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Milan Games Week Indie, l’Italia del videogioco in crescita

Milan Games Week Indie è lo spazio espositivo dedicato ai videogiochi sviluppati dai talenti nostrani all’interno del più grande consumer show italiano dedicato ai videogiochi. L’evento promosso da AESVI si è svolto dal 5 al 7 ottobre a Fiera Milano Rho e la redazione della Games Division ha colto l’occasione per provare i titoli presenti nell’area. La scena indipendente italiana è […]

Milan Games Week Indie è lo spazio espositivo dedicato ai videogiochi sviluppati dai talenti nostrani all’interno del più grande consumer show italiano dedicato ai videogiochi. L’evento promosso da AESVI si è svolto dal 5 al 7 ottobre a Fiera Milano Rho e la redazione della Games Division ha colto l’occasione per provare i titoli presenti nell’area. La scena indipendente italiana è sempre in gran fermento, confermando anno dopo anno una crescita continua in quanto a idee e qualità espresse.

Meno di 10 anni fa arrivavano in fiera quasi un quinto dei giochi oggi presenti: bastavano due mani o poco più per contarli tutti. Lo spazio era poco, la posizione forse anche peggiore, soprattutto se confrontata con i circa 600mq a disposizione per l’edizione 2018 che ha vantato un’area spaziosa e ben segnalata, ma l’entusiasmo e la passione della comunità degli sviluppatori indipendenti sono sempre stati contagiosi a prescindere da numeri, etichette e metri quadrati.

Ieri come oggi, dietro ai PC a smanettare con la console di debug o ad allestire la postazione per il prossimo visitatore, ci sono persone con storie da raccontare molto diverse tra loro. Lo spazio Milan Games Week Indie accoglie tutti: dal team con alle spalle un’esperienza già solida agli sviluppatori emergenti, ma ciò che sorprende ogni volta è quanto sentimento traspare dai racconti dei rispettivi protagonisti.

A volte un tremolio nella voce per l’emozione li tradisce, altre volte sono la sorpresa e l’orgoglio a percepirsi nitidamente quando un giocatore comprende senza spiegazioni ciò che volevano rappresentare o quando una meccanica su cui tanto hanno lavorato viene padroneggiata. In altri noti un po’ di timida vergogna mentre si scusano per non essere riusciti a presentare una demo con più funzionalità, talvolta le loro espressioni sono in bilico tra speranza e rassegnazione quando pronunciano le parole “finanziamenti”, “fondi”, “Kickstarter”. Eppure non c’è nulla di cui vergognarsi. Sviluppare un gioco non è semplice come premere un bottone.

I tre giorni di fiera: tanti giochi e trend importanti

L’edizione 2018 della Milan Games Week ha segnato numeri importanti toccando le 162.000 presenze per una crescita del 10% in più rispetto allo scorso anno, cifre che proiettano sempre più la kermesse meneghina verso una dimensione internazionale grazie a ospiti d’onore del calibro di David CageJames Burgon, Charlie Cox, Erik Oleson e un’attenzione particolare nei confronti dei trend di un mercato dinamico.

Gli sport elettronici hanno conquistato un intero padiglione, la realtà virtuale inizia a non essere più una semplice curiosità, mentre attività e giochi per famiglie e bambini hanno trovato il loro giusto spazio all’interno di un contesto che è ormai impensabile limitare a una nicchia di appassionati. Lo sviluppo indipendente, con un occhio sempre puntato a creare giochi che superano barriere e guardano alla creatività col gusto di innovare, non poteva che riflettere questi trend, dedicando un’intera sezione ai giochi educativi per bambini e mostrando nuovi modi di giocare grazie alla realtà virtuale.

I più piccoli hanno potuto giocare con l’arte, la storia, l’architettura e la geografia attraverso Wonders di Art Stories o imparare la lingua araba con Antura e Le lettere, gioco per smartphone vincitore del concorso internazionale EduApp4Syria creato anche per dare modo a bambini e bambine che non possono andare a scuola di apprendere, ma valido per chiunque voglia apprendere l’arabo in modo colorato e divertente. Il periodo che va dai 3 ai 5 anni è molto importante per lo sviluppo delle capacità cognitive per questo motivo Lola Slug ha pensato di creare Arca di Noè Animalibrium per stimolare la coordinazione occhi-dita, la curiosità e la concentrazione dei piccoli giocatori dando modo di partecipare al gioco a più mani, che siano di coetanei o genitori / educatori.

