Square Enix mette fine alle speculazioni sulla qualità grafica del terzo capitolo della trilogia di Final Fantasy VII Remake. Il director Naoki Hamaguchi ha voluto rassicurare i fan preoccupati che l'espansione multipiattaforma del progetto non comporterà alcun downgrade visivo, confermando che lo sviluppo continua a puntare sulle configurazioni PC di fascia alta come riferimento principale per la creazione degli asset.
Durante un'intervista con Automaton, Hamaguchi ha affrontato direttamente le preoccupazioni della community riguardo l'impatto delle versioni per Xbox Series S e Nintendo Switch 2 sulla produzione del gioco. Il director ha sottolineato che entrambe le versioni hanno generato un'accoglienza straordinaria e grande attenzione online, ma che questo interesse ha anche portato alla luce i timori di molti giocatori sulla possibile riduzione della qualità visiva. Una questione che lo sviluppatore ha voluto chiarire senza mezzi termini, dichiarando che la struttura di sviluppo del team semplicemente non funziona in quel modo.
La filosofia produttiva del team si basa su un approccio top-down che privilegia le piattaforme più potenti. Gli asset tridimensionali vengono creati inizialmente per il mercato PC, considerando configurazioni hardware di fascia alta, per poi essere ottimizzati e ridotti progressivamente per le console di attuale generazione come PlayStation 5 e PS5 Pro, e successivamente adattati per le piattaforme con specifiche tecniche inferiori. Questo metodo di lavoro rappresenta uno standard sempre più diffuso nell'industria videoludica tripla A, dove il PC diventa il punto di riferimento per la qualità massima raggiungibile.
Hamaguchi ha evidenziato come la crescita del gaming su PC in Giappone, seppur graduale, sia stata completamente eclissata dall'esplosione del mercato occidentale. La serie Final Fantasy VII Remake ha registrato vendite eccellenti su piattaforme digitali come Steam ed Epic Games Store, confermando l'importanza strategica di questa fascia di mercato per Square Enix. Il director ha fatto riferimento alle discussioni sorte al lancio di Final Fantasy VII Rebirth, quando molti giocatori notarono che la versione PC offriva una qualità grafica superiore rispetto a quella PlayStation 5, specificando che questo principio rimarrà invariato per il capitolo conclusivo della trilogia.
I numeri della serie parlano chiaro: a marzo dello scorso anno il franchise di Final Fantasy aveva superato i 200 milioni di copie vendute a livello globale, con Final Fantasy VII Remake che da solo aveva raggiunto quota 8,7 milioni di unità. Nonostante questi risultati impressionanti, Square Enix ha dichiarato pubblicamente che sia Rebirth che Final Fantasy 16 non hanno soddisfatto le aspettative commerciali dell'azienda, una situazione che ha probabilmente accelerato la decisione di abbracciare una strategia multipiattaforma più aggressiva per massimizzare il pubblico potenziale.
L'approccio di Hamaguchi rappresenta una controtendenza rispetto a quanto visto con alcuni titoli tripla A recenti, dove le limitazioni hardware delle console di fascia bassa hanno talvolta condizionato le versioni per piattaforme più potenti. La conferma che il terzo capitolo manterrà gli standard qualitativi dei predecessori dovrebbe tranquillizzare i giocatori PC e console di attuale generazione, mentre chi acquisterà il gioco su Switch 2 o Series S dovrà inevitabilmente accettare compromessi tecnici per poter godere dell'esperienza narrativa su hardware meno performante.