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PlayStation 5 | Recensione, la console più veloce di sempre

PlayStation 5
Processore
8 Core Zen 2 - 3.5GHz
Processore Grafico
10.28 TFLOPs, 36 CUs a 2.23GHz (variabile)
Archiviazione
825 GB SSD
Lettore
4K UHD Blu-ray
Connettività
WiFi 6 - Ethernet - Bluetooth 5.0
Pagina 1: PlayStation 5 | Recensione, la console più veloce di sempre

Play Has No Limits

Ci siamo dunque, PlayStation 5 è finalmente arrivata qui tra noi. La console di nuova generazione di casa Sony. PS5 promette, non solo di immergerci in mondi più dettagliati e immersivi, ma anche di innovare, grazie ad alcune tecnologie uniche che puntano a cambiare il nostro modo di giocare.

Sony arriva da una generazione eccezionale, dove sono state vendute più di 120 milioni di PS4, annichilendo la concorrenza e gettando le basi per un futuro più roseo che mai. Questo successo, però, non è arrivato dal nulla ma è stato il frutto di anni di fatiche, esclusive di spessore e, soprattutto, per merito di una console ben bilanciata, in grado di equilibrare potenza, innovazione e un ottimo rapporto qualità/prezzo.

Questa generazione, tuttavia, partirà in maniera diversa: la concorrenza è ritornata in pista ed é più agguerrita che mai. É quindi fondamentale che l’azienda giapponese non perda la bussola come successo agli inizi della generazione di PS3. Bisogna necessariamente continuare a sviluppare esperienze cinematografiche di livello, contornando il tutto con caratteristiche uniche e tecnologie in grado di convincere i consumatori a preferire PlayStation 5, anche nel lungo periodo.

Sony, pur credendo nel cloud e nei servizi, non vuole ancora discostarsi dalla propria idea classica di ecosistema interno, relegando le proprie esclusive soltanto su PS5 e limitandosi a proporre, saltuariamente, alcuni dei suoi titoli first party anche su PC, spingendo successivamente all’acquisto della sua console.

Questo importante fattore genera un’altrettanta importante realtà: PS5 è una di quelle macchine da gioco che non si può non acquistare se si vuole fruire dei suoi titoli esclusivi. Questa è la vera forza di PlayStation: un insieme di produzioni importanti, iconiche e varie, impossibile da trovare altrove.

Recensione PS5

Questo punto è legato a doppio filo con l’hardware della console, pensato non per essere il più performante in assoluto ma per rivelarsi quello più bilanciato nei confronti delle proprie produzioni interne. Queste ultime, infatti, sono ormai divenute dei veri e propri mezzi di traino per il pubblico e per lo stesso brand PlayStation, ormai considerato un fenomeno culturale, praticamente irraggiungibile.

PlayStation 5 è quindi una piattaforma che vuole essere, prima di tutto, una console vecchio stampo: Legata ai suoi giochi, e alla loro iconografia culturale, senza lasciarsi trasportare da un mercato che sta chiaramente cambiando, prendendo strade diametralmente opposte. Nelle ultime settimane in sua compagnia, l’abbiamo vissuta come appassionati e come giocatori, analizzandola dal punto di vista tecnico, ma anche e soprattutto, da quello esperienziale.

Senza girarci troppo attorno, possiamo già rassicuravi, confermandovi che PlayStation 5 è una console che non può assolutamente mancare nelle vostre case. Sony ha svolto un lavoro certosino, realizzando una macchina, non solo ben pensata a livello di performance, ma anche innovativa e velocissima, dove le esclusive promettono di essere ancora una volta il perno centrale dell’esperienza.

Specifiche Tecniche

Dal punto di vista prestazionale, PS5 è un passo in avanti notevole rispetto a PS4 e PS4 PRO. Grazie alla collaborazione con AMD, abbiamo un’APU con architetture ZEN 2 ed RDNA 2 custom, oltre che all’introduzione di un veloce SSD, che non migliora solo i tempi di caricamento, ma che promette di cambiare e innovare il game design all’interno delle esperienze videoludiche.

