10 0 9.2 Gears 5 – Xbox One
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Xbox One

Gears 5 Recensione, il Re è tornato


Gears 5 – Xbox One
Genere
Sparatutto in terza pesona
Piattaforma
Xbox One, PC
Sviluppatore
The Coalition
Editore
Microsoft
Data di Uscita
10/09/2019
La recensione di Gears 5, nuovo capitolo della saga sviluppato da The Coalition in esclusiva per Xbox One.

The Coalition, lo studio capitanato da Rod Fergusson, eredita il franchise di Gears of War nel 2015, lavorando e pubblicando la Ultimate Edition, remake del primo, straordinario capitolo uscito ormai nel lontano 2006. Gears non è certamente una di quelle saghe semplici da affrontare: da sempre uno dei pilastri delle IP esclusive Xbox, il gioco partorito dalla mente geniale di Cliff Bleszinski – CliffyB per gli amici – rappresenta ancora oggi la perfezione per quanto concerne gli shooter in terza persona basati sul sistema di coperture; una struttura, quella pensata e confezionata da Epic Games, che affonda le sue radici in un gioco dal tipico stampo americano, fatto di azione, adrenalina e mostri da spappolare.

Dopo la riedizione della genesi di Marcus Fenix e soci, ecco che The Coalition si lancia su Gears of War 4, prima iterazione del brand a non essere curata da Epic Games, e che mette la nuova software house di Microsoft nelle condizioni di lasciare il segno. Il risultato è sicuramente buono, ma troppo prudente ed esageratamente fedele alla formula originale. Come si dice in questi casi, Rod Fergusson entra in punta di piedi nella tana delle Locuste, senza strafare, preferendo al contrario un’entrata in scena in sordina.

Gears 5 recensione

Con Gears 5, però, era arrivato il momento di osare e, se per quanto riguarda il puro gameplay GoW non necessita stravolgimenti, dal punto di vista strutturale invece era obbligatorio puntare su qualcosa di fresco e attuale. Ve lo diciamo subito, prima di continuare: Gears 5 è ottimo, sia per quanto riguarda i contenuti, sia per quanto concerne la qualità degli stessi. Una campagna confezionata a dovere (varia, sotto tutti i punti di vista) e un multiplayer inarrivabile per il genere contribuiscono al trionfo di The Coalition che, senza inventarsi nulla, mette insieme un impasto ludico che i fan aspettavano probabilmente da anni.

Un’avventura che lascia il segno

JD, figlio di Marcus Fenix e protagonista di Gears of War 4, non è stata una scelta azzeccata. Stereotipato, mal caratterizzato, mai incisivo e poco sfruttato, ha rappresentato una delle note dolenti del primo, vero lavoro di Fergusson e soci. All’interno della nuova squadra di COG, però, era presente anche un diamante grezzo: Kait, la quale verrà messa al centro delle vicende di Gears 5. Dopo un primo momento nei panni di JD, ecco infatti che la prospettiva passa dalla parte della giovane e determinata combattente, dimostrando che anche una storia caratterizzata principalmente da sangue, muscoli e pallottole ha in realtà le potenzialità per scavare nel profondo della psicologia dei personaggi.

Senza rivelarvi troppo, era dai tempi di Dominic che Gears non aveva un personaggio così emotivamente approfondito. Kait in questo caso è il fulcro della storia, che si dimostrerà curata nei minimi dettagli, ricca di colpi di scena e molto longeva (dalle 10 ore in poi, a seconda di quanto tempo dedicherete alle missioni secondarie). Siamo rimasti stupiti molte volte nel corso dell’avventura, questo perché il team di sviluppo è stato in grado di creare un tessuto narrativo capace di sposarsi al 100% con il gameplay, alternando momenti di grande azione ad altri invece più rilassati ed esplorativi – dinamica inedita per un Gears of War.

Gears 5 recensione

Anche e soprattutto dal punto di vista della qualità del game design, l’avventura in singolo (che può essere affrontata anche in cooperativa) convince, principalmente per tre grandi novità. La prima ovviamente è la parte open world, pilastro del secondo e del terzo atto: a bordo di uno Skiff (il veicolo a vela che utilizzeremo per gli spostamenti) si esplora la mappa del territorio, non molto ampia ma sicuramente ben caratterizzata. Il mondo aperto, concettualmente parlando, è basilare: ci sono gli indicatori per raggiungere i luoghi d’interesse della quest principale e, girovagando, troveremo invece dei percorsi alternativi, che ci metteranno sulle tracce di avventure secondarie, preziose per potenziare al massimo Kait e Jack (del quale vi parleremo dopo). In termini di quantità, ci sono rispettivamente due quest-line secondarie per ciascuna delle mappe aperte, per un totale di quattro. Poche, direte voi, e non avete torto: è bene sottolineare però che ognuna di queste approfondirà in modo significativo la storia dell’ambientazione e dei personaggi che la popolano, dimostrando ancora una volta un’attenzione al dettaglio che Gears sembrava aver perso.