Salendo con l’età – ma anche un valido allenamento per tutti – MAK07  di Narmal Project testa le vostre abilità con i calcoli matematicirendendoli in forma giocosa. Lo scopo è combinare tra loro sette numeri interi utilizzando le 4 operazioni aritmetiche elementari al fine di ottenere 0 come risultato finale. Pensate che sia facile? Mettetevi alla prova, perché ogni operazione contribuisce al valore del punteggio in maniera diversa.

Tra i titoli che richiedono abilità e concentrazione segnaliamo anche Project Loading in sviluppo presso AnAlphaBeta Studio, un interessante puzzle game dal design minimalista nato da una frustrazione comune: una barra di caricamento che non sembra raggiungere mai il 100%. Protagonista dei tantissimi livelli sarà infatti una barra di caricamento che dovremo guidare verso il completamento facendo uso anche dell’accelerometro, del colpo d’occhio, di power-up ed evitando le insidie disseminate sul campo di gioco.

Giochi educativi e realtà si fondono anche con la realtà virtuale andando a creare quella che Beyond the Gate chiama “hyper reality”. Per il loro Beyond the Castle fanno calare fisicamente nell’epoca degli Sforza mettendo il giocatore alla difesa del Castello Sforzesco nel ruolo di balestriere. Per la Milan Games Week si è reimmaginata la storia, dovendosi confrontare con un attacco francese avvenuto nella finzione nel 1499. Beyond the Castle è, al di fuori della fiera meneghina, un progetto che si inserisce nel percorso di avvicinamento tra musei italiani e videogiochi e che evidenzia la relazione sempre più stretta tra i Musei del Castello Sforzesco e le nuove forme di comunicazione del patrimonio culturale.

Passando da un castello a un dungeon si giunge al fantasy dai toni scuri e misteriosi di Gates Of Nowhere, una buona prima prova per il team Symmetrical. Si tratta di un action RPG in Realtà Virtuale con un sistema di combattimento abbastanza fluido, già disponibile su Steam per HTC Vive e Oculus Rift. Uno degli aspetti più positivi riscontrati è l’atmosfera, ricreata molto bene in modo da dare un costante senso di angoscia: la luce proveniente dalle torce tremolanti rischiara solo porzioni di aree, che sono per lo più immerse nel buio dove si nascondono temibili nemici.

Il fantasy è territorio d’esplorazione anche per Runes: The Forgotten Path di Stormborn Studios, dove l’ottima lettura dei movimenti offre un’esperienza molto immersiva. Impersoneremo un potente mago che non ha più chiari i suoi ricordi e potrà ricordare sempre più andando avanti nell’avventura. Se in In Verbis Virtus degli italiani Indomitus Games potevamo lanciare magie in modo innovativo usando la voce, Stormborn Studios ha scelto invece di sfruttare pienamente i controlli di movimento disegnando letteralmente gli incantesimi in aria con l’aiuto del trackpad come se fossimo maghi provetti.

Il tema dei ricordi è al centro anche di Run of Mydan, l’action-adventure in realtà virtuale room scale di Virtew. Prenderemo il controllo di un’entità misteriosa, tormentata dai ricordi ingannevoli di un passato che appare indecifrabile, mentre lotta difendendosi dai nemici e dagli ostacoli che l’attaccano da diverse direzioni. In Run of Mydan si potranno giocare sia una modalità storia che una modalità multiplayer con combattimenti e una libertà di movimento molto alta data dalla capacità di volare. Ci ha sorpreso la fluidità con la quale movimenti, attacchi ed eventi di gioco si amalgamano.

Un occhio di riguardo per le avventure grafiche

Le avventure grafiche sono un terreno molto fertile per lo sviluppo italiano, si pensi ad Anna di Dreampainters, Nicolas Eymerich, Inquisitore di Ticon Blu o l’irriverente The Wardrobe di C.I.N.I.C. Games. Si tratta pur sempre di un genere che sta vivendo negli ultimi anni una sorta di rinascita, presentandosi magari in forme più appetibili per un pubblico che guarda al passato con sospetto. Alla Milan Games Week Indie abbiamo potuto provare titoli che si rifanno invece alla tradizione o che cercano di andare oltre i limiti imposti dagli strumenti di sviluppo.

