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Hunting Simulator 2 | Recensione


Hunting Simulator 2 – PC
Genere
Simulatore
Piattaforma
PC, Playstation 4, Xbox 360, Nintendo Switch
Sviluppatore
Neopica
Editore
Bigben Interactive
Data di Uscita
16/07/2020

Hunting Simulator 2, dopo un primo capitolo per nulla entusiasmante, cerca di rifarsi degli errori del passato proponendo un seguito migliorato in quasi tutti gli aspetti. Il gioco, è evidente, si rivolge ad un pubblico abbastanza preciso, cercando però al tempo stesso di accattivare anche i non appassionati, proponendosi come innocuo simulatore venatorio.

Lo dico subito, il tentativo di questo numero 2, anche se nettamente migliore, continua a non convincere, a causa di un gameplay ripetitivo e di una certa mancanza di realismo, peccato mortale nell’ottica di una produzione votata esclusivamente alla simulazione. Hunting Simulator 2, come si può immaginare, non ha una storia né un grande senso di progressione, se non per quel che concerne le licenze di caccia e i gadget acquistabili. Purtroppo l’aspetto gestionale della nostra attività si limita ad accumulare prede (da vendere o da appendere) sempre più grandi e difficili, per accumulare soldi utili ad accumulare prede ancora più grandi e difficili. Il tutto si ambienta in diverse location (una foresta europea, il Colorado, il Texas), ricreate in maniera puntuale e visivamente soddisfacente.

Un seguito migliore, ma ancora zoppicante

A questo punto però, una volta apprezzata la gradevole passeggiata nei boschi e ammirata l’alba che illumina con delicatezza le verdi fronde del Colorado, iniziano i dolori. Il gioco è, senza giri di parole, legnoso e monotono. La critica principale va alla struttura del gameplay, totalmente asservita alla novità di questo secondo capitolo, ossia il cane da caccia. Nonostante la fisiologica simpatia del nostro amico a quattro zampe, quasi ogni singolo momento della battuta viene dominato dalla ricerca delle tracce, chiaramente messa in atto dal cane, con un ausilio solo minimo degli strumenti acquistabili (richiami, polvere segna vento e via discorrendo). Ho trovato anche molto frustrante l’assenza di guide visive, uditive o come minimo scritte, utili a spiegare il comportamento e le caratteristiche delle prede, elementi che sono presenti nel gioco, ma risultano praticamente impossibili da scoprire. Nonostante questa paventata complessità, comunque, l’esperienza si riduce a un gioco di attesa a volte estenuante, dove l’unico vero momento di interazione è lo sparo.

Chiaramente una prima replica a queste mie critiche potrebbe essere il fatto che Hunting Simulator 2 non deve essere un FPS ma, appunto, un simulatore. Pur non conoscendo la caccia direttamente, è evidente che si tratta di disciplina contraddistinta da calma, pazienza e tantissima attesa. Ovviamente non ci si può aspettare adrenalina pura da un titolo del genere, ma questo non vuol dire ridurre all’osso le interazioni con l’ambiente. Il gioco non propone nessun tipo di indagine ambientale, di perks, di analisi della preda e nemmeno un sistema preciso di gestione del rumore o di analisi delle abitudini alimentari degli animali. Il cane è il vero protagonista del gameplay, a lui e a qualche gadget è affidato il 90% della giocata.

Simulazione non pervenuta

A questo punto emerge chiaramente il problema sopra evidenziato, che rende Hunting Simulator 2, molto paradossalmente, un non simulatore, tanto è avvinghiato a dinamiche di gioco semplicistiche e monotematiche. Il vero peccato è che il titolo non è affatto tremendo, grazie a una struttura tecnica che non fa scintille ma non sbava mai e a dei momenti bucolici di grande impatto. A volte si percepiscono benissimo le tante potenzialità inespresse, soprattutto per quel che concerne la giocata vera e propria. Purtroppo, però, le aspettative e le sensazioni non riescono a compensare delle mancanze evidenti, riassumibili in un piattume di gioco generale.

Personalmente poi, mi sento in dovere di aggiungere una postilla etica, soprattutto per i giocatori più impegnati in tematiche ambientali. Trovo quasi irrilevante la questione della caccia videoludica in sé: il medium affronta temi sempre più complessi (e violenti) e gli appassionati sanno perfettamente che, con la giusta educazione e attitudine, non è il videogioco che fa il cacciatore. Detto questo, però, Hunting Simulator 2 prova a dare un colpo al cerchio e uno alla botte, inserendo queste licenze di caccia (giustissimo) ma aprendo ad animali che vengono abbattuti solo in pochissimi Stati e con numerose polemiche (come per esempio l’orso in Europa, che è vittima di questo sport in una manciata di Paesi). Avrei apprezzato di più delle dinamiche che sottolineassero l’aspetto simulativo e virtuale, magari al tempo stesso fornendo qualche informazione sulle meravigliose caratteristiche degli animali presenti in gioco e sul loro effettivo stato di conservazione. Allo stesso modo capisco anche che questo tipo di discorsi siano sostanzialmente dei controsensi, oltre a riferirsi a un pubblico diverso da quello medio di HS2, con grande probabilità molto appassionato di caccia.

Hunting Simulator 2 – PC

Hunting Simulator 2 è un simulatore di caccia, dedicato principalmente all’arte venatoria di animali di piccola, media e grande taglia. Durante il gioco il fruitore è chiamato a seguire le tracce delle diverse prede, appostarsi e aspettare con pazienza il momento più propizio per abbattere il proprio obiettivo.

5.5
5.5

Verdetto

Hunting Simulator 2 ci prova di nuovo, migliora tutto il profilo tecnico e, finalmente, si mostra in maniera dignitosa sui dispositivi degli appassionati. Purtroppo, però, il brand continua a non cogliere l'essenza delle simulazioni, offrendo un gameplay davvero troppo semplificato e una sfida praticamente nulla (se non nel trial&error necessario per impratichirsi con il sistema di sparo). Considerando poi la difficile collocazione del titolo sul mercato e il prezzo non bassissimo, il gioco è consigliato solo ed esclusivamente ai veri patiti della caccia virtuale.

Pro

-Visivamente molto gradevole
-Molte armi a disposizione
-Tecnicamente sufficiente

Contro

-Gameplay monotono
-Simulazione presente solo nel titolo
-Poco coinvolgente