L’altra novità invece è Jack, un robot d’accompagnamento ideato dall’ormai calvo – ma sempre arrembante – Baird che ci farà da spalla nel corso dell’avventura. Jack porta con sé un sistema di crescita basato sulle sue abilità, potenziabili tramite i componenti (che troveremo in giro, esplorando) e che saranno preziose durante gli scontri a fuoco. Ogni abilità del simpatico robot potrà essere potenziata per quattro step, tre dei quali sbloccabili in modo classico, mentre il quarto – quello speciale – sarà esclusivamente reperibile come loot di attività secondarie. Questo simpatico animaletto fatto di viti e bulloni aggiunge pepe al gameplay di Gears, incoraggiando l’esplorazione e stimolando approcci diversi nel corso della battaglia. Tra le sue skill, Jack infatti propone invisibilità, controllo remoto dei nemici, aumento dell’armatura e altre capacità ingegnose. Senza mai diventare ingombrante, il figlio meccanico di Baird è da promuovere, aspettandoci qualche altra miglioria e aggiunta in futuro.

Gears 5 recensione

Infine, un’obbligatoria considerazione sul level design, aspetto molto criticato alla saga in quanto poco ispirato e ingegnoso. Anche qui, The Coalition mette mano al format classico, inserendo qualche variante sul tema. In primis, è bene dire che Gears 5, dopo i due atti open world, si “restringe” tornando a livelli lineari, i quali però risultano comunque molto più aperti ed esplorativi di quanto non siano mai stati. Abituati al solito corridoio, siamo rimasti stupiti nel notare che in questo caso tutta l’ambientazione gode di più spessore, varietà e grandezza. Questo aiuta a non rimanere perplessi passando dall’open world alla formula classica, ritrovandosi quindi a esplorare sempre con piacere anche i livelli standard, andando magari a caccia dei sempre presenti collezionabili.

Se lo shooting rimane invariato – eccezion fatta per qualche nuova arma – è tutto il resto a rendere la campagna di Gears 5 la migliore in assoluto dopo quella del primo capitolo. Narrativamente solida e approfondita, strutturalmente varia e propositiva, rappresenta un ottimo punto dal quale ripartire e guardare al futuro con coraggio e innovazione. Aspettarsi grandi cose dal prossimo ciclo narrativo ormai è diventato obbligatorio.

Multiplayer senza eguali

Posati i Lancer e messi a freno gli istinti combattivi di Kait, si passa al multiplayer, da sempre fiore all’occhiello della produzione e che anche questa volta non si smentisce. Partiamo dalla novità, la modalità Fuga, la quale ha anche un incipit narrativo per nulla scontato.

Vestiremo i panni ovviamente di un soldato COG, il quale si farà volontariamente catturare da uno Snatcher, putrida bestia dell’alveare, che ci porterà proprio nella tana dei temibili e apparentemente inarrestabili nemici. Dopo esser stati deposti all’interno di un bozzolo, emergeremo dallo stesso con lo scopo di spargere un veleno letale nell’alveare e fuggire quanto prima possibile. Per farlo, dovremo percorrere una strada piena zeppa di nemici e talvolta di vicoli ciechi, lottando contro il tempo e cercando in continuazione munizioni.

La modalità è giocabile da tre giocatori contemporaneamente, e inserisce al suo interno anche diverse difficoltà (con modificatori dedicati a ciascuna mappa) e il sistema di carte e potenziamenti già visto in Gears of War 4. Salendo di livello (personaggio e giocatori ne hanno due separati) sbloccherete diversi slot ai quali assegnare le carte abilità, potenziando al contempo le abilità passive del personaggio e la super abilità, novità del quinto capitolo. Ognuno dei personaggi giocabili avrà infatti delle skill speciali, che stimoleranno quindi la costruzione di una build di squadra ottimale in base alla difficoltà e alla mappa, incidendo in modo incredibile sulla rigiocabilità della modalità stessa. In aggiunta, è presente un editor mappe che permetterà ai giocatori di creare il proprio Alveare e condividerlo con la community.