Già disponibile da maggio di quest’anno e molto apprezzato è Detective Gallo, il punta e clicca noir dei fratelli De Angelis che insieme formano Footprints Games. Lo stile grafico da fumetto molto colorato e il carisma di Gallo sono due ingredienti che contribuiscono al successo del gioco. Leggetene di più nella nostra recensione. Sulla scia dei giochi ispirati alle avventure grafiche del passato troviamo Rogue Quest: The vault of the Lost Tyrant, un piccolo punta e clicca sviluppato da ExperaGameStudio che unisce uno stile in pixel-art a enigmi non troppo complessi ma comunque apprezzabili.

L’omaggio al passato arriva anche da The Hand of Glory di Madit Entertainment, un’avventura grafica di stampo investigativo. Il protagonista sarà Lazarus Bundy, un detective che nel corso delle sue investigazioni giungerà da Miami fino all’Emilia Romagna, alla quale è stato dedicato uno studio attraverso letture. A differenza dei tanti titoli del genere che hanno come fonte di ispirazione le opere della LucasArts, The Hand of Glory conta tra le sue ispirazioni Broken Sword, la serie sviluppata da Revolution Software che ha un occhio di riguardo verso gli eventi storici.

Blood Opera Crescendo di Kibou entertainment è un gioco realizzato con RPG Maker ma, invece di limitarsi alle classiche meccaniche e ai blocchi offerti dallo strumento, cerca di attingere alla serie di Phoenix Wright costruendo esteticamente ambientazioni curate e dall’atmosfera distinta. Ciò che ha catturato subito la nostra attenzione sono proprio l’atmosfera gotica e la storia intrigante che muove gli eventi del gioco: in un villaggio immaginario dell’Austria del 1700, una serie di raccapriccianti delitti sta diffondendo ondate di terrore. Le vittime vengono tramutate in strumenti musicali funzionanti. Toccherà a Heinrich Steiner, un ex direttore di orchestra, indagare su questi enigmatici delitti esplorando le aree in cerca di indizi.

Tra giochi di carte e corse

I giochi di carte in formato digitale si sono moltiplicati a dismisura negli ultimi anni. Una società importante come Games Workshop ha ben pensato di unire il fisico al digitale con Warhammer Age of Sigmar: Champions introducendo un’app che si integra con il gioco da tavolo, mentre molte grandi serie di videogiochi di successo sembrano puntare su spin-off virtuali basati sui giochi di carte. C’è chi lo ha già fatto in passato come Uncharted: Fight for Fortune, o in altri casi i loro tentativi si sono bloccati sul nascere come nel caso di Titanfall: Frontline. Oggi non più solo Yu-Gi-Oh!, PokémonMagic: The Gathering Arena e Hearthstone, ma la scelta si sta ampliando con The Elder Scrolls: Legends, Gwent: The Witcher Card Game e presto Artifact.

C’è un gioco però che per anni ha stuzzicato la fantasia degli appassionati: il Triple Triad di Final Fantasy 8. Dopo ben 16 anni è stato possibile giocarci singolarmente in vie ufficiali tramite l’applicazione Final Fantasy Portal, ma a livello di meccaniche non si è mai separato dall’essere un mini-gioco. Qui entra in campo Majestic di MoonWolf Entertainment che riprendendo l’ossatura base del Triple Triad, dove una carta può essere conquistata solo se il valore di attacco è maggiore di quello della carta dell’avversario, ha creato un gioco veloce da giocare ma con una strategia più profonda.

I giocatori possono creare anche i loro mazzi con un totale di 20 carte creatura e 10 carte equipaggiamento. All’inizio del match verranno estratte solo 5 carte creatura e 3 carte equipaggiamento, e nella fase di “mulligan” si potranno scartare tutte le creature ma una sola carta equipaggiamento. Si gioca a viso aperto contro l’avversario su una plancia formata da una griglia 3×3 che presenta degli elementi. Gran parte della strategia risiede anche nella scelta della plancia e del mazzo che può meglio sfruttare gli elementi, infatti posizionando una creatura dotata di elemento su una casella dello stesso tipo di potere, la carta riceverà un bonus su tutti i suoi valori d’attacco. Giocata invece su una casella con differente elemento causerà la rotazione dei valori di attacco fino a un massimo di 4 volte.

