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Pro
- Colmo di battute e situazioni fuori di testa
- L'aggiunta dello skateboard è decisamente valida
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Contro
- Fasi shooting talvolta confusionare
- Su PC diverse cose da sistemare
Il verdetto di Tom's Hardware
Informazioni sul prodotto
Tra i titoli più fuori dagli schemi usciti negli ultimi anni è impossibile non annoverare anche High on Life. Il first person shooter di fine 2022 ideato niente meno che da Justin Roiland, il creatore di Rick and Morty, si è infatti rivelato essere una fucina di risate e situazioni scorrette, capaci di trascinare il giocatore in situazioni sempre più divertenti e fuori di testa.
Un’opera certo non perfetta ma assolutamente degna di nota e che ritorna ora a inizio 2026 con un seguito. Sarà riuscito High on Life 2 a mantenere lo stesso effetto sorpresa di quattro anni fa o era forse il caso per la saga di fermarsi al riuscito titolo d’esordio?
Da eroe a ricercato
High on Life 2 riprende dove ci aveva lasciato il primo capitolo, rigettandoci nuovamente nei panni di un cacciatore di taglie. Dopo tutti gli eventi passati, però, non siamo più dei semplici e sprovveduti novellini, ma dei veri e propri eroi invitati a partecipare a talk show e costretti a firmare autografi.
Un leitmotiv, ovviamente ridicolizzato alla grande dal gioco, che dura però gran poco. Dopo la divertente sequenza iniziale, infatti, ci troveremo presto a passare dall’altro lato della palizzata e a indossare il cappello del criminale intergalattico. Una semplice missione di soccorso per salvare nostra sorella Lizzie ci farà rimanere invischiati in un’organizzazione ecoterrorista volta a debellare i malvagi piani della Rhea Pharmaceutical, una multinazionale che ha come obiettivo quello di utilizzare gli umani come un mero ingrediente per un prodotto farmaceutico.
Unirsi alla causa di Lizzie e “colleghi” ci farà ovviamente diventare dei super ricercati, con tanto di immancabili cacciatori di taglie alle nostre calcagne. La narrativa del gioco, quindi, è decisamente differente rispetto a quella del primo episodio e si sposta questa volta sull’anti-capitalismo. Una scelta che, per quanto per alcuni possa sembrare al passo coi tempi o addirittura coraggiosa, si rivela in realtà un po’ troppo facile e inutilmente politica.
Fortunatamente tale decisione, così come l’addio di Justin Roiland di qualche anno fa, non rovina l’ironia del gioco, che risulta sempre pregno di battute e situazioni fuori di testa dall’inizio alla fine. Certo, alle volte l’impressione è che il troppo stroppia, ma è innegabile che High on Life 2 sia sotto tale punto di vista esattamente quello che ci aspettavamo e che desideravamo.
Ascoltare le scemenze delle nostre armi e le loro battute sporche mentre scorrazziamo in una mappa eliminando ogni minaccia possibile e immaginabile ci riporta infatti dietro all’adolescenza, dove ogni situazione era buona per inserirci qualcosa di scurrile e dove la serietà non si vedeva manco con il binocolo. Un qualcosa, insomma, che dovete tenere in mente fin dall’inizio, dato che se non apprezzate tale stile High on Life 2 vi stuferà molto probabilmente fin dalle prime ore.
Possibile in ogni caso ridurre tramite una comoda opzione del menu l’eloquenza delle nostre armi, ma si tratta pur sempre di una goccia, per quanto grande, nel mare magnum di follia e pazzia che permea ogni singolo aspetto del gioco.
Pistole parlanti e skateboard
Spostandoci ora sul gameplay, la vera grande novità di questo seguito è data dallo skateboard. Il versatile mezzo di trasporto ricopre infatti un ruolo fondamentale nell’economia di gioco e attorno a esso ruotano svariati aspetti di High on Life 2.
Le mappe del titolo, ad esempio, sono state costruite e plasmate per essere vissute con uno skateboard e sono di conseguenza colme di rampe, superfici e barre varie sulle quali sfrecciare veloci e in totale libertà. Tavola che potremmo poi anche usare in combattimento, scaraventandola sul muso di qualche sfortunato alieno, e personalizzare a livello estetico, modificandone motivo e colore degli accessori.
Il tutto funziona più che bene, ma non riesce però a convincere del tutto. Le fasi shooting, ad esempio, beneficiano sicuramente a livello di frenesia da tale aggiunta, ma soffrono al contempo in quanto a precisione e mordente. L’impressione è in particolare che sull’altare delle possibilità di movimento dello skateboard sia stata sacrificata almeno in parte la profondità del sistema di combattimento.
E il che è un vero peccato, anche perché i Gatlians, ossia le bocche da fuoco senzienti del gioco, sono in questo seguito parecchio in forma, sia sul piano della loquacità e della caratterizzazione che su quello più meramente ludico. Tra le aggiunte troviamo ad esempio un fucile in grado di lanciare arpioni elettrici e una pistola capace di creare piccole esplosioni, con anche buona parte del rooster del passato che fa il ritorno in questo secondo capitolo.
Tali abilità, oltre che in combattimento, tornano poi utili nelle fasi puzzle del gioco, dove ci verrà chiesto di sfruttare il nostro intero arsenale per aprirci qualche passaggio o raggiungere qualche zona all’apparenza inaccessibile. Nulla di incredibilmente complesso o articolato, sia chiaro, ma delle sezioni ben pensate per spezzare il ritmo tra un combattimento e l’altro.
Un plauso bisogna in ogni caso farlo a Squanch Games, che di tanto in tanto nella decina abbondante di ore necessarie per vedere i titoli di coda del gioco riesce a tirare fuori il cosiddetto coniglio dal cilindro. Tra una boss battle direttamente nelle impostazioni del gioco fino a un’investigazione che ci fa sentire dei novelli Hercule Poirot i colpi di genio della software house sono infatti notevoli e valgono quasi da soli il prezzo del biglietto.
Una situazione in divenire
Quello che non ci ha completamente soddisfatto è invece l’aspetto tecnico, almeno su PC. Sia chiaro High on Life 2 è anche bello da vedere e non ci siamo imbattuti in enormi cali di framerate, ma durante la nostra prova il titolo è crashato ben più di una volta e lo stuttering ci ha accompagnato in buona parte della nostra avventura. Il dover aspettare dopo ogni crash la ricompilazione di tutti gli shader, poi, non è stato sicuramente il punto più alto della nostra esperienza.
Abbiamo aspettato qualche giorno dopo il day one per pubblicare questa recensione, nella speranza che la situazione potesse migliorare, ma, nonostante qualche passo avanti, oggi sono ancora diversi gli interventi a livello di ottimizzazione necessari per rendere High on Life 2 meritevole anche sul piano tecnico della grande ironia che ne permea ogni altro aspetto.