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PlayStation 4

Il nostro provato di Monster Hunter World: Iceborne a E3 2019

Durante l'E3 2019 abbiamo provato in anteprima la nuova espansione di Monster Hunter World, Iceborne.

Uno degli annunci più succulenti dell’ultimo State of Play è stato quello di Monster Hunter World: Iceborne, la nuova espansione volta ad estendere l’esperienza del titolo Capcom, che ricordiamo arriverà il prossimo 6 settembre.
Nel fantastico contesto di E3 2019, abbiamo avuto modo di provare il nuovo contenuto attraverso una demo suddivisa in tre cacce, della durata massima di 20 minuti ciascuna.
La prima, per i principianti, ci ha visti alla ricerca del Grande Divoratore e del Grande Jagras; la seconda, di livello intermedio, ci ha condotti alla ricerca del Banbaro, e infine il terzo, per gli esperti, ci ha proposto il ritorno del temibile Tigrex, la storica viverna ruggente apparsa per la prima volta in Monster Hunter Freedom 2.

Prima di addentrarci nell’esperienza in sé della demo, ci teniamo subito a riferirvi che l’ambientazione glaciale è bellissima. Se non avessimo avuto il limite dei venti minuti, avremmo tranquillamente perso tempo ad ammirare le vette innevate che si stagliavano nel cielo.
Questo non vuol dire che la nuova zona di Hoarfrost Reach sia solo una landa innevata, ma è possibile trovare una discreta varietà ambientale, che oltre a movimentare a livello visivo il mondo di gioco, crea tutta una serie di aggiunte in termini di giocabilità. La neve alta è nostra nemica, perché limita tantissimo le nostre azioni, ma ancor di più lo è il freddo, che ci rallenta parecchio i movimenti. Per sopperire a quest’ultimo problema, possiamo ricorrere o a fonti di acqua calda o un hot drink. Piccola parentesi, dato che la demo provata era in inglese, useremo nell’articolo i termini direttamente in lingua anglofona visto che non sappiamo ancora la traduzione ufficiale.

In generale Monster Hunter World: Iceborne pulsa di vita, una vita tutta sua: chi è già avvezzo a Monster Hunter World, avrà notato come i nomi dei mostri citati nell’introduzione facciano parte delle nuove aggiunte proposte dall’espansione. Accanto poi ai minacciosi Tigrex e Banbaro, vi è tutta un’altra tipologia di flora e fauna che arricchiscono l’ecosistema, come i  Wulg, che possono essere utilizzati come cavalcatura sbloccando l’apposita abilità. È così che ci addentriamo nel gameplay, la cui novità principale risiede nell’aggiunta del Clutch Claw, ovvero una corda con gancio che può essere lanciata verso la parte del corpo di un mostro che abbiamo mirato, per poi potercisi arrampicare. Una volta appigliati, possiamo lanciare i nostri attacchi fino a farlo accasciare. Tuttavia, se il mostro si imbizzarrisce è facile cadere e ricevere danno. Durante la demo abbiamo utilizzato del gancio pure per salire in maniera più veloce su un albero, purché l’obiettivo non sia troppo distante.

Ve lo diciamo subito: a parte la prima caccia, il resto non è andata molto bene. Nel caso dal Barnabo, a pochi punti vita dall’obiettivo, è scaduto il tempo della demo. Lo scontro è stato comunque reso complicato dall’intrusione del Beotodus, una creatura che sfrutta la sua conformazione per strisciare velocemente in mezzo alla neve per poi ripiombare fuori all’improvviso. Difatti l’errore più grave che si può compiere contro di lui, è stazionare dove la neve è particolarmente alta.
Contro il Tigrex, invece, non abbiamo avuto molte speranze. Non solo perché i suoi attacchi irruenti tolgono parecchia salute, ma le condizioni climatiche avverse rendono tutto più difficile: immaginate quanto sia arduo resistere alle cariche del mostro con i movimenti rallentati a causa del freddo. Nemmeno il Clutch Claw può bastare, perché non è mica semplice restargli aggrappati senza rimanere travolti dalla sua impetuosità. A tutto ciò si aggiunge l’interazione con l’ambiente, uno dei punti forti della serie, che come ben sapete può ritorcersi contro di noi: nel caso del nostra caccia contro il Tigrex, il suo peso e la sua impetuosità possono portare alla distruzione delle lastre di ghiaccio, lasciandoci precipitare in zone sotterranee. È in casi come questi che abbiamo potuto appurare la discreta varietà ambientale che caratterizza Hoarfrost Reach.

Nonostante l’esito più o meno negativo della nostra caccia, siamo certi che Monster Hunter World: Iceborne saprà accontentare i fan del gioco, spinti dalla voglia di esplorare e conoscere un territorio inedito. Il contenuto riprenderebbe la storia del capitolo canonico, in una nuova regione che contiene numerose novità. Oltre a quelle menzionate in questa sede basate sul nostro provato, vi riportiamo gli elementi aggiuntivi annunciati durante la conferenza diretta dal producer Ryozo Tsujimoto in occasione di E3.
La nuova base della Commissione di Ricerca si trova a Seliana, la città delle nevi la cui estensione supera quella di Astera. Al suo interno vi è pure la Centrale al Vapore, utile per ottenere del combustibile e realizzare oggetti. A proposito di materiali, sono state introdotti gli slot di livello 4 e gli slot per mantelli e bengala. Per quel che riguarda il multiplayer – noi abbiamo giocato in solitaria – i mostri estendono la loro salute in base a quanti cacciatori partecipano all’assalto.

Per rimanere a tema caccia, di carne al fuoco per Monster Hunter Worlds: Iceborne ce n’è tanta. Ormai il suo arrivo non è troppo distante, quindi non resta che attendere il prossimo settembre per avere la conferma definitiva di quanto visto.