Redemption GCC di RedEvo Games, da non confondere con il gioco di carte a tema biblico di Cactus Game Design, è un titolo ambientato in un mondo à la Fallout. Nessuno ricorda la Catastrofe che ha permeato il mondo di radiazioni, ma sia i superstiti umani che le razze nate dalle contaminazioni, fanno riferimento al loro mondo come la Terza era. Ogni mazzo dovrà essere formato da una Carta Eroe e Carte Personaggio, quest’ultime sono quelle che vengono giocate in modo attivo dal giocatore che potrà scegliere in contemporanea con l’avversario quale abilità attivare. Ogni carta personaggio infatti presenta delle abilità, ma attivarle presenta dei costi che vengono pagati con parte delle risorse del Pool Energetico a disposizione. Fatte le proprie scelte durante questa fase le carte si scontrano in maniera automatica: se il valore costituzione di una carta scende a 0 questa viene sconfitta e l’avversario guadagna punti in base alla Fama della carta.

I giochi di corse, auto e moto sembrano essere nel DNA italiano. Una tradizione che fin dagli anni novanta Milestone ha portato avanti fino a oggi dove attendiamo RIDE 3. Sono diversi, però, gli studi italiani che si sono cimentati nel campo con ottimi risultati: Kunos Simulazioni con Assetto Corsa, 34BigThings con Redout, 3DClouds.it con All-Star Fruit Racing. Proprio il team di 3DClouds.it era presente in gran forze alla Milan Games Week per presentare Xenon Racer, racing game che punta molto sul design dei veicoli, sulla loro personalizzazione e su un sistema di guida basato sul drift. Il gioco propone diverse modalità come la carriera, divisa in 7 location per un totale di 40 circuiti. Potete approfondire le meccaniche con la nostra prova durante la Milan Games Week.

In fiera ci siamo lanciati nelle corse survival di Noiz sviluppato da Nage software House, un gioco che cerca di abbracciare un pubblico molto vasto anche non particolarmente avvezzo ai racing. Non si tratta solo di vincere la gara ma prestare attenzione anche a tutti gli eventi che si verificano sul tracciato. Potete leggere il nostro “provato” per un approfondimento.

Curva dopo curva siamo arrivati a GRAL in sviluppo presso Three Souls Interactive. Il titolo è disponibile in accesso anticipato su Steam e la versione completa punta a includere 6 modalità di gioco, 15 piste e 3 arene. Ci ha colpiti molto l’arsenale a disposizione e la possibilità di combinare i power-up per crearne di nuovi. Il Link Sinc Drive System è davvero uno strumento interessante. Abbiamo apprezzato anche le idee degli sviluppatori per renderlo un gioco di squadra, con la possibilità di personalizzare molti aspetti della propria Scuderia.

Roll Prix di Indie Construction – presente in fiera anche con il puzzle game Bacterica – è un gioco su pista a turni. Non so se vi è mai capitato di giocare con un gioco da tavolo chiamato PitchCar, ma il concetto è semplice: si monta una pista e si controllano delle pedine a forza di “schicchere”, nello stesso modo in cui probabilmente per anni avete giocato con le biglie al mare. Roll Prix riprende esattamente questo concetto: bisogna spingere delle palline dal punto di partenza al traguardo. Attualmente lo sviluppo non è completo, ma potrebbe rivelarsi un’idea carina da giocare con gli amici.

Giochi di piattaforme, azione e arcade

Caracal Games Studio, dopo l’open-world parkour medioevale di Downward, si sposta su ambientazioni dai toni più caldi con il platform vecchia scuola Okunoka previsto inizialmente per Nintendo Switch. Si tratta di un titolo dall’interessante level design a cui abbiamo dedicato un articolo di approfondimento. La natura portatile di Switch la rende la piattaforma perfetta dove poter giocare questo genere di giochi, non a caso Parallel di Polymad, un gruppo di studenti dell’Event Horizon School, è uno dei titoli già disponibili per la console della casa di Kyoto.