Recensione PS5

La GPU è da 10.28 TFLOP con 36 CU. Queste compute unit viaggiano ad una velocità in frequenza variabile di 2.23 GHz. Come potete constatare si tratta di una frequenza dinamica, che quindi può cambiare a seconda di estrema necessità. Ciò cosa significa? Nel momento in cui l’APU comincia a generare troppo calore, la frequenza si abbassa, adattandosi alle situazioni. È essenziale sottolineare che Mark Cerny ha promesso una frequenza piuttosto costante, anche grazie a una sistema di dissipazione – che vedremo successivamente – piuttosto interessante, che sfrutta un enorme dissipatore ad aria oltre che un originale sistema a metallo liquido. Una frequenza così alta potrebbe dare molto in termini tecnici ai videogiochi, tuttavia andrà valutata sul lungo periodo.

Negli ultimi mesi si è molto parlato dell’architettura della GPU. Oggi possiamo ufficialmente concludere, anche grazie alle conferme di AMD, che si tratta di un’architettura RDNA 2 custom; più nello specifico parliamo di un ibrido tra RDNA 1 ed RDNA 2, con alcune tecnologie esclusive di Sony, che sfruttano Primitive Shader e il ray tracing. Cosa manca rispetto ad RDNA 2 quindi? Supponendo il fatto che non se ne sia parlato, è possibile che la GPU di PS5 non abbia il supporto al VRS e a tutto ciò che è correlato. Non una grossa perdita sia chiaro, anche perché è possibile che sfrutti un sistema realizzato dagli stessi ingegneri Sony. magari con nomi e terminologie differenti.

La CPU 8 Core Zen 2 da 3.5 GHz, come nel caso di Xbox, è un passo in avanti fondamentale per i videogiochi. Finalmente gli sviluppatori potranno osare di più, creando mondi più grandi, intelligenze artificiali migliori e soprattutto una fisica più avanzata. Per la RAM, invece, Sony ha deciso di intraprendere una strada più classica con 16 GB di RAM GDDR6 con velocità di banda di 448 GB/s. Questa RAM permetterà di vedere texture in alta risoluzione in maniera più costante rispetto a prima.

Recensione PS5

Ovviamente arriviamo al vero salto, che cambierà per sempre il modo di fruire i videogiochi sulle console: l’SSD. Quello di PS5 è particolarmente veloce, spingendosi con un Throughput I/O da 5.5GB/s in raw, fino a 8-9GB/s in compresso. Su PC stiamo cominciando già a vedere questi SSD PCI 4.0, ma la differenza sta nell’ottimizzazione hardware e di quello che Mark Cerny, e i suoi ingegneri, hanno creato. L’SSD è parte fondamentale di tutto il sistema e influisce in qualsiasi operazione tecnica della macchina, riuscendo a essere sfruttato al 100% delle sue potenzialità.

Una caratteristica che potrebbe cambiare per sempre il modo di sviluppare i videogiochi, portando di riflesso benefici anche al mercato PC, dove gli SSD, pur migliorando, non vengono mai sfruttati al massimo, non riuscendo ancora a soverchiare l’utilizzo degli HDD. Con la possibilità, invece, di poter programmare videogiochi solo su SSD, vedremo esperienze come Ratchet & Clank Rift Apart, dove sarà possibile cambiare mondo di gioco in neanche mezzo secondo.

Tutto questo non può che confermare il fatto che PS5 è una console che, sulla carta, risulta essere la più veloce mai costruita, dando vita a giochi privi di caricamenti. Purtroppo queste enormi performance costano parecchio e di conseguenza non abbiamo un SSD da 1Tb ma solo da 825 GB, di cui 667 GB realmente utilizzabili per i giochi. Fortunatamente PlayStation 5 permette di espandere la memoria tramite uno slot SSD NVMe classico, che supporterà numerosi SSD PCI 4.0 nel corso dei prossimi anni.

