Serum, un survival game che va contro il tempo | Provato

Abbiamo provato la demo di Serum, videogioco survival in prima persona in cui dovremo fare una vera e propria corsa contro il tempo.

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a cura di Giulia Serena

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Carpe Diem è una delle locuzioni latine più utilizzate, ma cosa succederebbe se dovessimo davvero sfruttare ogni attimo della nostra vita come se fosse l'ultimo? Game Island e Toplitz Productions provano a rispondere a questo quesito con Serum, videogioco survival in prima persona che, prendendo ispirazione dalla pellicola "In Time" con un giovane Justin Timberlake, mette al polso del protagonista un timer che conta i secondi rimasti prima che il siero iniettatogli smetta di fare effetto, portandolo alla porte.

Abbiamo avuto modo di provare la demo del gioco, la quale è stata resa disponibile qualche giorno fa durante lo Steam Next Fest, per cui di seguito vi racconteremo quelle che sono state le nostre prime impressioni a riguardo. Vi anticipiamo, però, che parliamo di un'opera che ha decisamente ancora bisogno di molto lavoro prima di essere meritevole di essere giocata; insomma, un work in progress, tanto che non è ancora stata fissata una data di rilascio ufficiale.

Una corsa al minuto

In Serum vestiremo i panni di Adam, un uomo che si è prestato come cavia per un'azienda farmaceutica, testando i loro medicamenti e in particolare il "Siero", l'unica sostanza capace di contrastare gli effetti della nube tossica che sta avvelenando la Terra. Ebbene, egli avrebbe dovuto fare ritorno alla sua famiglia, composta dal figlio e dalla moglie, ma qualcosa è andato terribilmente storto: si ritrova in un luogo sconosciuto, privo di presenze umane tranne quella di una voce proveniente da un walkie-talkie. Questa voce, appartenente a un certo Richard, sembra offrire una via di fuga, ma solo se Adam sarà disposto a seguire le sue istruzioni. Sarà in grado di farlo?

L'avventura di Serum prende il via con una serie di obiettivi semplici: non lontano dalla posizione iniziale di Adam si trova un rifugio abbandonato al cui interno è custodita una macchina contenente del siero che il protagonista può iniettarsi liberamente per guadagnare dieci preziosi minuti di vita. Un timer sul suo braccio lo informa del tempo residuo, spingendovi a monitorarlo attentamente e frequentemente.

Gli appunti lasciati da chi lo ha preceduto offrono ulteriori informazioni sul contesto, tanto che Adam apprende anche come produrre il siero da solo, raccogliendo i tre ingredienti disponibili nelle vicinanze e attivando le classiche meccaniche da survival, basate sull'approvvigionamento di oggetti e risorse utili per produrre armi ed equipaggiamento. 

Un comparto tecnico carente

Poco dopo, Richard, la misteriosa voce al walkie-talkie, conduce Adam lontano dal sicuro rifugio, verso la natura selvaggia. È qui che egli affronta i primi animali selvatici: insetti giganti, abbattibili con un solo colpo, e felini di dimensioni maggiori, più ostici da sconfiggere. Per abbatterli dovrete sfruttare un'ascia da costruire con l'apposito tavolo per il crafting, ma i combattimenti si sono rivelati alquanto caotici e deludenti, sia per dei problemi nel sistema di rilevamento dei colpi che per quanto riguarda l'intelligenza artificiale dei nemici a dir poco scarsa.

Gli scontri, però, non sono l'unico problema tecnico di Serum: sebbene graficamente sia abbastanza piacevole, con spazi all'aperto ricchi di vegetazione e baciati da raggi di sole che filtrano tra le fronde degli alberi, i pesanti cali di framerate rendono l'esperienza difficile da godere appieno. Per raggiungere i 30 FPS - e nemmeno stabili - durante la demo abbiamo dovuto selezionare le impostazioni grafiche al minimo e riavviarla, ma non solo: ci è capitato varie volte di incontrare bug considerevoli come il trapasso di muri e persino pavimenti, con il protagonista rimasto bloccato sotto la mappa e nessuna alternativa se non attendere lo scadere del timer e, dunque, la sua morte. 

Tirando le prime somme su Serum

In ogni caso, l'obiettivo finale di Serum è quello di fuggire da queste terre misteriose e ritrovare la propria famiglia. Riuscirà Adam nel suo intento? Lo scopriremo quando uscirà il titolo completo, ma ciò che possiamo dire per ora, sulla base della demo che abbiamo provato, è che ci troviamo dinanzi a un titolo decisamente incompleto a causa delle carenze sia tecniche che a livello di gameplay. Non resta, quindi, che attendere delle novità in merito nel corso dei prossimi mesi. 

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