Nel gioco si potranno controllare due personaggi contemporaneamente o si potrà giocare in modalità cooperativa che è sicuramente la più indicata. L’area di gioco è divisa in due e le due metà non si incontrano, ma devono collaborare per risolvere i piccoli enigmi e giungere alla fine del livello. Se vi piacciono i giochi come ibb & obb potete dargli una chance.

Da studenti del Politecnico di Milano arriva invece D U S K, puzzle-platform 2D dove il giocatore impersona L’Errore, un robot malfunzionante in fuga. Nonostante ci saranno nemici da affrontare e saremo muniti di una pistola, in realtà non spareremo. La D U S K Gun è un dispositivo che può manipolare la luce per creare zone d’ombra all’interno delle quali nascondersi aprendo quindi a possibilità stealth. Lo stile può ricordare Limbo, ma crediamo che tra le influenze ci sia molto di Another World. Tra i platform che fanno un uso intelligente del buio e dei colori segnaliamo Another Sight, titolo che tratta della cecità con una gran sensibilità e di cui vi abbiamo già parlato in fase di recensione.

Uno dei titoli che ha attirato molta attenzione è Landflix Odyssey di Fantastico Studio. Parliamo di un titolo che si muove nell’ambito dei platform 2D con uno stile in pixel-art, ma è geniale nel riprendere la cultura pop seriale e trasformarla in mondi caratteristici che rispondono idealmente a quelli delle serie tv di riferimento. Durante una sessione di binge watching veniamo a conoscenza di una dimensione immaginaria parallela chiamata Landflix dove potremo ritrovare scenari ispirati a Game of Thrones, Daredevil, Breaking Bade molti altri. Nel mondo ispirato a Stranger Things – chiamato nel gioco Peculiar Stuff – potremo sfruttare il sottosopra per raggiungere porzioni di livello altrimenti impossibili da superare. Proseguendo nel gioco entreremo in contatto con particolari power-up, legati ai mondi che esploreremo.

Se siete in cerca di azione, su Steam è già disponibile GRODD, shoot ‘em up 2.5D sviluppato da CC_Arts. Si tratta di un titolo in pieno stile arcade anni ’90, difficile e frenetico. Lo sviluppatore ci ha detto che sta valutando in base ai feedback in che modo espandere l’offerta già attuale, quindi continua a lavorare sul progetto anche dopo la sua pubblicazione. Abbiamo apprezzato alcuni effetti visivi, come lo schermo che si danneggia in base al numero di colpi che prendiamo o il rallentamento dell’azione quando attiviamo l’attacco speciale.

Guntastic è il primo titolo in sviluppo per Ludicrous Games, un divertente gioco sparatutto arcade tra più giocatori in arene con personaggi folli e armi di vario tipo a seconda delle caratteristiche – tipo di colpo, range. È un titolo spensierato che potrà mettere fine alle vostre amicizie come prima di lui hanno fatto l’italiano In Space We Brawl di Forge Reply e il fenomenale Towerfall Ascension di Matt Makes Games. I combattimenti in volo sono invece al centro di Fly Punch Boom di Jollypunch Game, un titolo che fa della caricatura un elemento distintivo. Il titolo si ispira infatti alle esagerate scene di lotta degli anime e dei cartoni animati con pugni caricati, esplosioni e lanci degli avversari come razzi sparati senza controllo.

Botte da orbi vanno in scena in Exit Limbo di Virtual Craft, un picchiaduro a scorrimento orizzontale dalla grafica curata ambientato tra le strade di una Modena violenta e a tinte “punk”. Il protagonista è un rinoceronte antropomorfo che dovrà affrontare altri animali in forma umanizzata, un versione che nasce dall’inconscio del protagonista. Potrà piacere a chi ha passato le sue giornate su Cadillac and Dinosaurs o Streets of Rage. Dai tratti post-apocalittici troviamo anche Hal di Beargames Studio, dove nei panni del disinfestatore Hal dovremo scoprire cosa è successo alla cittadina visto che non ne abbiamo memoria – la perdita di memoria è un espediente molto utilizzato in questa MGW. Sarà necessario ancora un bel po’ di sviluppo ma abbiamo potuto già vedere un sistema basilare di crafting e le fasi di esplorazione e ricerca oggetti utili.

