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FIFA 19: pacchetti e casse non sono gioco d’azzardo nel Regno Unito

La Gambling Commission ed il suo director Brad Enright si sono pronunciati per FIFA 19 e la questione microtransazioni nel Regno Unito.

La serie FIFA ha avuto non pochi problemi ultimamente nel Regno Unito il quale, lo ha messo sotto indagine per Gambling, puntando nello specifico alle microtransazioni contenute all’interno del gioco. Dopo lo studio del caso, la Gambling Commission e il suo director Brad Enright si sono pronunciati in maniera positiva per FIFA 19 (ed i precedenti capitoli).

La serie FIFA può quindi proseguire con il suo stile di microtransazioni e ricompense per i giocatori nel Regno Unito. I sistemi di pacchetti e casse a premio appunto, non possono rientrare nell’area del gioco d’azzardo poiché non c’è un modo ufficiale per monetizzare i premi che si ricevono all’interno di queste ultime. Tutta la questione ruota attorno al fatto che il premio debba essere in denaro o avere un chiaro valore monetario per poter rientrare sotto la legislazione relativa al gioco d’azzardo nel Regno Unito, e non sarebbe questo il caso di FIFA.

FIFA 19

Tuttavia, ci sono siti di terzi non autorizzati che acquistano e vendono contenuti di gioco o consentono di utilizzarli come moneta virtuale. Il direttore del programma della Gambling Commission Brad Enright ha riconosciuto l’impegno dell’editore Electronic Arts il quale, ha dovuto affrontare “una battaglia costante contro i mercati secondari non autorizzati“.

Nonostante ciò, decine di genitori hanno detto alla BBC che i loro figli stanno spendendo centinaia di sterline per gli acquisti nel gioco, e hanno criticato il processo come una forma di gioco d’azzardo in quanto c’è ovviamente, un elemento di fortuna nel risultato, e i loro figli sono poi tentati a comprare di nuovo per cercare di ottenere quello che vogliono.

I bambini hanno svuotato il nostro conto in banca giocando a Fifa. Mio figlio ha speso 3.160 sterline in una partita” ha affermato un genitore infuriato. Parlando al Comitato di selezione del Dipartimento per la Cultura, i Media e lo Sport, l’amministratore delegato della Gambling Commission Neil McCarthur ha ammesso che ci sono “preoccupazioni significative nei confronti dei videogiochi per i bambini, soprattutto nei videogiochi in cui ci sono elementi di spesa“. Tuttavia, ha aggiunto che “secondo la legislazione vigente, ciò, non è classificato come gioco d’azzardo“.

E voi cosa ne pensate? Le microtransazioni possono rientrare teoricamente nel gioco d’azzardo? O siete d’accordo con la legislazione del Regno Unito?

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