È dovuta una piccola parentesi per il chip audio. PS5 non supporta Dolby Atmos – e neanche Dolby Vision – ma come nel caso della GPU, sfrutta tecnologie interamente proprietarie. Gli ingegneri hanno lavorato al Tempest Engine, un chip audio 3D che permette, oltre ad un suono più realistico e complesso, anche di poter ottenere il massimo rendimento da headset, o sistemi audio, non obbligatoriamente di alto livello. Dal canto nostro possiamo dire di non aver notato differenze particolari rispetto a PS4 ma è molto probabile che ancora debbano arrivare titoli in grado di esaltarlo realmente.

Recensione PS5

Arriviamo alle porte presenti sulla console. Nella parte frontale possiamo trovare il pulsante di avvio e quello per espellere il disco dal lettore 4K UHD Blu-Ray. Poco sopra Sony ha disposto una porta USB A per la ricarica del controller – il cavo è presente dentro la confezione – e una porta Type-C per la ricarica rapida o utile per alcuni dongle WiFi. Da questo punto di vista, l’azienda giapponese ha avuto una saggia idea: introdurre una porta ad alta velocità consentirà ricariche più veloci, ma anche il supporto a determinati accessori come gli SSD esterni.

Nella parte posteriore ci sono altre due porte USB A 3.2, una porta HDMI con supporto 2.1 per il 4K a 120Hz – non supporta i 1440p –, e l’upscaling 8K, una porta Ethernet – immancabile – e una porta per l’alimentazione.

Recensione PS5

Design

Come nel caso di Xbox, viene difficile giudicare oggettivamente l’estetica di PlayStation 5, di conseguenza lasciamo a voi ogni considerazione in merito. Ma, come sempre, possiamo analizzare del suo design, ispirato e fortemente proiettato nel futuro.

Non si può dire che PS5 passi inosservata. Per la prima volta in assoluto Sony ha optato per una colorazione bianca sin dal day one, dove il blu dei led e il nero della parte lucida centrale generano un piacevole contrasto visivo. La parte lucida non ci ha pienamente convinto, sia perché è soggetta a diverse ditate sia per il fatto che c’è il forte rischio che rimangano dei graffi nel corso del tempo; forse sarebbe stato meglio tenerlo opaco come le paratie.

Ci sono però delle considerazioni importanti da fare in merito alla sua grandezza. PS5 è imponente, statuaria, forse anche troppo. Le dimensioni di 39 centimetri di altezza, 26 centimetri di profondità e 10,4 centimetri di larghezza confermano una piattaforma eccessivamente grande, soprattutto nel momento in cui si decide di posizionarla in orizzontale, una scelta che costringe inevitabilmente a riservare diverso spazio solo per lei.

Recensione PS5

In verticale prende tutta un’altra forma, ergendosi come una splendida torre d’avorio. Anche in questo caso, però, parliamo di una console piuttosto ingombrante, soprattutto a causa di un piedistallo, tutt’altro che intuitivo, che aumenta la larghezza della console anche in questa posizione. La base serve necessariamente per non far scivolare PS5 nelle sue due posizioni, oltre che favorire una corretta ventilazione quando posizionata verticalmente. Inoltre, se in orizzontale basta fissarla con le sue alette ad incastro, in verticale è necessario avvitarla usando una moneta o un cacciavite a taglio. Non parliamo di un’operazione complessa ma, come già detto, non è neanche un’azione troppo intuitiva. Per una console da gioco, che solitamente ci aspettiamo sia plug & play, indubbiamente si potevano studiare soluzioni più eleganti.

Non comodissimo, ma a nostro parere più funzionale, è lo slot d’espansione SSD NVMe, presente, come detto in precedenza, sotto la paratia destra della console. Entrambe le coperture possono essere rimosse facilmente e senza difficoltà, chiara testimonianza delle diverse personalizzazione che si potranno applicare in futuro. Lo slot va svitato con un cacciavite e successivamente è possibile da subito introdurre un SSD PCI 4.0 supportato. Non intuitivo, vero, ma nemmeno così scomodo.

Un’altra cosa importante da sottolineare è che, rimuovendo le plastiche, è possibile scorgere anche la ventola. Questo significa che, oltre ai fori dedicati alla raccolta della polvere depositata all’interno della macchina, la pulizia con una bomboletta ad aria compressa è decisamente facile rispetto a quanto visto in passato con PS4. Ottimo lavoro Sony.