Narrativa e avventura

I giochi con una forte componente narrativa dividono spesso il pubblico: da una parte c’è la convinzione che non si tratti di giochi, dall’altro ne vengono apprezzate le qualità e le tematiche spesso difficili che cercano di mettere in luce. Giochi come The Town of LightLast Day of June sono solo due esempi di titoli, per restare in Italia, che a modo loro si fanno carico di raccontare storie delicate. The Suicide of Rachel Foster di 101%  si colloca esattamente in questo filone e già in occasione della Gamescom ve ne avevamo sottolineato l’impatto suggestivo.

A sottolineare un tema attuale molto caldo per gli eventi politici mondiali ci pensa Vanth Studio con Emigrant Song, gioco che dovrebbe debuttare su Steam nel 2019 e che è ambientato nella New York degli anni ’20 in pieno periodo emigrazioni soprattutto dall’Italia. Gli Stati Uniti d’America in quegli anni rappresentavano la terra dalle mille opportunità in confronto alla fame e alla miseria che la guerra aveva lasciato, e per molti italiani, come il protagonista del gioco, immigrare voleva dire sopravvivere e poter vivere il proprio sogno. Nel suo fagotto pochi spicci e con sé un mandolino a ricordargli le sue origini. Il gioco mescola rythm game e narrazione attraverso scelte che permetteranno di plasmare il futuro indirizzandoci verso una carriera piuttosto che un’altra.

Dagli anni ’20 ai salti temporali di Reverse: Time Collapse di Meangrip Games Studios è un attimo: gli eventi storici del passato sembrano essere una fonte di ispirazione molto forte. Uno scienziato, un giornalista e un agente segreto viaggeranno dalla New York del 2047 molto ispirata alle opere di Philip K. Dick – Ubik su tutte – a quella del 2001, fino ad arrivare alla Dallas degli anni sessanta. Non sono date casuali ma precisi eventi storici che insieme ad altri luoghi caratteristici e personaggi chiave sono stai pensati anche con una funzione educativa.

Uno degli aspetti più curiosi del gioco è la possibilità di interagire dal presente attraverso un’applicazione da scaricare sul proprio smartphone. Gli sviluppatori hanno definito questo tipo di esperienza “meta-realtà” perché non solo giochiamo controllando personaggi in diverse epoche storiche, ma agiamo direttamente in prima persona. Ci sono state mostrate le risoluzioni di due puzzle, in particolare in uno dovevamo scansionare una foto presa da Google immagini in cui era immortalato l’assassinio di Kennedy.

Red Koi Box è un piccolo studio di sviluppo nato nel 2017 che con The Iris Project si sta lanciando nella creazione di un gioco di avventura fantascientifico in prima persona con una storia che dovrebbe evolversi livello dopo livello con tanto di finali alternativi. Le meccaniche sono più vicine ai puzzle game e ricordano Portal in particolar modo perché dovremo combinare di volta in volta diversi approcci con la differenza che la storia avrà i toni del thriller. A scelte multiple è anche Football Drama di Open Lab Games, gioco al contempo narrativo, manageriale e di deck building sull’epica del gioco del calcio. Potete scoprirne di più nell’approfondimento che gli abbiamo dedicato.

Lost Paradise di Stigma Studios è un action game in terza personacon un sistema di combattimento dinamico che permette di concatenare gli attacchi in bellissime combo e al tempo stesso permette di approcciare lo scontro dalla distanza. È un gioco di cui seguiamo lo sviluppo da ormai tantissimi anni, infatti prima ancora di passare alla denominazione Lost Paradise, si trattava di un gioco in prima persona indirizzato all’esplorazione di misteri e scelte che influivano sul mondo di gioco. È sempre interessante vedere come si evolvono le idee dietro a un gioco e quanta differenza fa trovare il giusto team a supporto.

È stata una Milan Games Week Indie molto intensa e ricca di giochi. Anche se molti titoli avevano già fatto la loro apparizione sia nelle edizioni precedenti della fiera che negli eventi dedicati allo sviluppo come Svilupparty o nelle fiere internazionali, è stato un momento di confronto tra pubblico e sviluppatori molto importante che dimostra che in Italia c’è spazio, voglia e capacità sia di sviluppare prodotti di qualità che interesse a comprenderli e accettarli da parte dei consumatori.

Molti giochi provati alla Milan Games Week sono già disponibili su smartphone. Su Amazon trovi a un prezzo scontato lo smartphone Razer per il gaming.