Non è certo la prima volta che vi parliamo in queste pagine di Spellcasters Chronicles. Già qualche mese fa, infatti, avevamo scritto le nostre prime impressioni dopo aver provato in anteprima il futuro titolo di Quantic Dream, – sì, proprio la Quantic Dream a cui dobbiamo Heavy Rain e Beyond Due Anime – raccontandovi di un simil MOBA particolarmente interessante.
Complice la nuova closed beta del gioco, che si è tenuta tra il 29 gennaio e il 2 febbraio, abbiamo avuto l’occasione di immergerci nuovamente nel gioco e siamo ora pronti a raccontarvi qualcosa di più su esso.
Novità e migliorie
Rispetto al nostro primo approccio con Spellcasters Chronicles ci siamo questa volta trovati dinnanzi un’esperienza decisamente più corposa e arricchita sotto diversi punti di vista. In questa closed beta, infatti, abbiamo potuto scontrarci con gli altri stregoni in una nuova mappa dalle ambientazioni nordiche e utilizzare una decina abbondante di nuove abilità tra evocazioni di minion e magie.
La nuova arena, che prende il nome di Coste nordiche di Valm, è ad esempio caratterizzata da cinque differenti corsie, nelle quali scontrarsi con la squadra avversaria per il loro controllo. Le magie introdotte, ossia Pioggia di fuoco, Granata velenosa, Infusione di ghiaccio, Infusione di fuoco, Sacrificio e Resurrezione, si sono rivelate essere particolarmente varie e in grado di tornare particolarmente utili sia in fase di supporto che durante l’offensiva.
Cinque, invece, le evocazioni inedite con cui abbiamo potuto fare la conoscenza qualche giorno fa, tutte molto interessanti e dotate di caratteristiche uniche. Impossibile non citare infine i tre nuovi edifici, Nido di arpie, Bastione e Balista, che rendono le partite ancora più varie e colme di variabili.
Oltre a tutte queste aggiunte al sistema di gioco, farà poi molto piacere sapere a tutti coloro che già hanno provato Spellcasters Chronicles in passato che Quantic Dream ha lavorato molto duramente anche sull’ottimizzazione del titolo. Rispetto a prima, infatti, i requisiti tecnici su PC sono ora meno impattanti, con i 32 GB di RAM necessari che sono diventati 16 GB, e le prestazioni sono state sensibilmente migliorate.
Battaglie tra maghi
Al netto di queste comunque importanti novità, Spellcasters Chronicles ci ha restituito anche in questo secondo appuntamento le buone impressioni che avevamo avuto in passato. La formula escogitata da Quantic Dream per questo simil MOBA fatta di magie, incantesimi e, soprattutto, evocazioni, ci è insomma parsa anche questo giro particolarmente valida e pronta per il lancio ufficiale del titolo atteso per il prossimo 26 febbraio.
Nonostante la profondità data da svariati eroi differenti con relative magie, il gioco rimane poi particolarmente accessibile e, a differenza di altri esponenti del genere, si riesce a dare un apporto al match anche durante le prime battaglie senza avere una larga esperienza sulle spalle. Chiaro poi come per competere seriamente sia necessario comprendere a fondo tutte le peculiarità e le caratteristiche del titolo, ma se volete divertirvi ogni tanto senza impegnarvi troppo sembra proprio che con Spellcasters Chronicles sarà possibile farlo.
Sebbene si basi su meccaniche e dinamiche ben conosciute dagli amanti del genere, vedi ad esempio il controllo delle corsie e il dover conquistare le zone controllate dagli avversari, il focus sugli stregoni e le loro abilità riesce poi a rendere il tutto vario e convincente. Le partite si traducono infatti spesso e volentieri in scambi magici a non finire con creature di ogni tipologia che si scontrano in ogni zona della mappa e che culminano con l’evocazione di grossi e imponenti titani.
A rendere il tutto più interessante è il fatto che le abilità dei vari eroi, quindi magie ed evocazioni, possono essere personalizzate prima di ogni partita proprio come come se stessimo gestendo un mazzo di carte e dovessimo trovare la combinazione più congeniale al nostro stile di gioco. Immancabili, poi, le varie skin differenti per ognuno dei personaggi, alcune delle quali davvero riuscite.
Spellcasters Chronicles: in conclusione
Nella manciata di partite che siamo riusciti a fare durante questa seconda closed beta Spellcasters Chronicles ci ha convinto e, sebbene permangano alcuni difetti come una gestione della telecamera che diventa incerta nei momenti più confusionari, noi ci siamo sicuramente divertiti.
Non resta quindi che attendere ancora qualche settimana per vedere se questo cambio di rotta improvviso di Quantic Dream si rivelerà vincente. Per ora le impressioni, pur con qualche riserva, sono positive.