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GetsuFumaDen: Undying Moon | Prova preliminare, un roguelite infernale

Lo avevamo visto durante il recente Indie World, presentato da Konami, che ha vissuto agli inizi del 2021 una revisione interna della propria organizzazione, ma che non per questo si è esentata dal pubblicare nuovi titoli. Forse in questo caso non si tratta di una vera e propria novità, avendo rispolverato una storica IP, ma per coloro che non hanno ancora messo le mani su questo mondo roguelite dal sapore orientale, c’è molta carne al fuoco da assaggiare. Stiamo parlando di GetsuFumaDen: Undying Moon, il roguevania 2D disponibile dal 13 maggio su Steam in Early Access e nel corso del 2022 anche su Nintendo Switch, ma per questa versione dovremo attendere ancora un po’ di tempo. Cosa ci ha riservato questo titolo, che abbiamo provato per voi, per raccontarvi le nostre impressioni su questo action game sviluppato dallo studio indipendente GuruGuru e Konami? Facciamo un tuffo nel passato e percorriamo insieme i primi passi di questa strada piuttosto tortuosa, ma avvincente.

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GetsuFumaDen: Undying Moon, il ritorno del Giappone dei demoni

Era il lontano, lontanissimo 1987, quando Konami pubblicò solo in Giappone un action game a scorrimento laterale, intitolato GetsuFumaDen, lanciato per NES e che riproponeva atmosfere misteriose, buie e dal sapore mistico, con una colonna sonora di tutto punto e un insieme di meccaniche interessanti. Siamo a oltre trent’anni da quell’uscita, e oggi abbiamo la possibilità di tornare in questo universo con GetsuFumaDen: Undying Moon che unisce un’intensa azione roguelite hack and slash a un’ambientazione fantasy creata attraverso l’arte tradizionale giapponese.

Siamo nel primo anno dell’Era dei Demoni, al tempo della fuga di Ryukotsuki, un potente demone fuoriuscito dall’Inferno per conquistare il mondo umano governato dai tre fratelli Getsu, dei quali solo uno sopravvisse allo scontro. Nei panni di Fuuma, con l’obiettivo di vendicare la morte dei fratelli, dobbiamo esplorare una serie di isole infernali per recuperare le Pulse Blade sottratte al clan, ossia cimeli tramandati di generazione in generazione in famiglia, e ottenere l’accesso alla tana del demone. In quanto leader e guardiano prescelto del regno dei vivi, abbiamo a disposizione l’arsenale e i poteri sovrannaturali del clan Getsu per accompagnarci nella discesa nelle profondità dell’inferno, aiutandoci nella nostra missione di estirpare le origini di questo disastro.

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Attenzione, però, se vi steste ancora chiedendo quanto questo titolo abbia a che fare con la precede proprietà intellettuale targata Konami, vi rispondiamo subito. In poche parole, si tratta di un sequel, di un capitolo standalone, o semplicemente di una nuova parte della saga? GetsuFumaDen: Undying Moon presenta una storia ambientata circa 1000 anni dopo il gioco originale, raccontando le vicende dei discendenti di Getsu e il cui fondatore era il personaggio principale del titolo degli anni Ottanta. Dunque parliamo di un nuovo gioco che unisce l’innovazione dettata da un comparto grafico e tecnico davvero ben curati alla tradizione della modalità in 2D a scorrimento orizzontale della versione originale, per soddisfare sia i giocatori amanti del genere e alla ricerca di una storia dal sapore amarcord, sia coloro che non conoscono affatto questa saga e che vi si possono avvicinare senza alcuna barriera all’ingresso.

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Per quanto abbiamo potuto vedere finora, non mancano elementi nuovi e lavori accurati che dichiarano l’evoluzione della qualità tecnica nel settore, come la resa dell’atmosfera dai colori davvero ben vivaci e curati, che ci consentono di osservare nel dettaglio non solo il lavoro manuale che ha permesso di realizzare personaggi, sfondi ed effetti grafici a ogni attacco amico e nemico, ma anche i fondali nei quali si ambienta la narrazione. Infine, abbiamo di fronte a noi una grafica particolare, ispirata all’ukiyo-e, un particolare stile grafico giapponese, per restituirci un mondo tanto affascinante, quanto letale e determinato da vibranti e dinamiche animazioni 2D per realizzare fondali che abbiamo esplorato e che hanno composto le parti di un mondo pittoresco che abbiamo potuto cominciare a percorrere. Ma oltre alla grafica c’è di più; vediamo insieme cosa ci attende nel vivo dell’azione di GetsuFumaDen: Undying Moon.

