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Microtransazioni: tutti le odiano ma generano il 58% dei ricavi del settore

Le microtransazioni trainano i profitti nei giochi PC: l'effetto Fortnite, Roblox e Call of Duty rivoluziona il modello di business videoludico.

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Avatar di Andrea Maiellano

a cura di Andrea Maiellano

Author @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 12/04/2025 alle 10:00
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Le microtransazioni, quei piccoli esborsi che i giocatori effettuano per elementi cosmetici, oggetti di gioco o valuta in-game da spendere nei loro videogiochi preferiti, hanno ormai conquistato il trono dell'industria videoludica su PC, rappresentando ben il 58% dei ricavi totali del settore. Il fenomeno, già ben radicato negli ultimi anni, continua a crescere, almeno secondo l'ultimo rapporto della società di ricerca Newzoo, confermando quel cambiamento, solo apparentemente detestato dai giocatori di oggi, nel modo in cui l'industria del gaming genera profitti.

Il "PC and Console Gaming Report 2025" evidenzia come questa tendenza abbia registrato un incremento dell'1,4% nell'ultimo anno, traducendosi in ben 24,4 miliardi di dollari sui 37,3 miliardi complessivi generati dal gaming su PC nel 2024. Non si tratta più di un fenomeno marginale, ma di una strategia centrale nell'economia dei videogiochi moderni, che sta cambiando radicalmente il rapporto tra sviluppatori e consumatori.

Parallelamente alle microtransazioni, anche i contenuti scaricabili (anche noti come DLC) hanno visto un incremento della loro quota di mercato, guadagnando quasi un punto percentuale e generando 5,8 miliardi di dollari nell'ultimo anno. Questi pacchetti di contenuti aggiuntivi, che tipicamente includono nuovi livelli o elementi narrativi supplementari, rappresentano un'altra evoluzione del modello di business tradizionale basato sull'acquisto unico e su poche, ma sostanziose, espansioni per i titoli più venduti.

L'aspetto ironico di questa analisi è che si concentra sul mercato PC e console, escludendo il mobile gaming, mostrando che proprio quella community che da sempre muove critiche su questo tipo di monetizzazione, è proprio quella che la alimenta maggiormente.

Se il PC rappresenta il regno indiscusso delle microtransazioni, anche il mondo console sta rapidamente abbracciando questo modello economico. Nonostante rappresentino "solo" il 32% dei ricavi totali su console, le microtransazioni hanno registrato una crescita più marcata rispetto al PC, con un balzo del 4,5% tra il 2023 e il 2024, generando 13,9 miliardi di dollari su un totale di 42,8 miliardi. Un segnale chiaro che il modello si sta affermando anche in un ecosistema tradizionalmente più legato alla vendita di titoli completi.

Particolarmente significativo è stato l'aumento del 14,1% degli abbonamenti a servizi come Nintendo Online, Xbox Live e PlayStation Plus, confermando come i modelli di monetizzazione ricorrente stiano ridefinendo l'intera industria. Mentre i ricavi complessivi del gaming su PC sono rimasti sostanzialmente stabili con una crescita dello 0,1%, il settore console ha registrato un calo del 3,9%, una flessione che potrebbe cambiare con l'arrivo di Nintendo Switch 2 il prossimo 5 giugno.

Le microtransazioni rappresentano ormai la spina dorsale economica dell'industria videoludica moderna.

Nonostante le polemiche che da sempre accompagnano questo modello di business, con molti giocatori che preferirebbero pagare un prezzo fisso una tantum piuttosto che spendere continuamente per contenuti aggiuntivi, le microtransazioni continuano a dimostrarsi straordinariamente redditizie. Franchise come Fortnite, Roblox e Call of Duty hanno costruito imperi finanziari grazie a questo approccio, dimostrando che, al di là delle critiche, esiste un vasto pubblico disposto a investire costantemente in piccoli acquisti virtuali.

Un altro fenomeno interessante evidenziato dal rapporto è quello che gli analisti chiamano "nostalgia ricorsiva". Titoli come Fortnite, Overwatch e Destiny 2, che ormai sono sul mercato da 5 o addirittura 10 anni, hanno iniziato a reintrodurre contenuti vintage per attrarre i giocatori che avevano abbandonato i rispettivi titoli. "Finalmente hanno una storia abbastanza profonda per generare nostalgia", afferma il rapporto, sottolineando come anche il passato recente possa diventare uno strumento di marketing efficace.

L'ascesa delle microtransazioni rappresenta una trasformazione strutturale del mercato videoludico, spostando il focus dall'acquisto iniziale a un flusso continuo di piccole spese. Questo cambiamento non solo rimodella le strategie di business delle aziende di gaming, ma influenza profondamente anche il design stesso dei giochi, sempre più concepiti come piattaforme di lungo termine piuttosto che esperienze singole e finite.

Fonte dell'articolo: www.cnet.com

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