Gears 5 recensione

Torna anche Orda, che si conferma la solita droga dalla quale è difficile allontanarsi, la quale viene anch’essa contaminata – in senso positivo – dalla presenza delle super abilità. Anche in questo caso, difficoltà e modificatori vari incideranno sull’esperienza e sulle ricompense ottenute a fine partita.

A fare da contenitore di tutto ci pensa il Versus, classico PvP irrinunciabile che si conferma straordinariamente solido e ricco, questa volta con la possibilità – a seconda della modalità- di creare build predefinite che si modificheranno nel corso del match, in base alle vostre kill singole. Dato che i server erano accessibili solo a chi possedeva un codice per la recensione, non abbiamo speso molte ore in multiplayer (circa 5 in totale), aiutati da alcuni colleghi di altre testate italiane ed estere. Non mancheremo di approfondire singole modalità in futuro, con guide dedicate e suggerimenti utili: ad oggi, però, quello che abbiamo visto ci ha permesso di avere un’idea chiara e definita su tutti gli aspetti, senza sentire quindi la necessità di rinviare il giudizio definitivo.

Comparto tecnico da urlo

Abbiamo giocato Gears 5 su tre diverse configurazioni: Xbox One S, Xbox One X e PC con settaggi ultra.

Per quanto riguarda la prima, il risultato è sicuramente buono: 30 fps nella campagna, Orda e Fuga, 60 nel PvP competitivo. Risoluzione in Full HD e qualità delle texture ottima, indice di un grande lavoro di ottimizzazione.

Discorso diverso per l’ammiraglia Xbox, ovvero la X, dove Gears 5 gira in 4K e 60fps stabili, mettendo in mostra una forza tecnica impressionante per una console, sia a livello di dettaglio che di ambiente. In virtù di questo, il titolo di The Coalition si candida ad essere uno dei migliori esponenti della categoria per quanto concerne questa generazione. Il colpo d’occhio, sia nelle scene d’intermezzo che nelle parti di puro gameplay, è impressionante e non presta mai il fianco a cali di prestazione.

Gears 5 recensione

Su PC, a dettaglio ultra (2080 Ti, Core i9-9900K, 16GB di RAM), inutile dirvi che il colpo d’occhio è eccellente, una manna dal cielo per quelli che vogliono godere dell’esperienza Gears 5 alla massima potenza. Il gioco, essendo esclusiva Xbox, è infatti giocabile anche su PC tramite Microsoft Store, Steam e Xbox Game Pass – in ognuno di questi casi, è necessario un profilo Xbox attivo.

Infine vi ricordiamo che Gears 5 è sviluppato con Unreal Engine, motore ben sfruttato che, forse, inizia a sentire la necessità di essere svecchiato o magari accantonato, in favore di un engine proprietario.

Mettendo insieme i puntini, il quadro Gears 5 è notevole: un’esclusiva di peso, contenutisticamente incredibile e qualitativamente di grande livello, tant’è che è difficile trovargli dei veri e propri difetti che non siano fortemente soggettivi.

Gears 5 – Xbox One

Gears 5 è il nuovo capitolo della serie di sparatutto in terza persona Gears of War. Sviluppato da The Coalition, è disponibile su PC (via Steam e Microsoft Store) e Xbox One.

9.2
9.2

Verdetto

Gears 5 è un prodotto solido, completo e che propone un'ottima varietà di contenuti. La campagna, più coraggiosa e profonda rispetto al passato della serie, presenta una nuova protagonista ricca di sfaccettature, che proietta la storia verso approcci più maturi ed emotivi. In aggiunta, le fasi open world, seppur strutturalmente basiche, funzionano alla grande e arricchiscono l'universo di gioco con dettagli e storie inediti. In generale, le storiche e perfette fasi di shooting fanno da ponte verso un sistema multiplayer variegato e stratificato, che promette ore e ore di gioco. A fare da sfondo troviamo un comparto tecnico da urlo, in particolare su PC e Xbox One X. Come dice il titolo, dopo un periodo d'incertezza il Re è tornato: Gears torna a rappresentare con forza e orgoglio la categoria degli shooter in terza persona, guardando ora al futuro con ambizione e determinazione.

Pro

- Storia e protagonista promosse a pieni voti
- Multiplayer contenutisticamente profondo ed estremamente solido
- Strutturalmente più variegato rispetto al passato
- Tecnicamente impeccabile
- Lo shooting, creato nel 2006, è ancora il migliore del suo genere

Contro

- L'open world funziona, ma si può fare di più
- L'Unreal Engine ha un'ottima resa, ma per il futuro è lecito aspettarsi novità