni del “Bel Paese” per far trasparire, attraverso i soli testi, le differenze culturali delle varie isole che visiteremo nella nostra avventura.

Dragon Quest Builders 2 – Nintendo Switch

Tuffati in un mondo fatto di blocchi e intraprendi una pericolosa missione per fermare i Figli di Hargon e riportare la gioia della creazione in Dragon Quest Builders 2!

8.0
8.0

Verdetto

Dragon Quest Builders 2 redistribuisce i contenuti del primo capitolo in un mondo molto più ampio e ricco di cose da fare perdendo, però, l’ottimo bilanciamento fra combattimento, esplorazione e costruzione visto in precedenza. Pur restando immenso, e immutato, il potenziale creativo messo a disposizione dalla produzione di Square Enix, specialmente quando potrete realizzare i vostri progetti in libertà, la sensazione che si percepisce costantemente, giocando a Dragon Quest Builders 2, è quella di ritrovarsi di fronte a un prodotto ottimamente confezionato ma privo di un’identità ben definita. Le limature e migliorie svolte sulle criticità del capitolo precedente ci offrono, comunque, una produzione che saprà fare la gioia dei fan della celebre saga pur non spiccando per originalità come il suo illustre predecessore. Non resta che attendere il prossimo capitolo per vedere se il nuovo team di sviluppo troverà la formula perfetta per questa peculiare serie di Spin-Off.

Pro

- Sandbox immenso e potenzialmente infinito.
- Campagna single player longeva e varia.
- Gameplay immediato e divertente.
- Comparto artistico ispiratissimo.

Contro

- In modalità portatile soffre di alcune incertezze tecniche.
- NPC eccessivamente sbilanciati in termini di efficienza.
- La ricerca di maggior varietà contenutistica gli ha fatto parzialmente perdere la sua peculiare unicità.