Ricordi immortali e azione dinamica

Non ci stupiamo che il nuovo lavoro di Konami sia di questo tipo: la casa nipponica ha cercato, nel corso del tempo, di mantenere vivo in qualche modo il ricordo di questa storia, tentando di inserire diverse volte dei camei e riferimenti a GetsuFumaDen nei vari giochi lanciati e anche nel gioco di carte dedicato a Yu-Gi-Oh!. Come rendere dunque molto interessante questo titolo, nel complesso della sua azione e del gameplay? Prima di tutto, ci siamo testati contro alcuni boss enormi e piuttosto agguerriti contro cui combattere, solo alcuni della miriade di enormi e terrificanti mostri e yokai che ostacoleranno il nostro cammino all’insegna della velocità e dell’agilità, che rappresentano tutto quanto ci sia di fondamentale per reagire agli attacchi in maniera precisa e per sopravvivere alle lotte talvolta massacranti che ci accompagnano nella nostra discesa agli inferi.

Come combattere dunque, se non con le armi giuste? Gli scontri sono dinamici e basati sulle armi, nel senso che dovremo scegliere in maniera accurata come attaccare tra spade e un’accurata selezione di armi primarie e secondarie, dettando anche il nostro ritmo e tempismo dei movimenti ispirandoci alle nobili arti marziali giapponesi. Grazie a queste tecniche, dovremo inoltre sfruttare le originali mosse speciali di una vasta gamma di armi, tra cui katane, parasoli da combattimento e lance, per superare in astuzia i nemici che ci si parano di fronte, e vi assicuriamo che non sono pochi, né rari. Tutto questo definisce dunque una vera e propria azione roguelite del gioco in questione, dove il game over non è una possibilità lontana. Ma per quanto non si parli di permadeath, a ogni tentativo il gioco presenta nuove mappe e sfide da superare, oltre a potenziamenti permanenti, armi personalizzabili e progressione variabile tra i livelli. Tutte caratteristiche che consentono di godere di nuove opportunità e sfide a ogni partita.

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Infine, potremo anche assistere, man mano che procediamo nel gioco, a un coinvolgente sistema di potenziamento delle armi, dove il sistema di creazione ci offre un controllo completo sulla capacità di raccogliere, potenziare e sbloccare le abilità di armi principali e secondarie. Non solo armi, ma anche anime.

Consumati nell’anima

Per diventare ancora più forti, viene aggiunto un ulteriore elemento di supporto, nel pieno rispetto della tradizione nipponica: dovremo infatti anche divorare anime e potenziarci man mano che tentiamo la nostra discesa all’inferno, una possibilità consentita dall’originale sistema di potenziamento per selezionare dinamicamente e strategicamente i potenziamenti. Niente paura però: se è vero che dovremo scegliere in maniera precisa e con una tattica quasi imbattibile ogni nostra mossa, è anche vero che sono previsti diversi gradi di difficoltà per approcciare il gioco, dunque possiamo avvicinarvisi come preferiamo.

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Ricordiamo infine che abbiamo provato il gioco ancora in modalità Early Access, dunque vi potrebbero essere dei cambiamenti e aggiornamenti futuri, per rendere ancora più ricca l’esperienza videoludica e apportare migliorie eventuali. Del resto, la vera e propria cifra di GetsuFumaDen: Undying Moon sta essenzialmente nella lotta e nello sviluppo di uno stile di lotta personale, dove collezionare le armi principali o secondarie e modificare continuamente l’equipaggiamento risulta avvincente e sfidante. I vari tipi di armi rivelano il loro valore dopo aver sbloccato i potenziamenti disponibili nell’albero delle abilità, dunque “solo il tempo dirà” quanto siamo davvero in grado di fronteggiare questa avventura nel Giappone medievale e ricco di insidie e creature infernali, ma assolutamente meritevole della vostra attenzione.