PlayStation 4

State of Play: Riflessioni a mente lucida

Allo scoccare della mezzanotte del 9 maggio (ora italiana), i canali di Sony PlayStation hanno dato il via al nuovo appuntamento di State of Play, il recente format scelto dall’azienda di Tokyo per aggiornare stampa e appassionati sulle ultime novità.
Rispetto allo State of Play precedente, che ci aveva lasciato un po’ con l’amaro in bocca per mancanza di annunci succulenti legati alle maggiori esclusive PlayStation 4, l’ultimo appuntamento si è rivelato interessante, grazie alla presenza di nomi come MediEvil e Final Fantasy VII.
Eppure, tolto l’entusiasmo iniziale, cosa resta effettivamente di questo State of Play?
Ripercorriamo in ordine sparso gli annunci fatti la scorsa notte per capire meglio il futuro intrapreso da Sony.

I nuovi annunci di State of Play

La prima carrellata passa rapida e indolore. Assistiamo all’annuncio di Iceborne, nuovo DLC di Monster Hunter World, che – come si può intendere dal nome – ci porta in una nuova ambientazione in cui il ghiaccio e la neve sono i protagonisti assoluti.
Le basse temperature, i gelidi venti e le intemperie rappresentano un nuovo habitat per creature mai viste prima, ognuna di essa capace di sfruttare l’impervia natura a proprio vantaggio.
Il grado di sfida sembrerebbe alto, enfatizzato dall’aggiunta di nuovi mostri, nuove storie e nuove atmosfere. Abbiamo pure la data: Iceborne arriverà il 6 settembre 2019.
Sicuramente una notizia che rende felici tutti gli affezionati di casa Capcom, che sul finire dell’estate avranno una nuova e appetibile scusa per riprendere la caccia.

Dai mostri famelici di Monster Hunter World passiamo agli eroi adorabili di Riverbond, un dungeon crawler in arrivo questa estate su PlayStation 4.
Ciò che cattura è la grafica in stile voxel, quindi ambientazioni e personaggi sono particolarmente colorati e squadrati.
L’obiettivo sarà quello di avanzare nei dungeon e farsi strada tra le orde di nemici a suon di fendenti. Sembra che l’ambiente giocherà un ruolo importante, dato che dal trailer è evidente l’alto grado di interazione con esso.
Sarà possibile giocare in co-op locale fino a un massimo di quattro giocatori. Inoltre, per rendere ancora più appetibile il look dei personaggi, saranno presenti otto originali skin tratte da giochi PlayStation come Psychonauts, Guacamelee, Bastion, Shovel Knights, e altri. Come riportato su PlayStation Blog da Vanessa Chia, cofondatrice e direttrice artistica di Cococucumber, Riverbond è un gioco dalla forte essenza retro ma con delle caratteristiche moderne.

Il terzo gioco entrato in scena è una novità, perché parliamo di un capitolo dedicato a uno degli alieni più potenti e paurosi della cultura pop. Stiamo parlando di Predator: Hunting Grounds, uno sparatutto multiplayer online asimmetrico. Questo vuol dire che una parte dei giocatori vestirà i panni di membri di una squadra d’elite armata fino ai denti, e un solo giocatore sarà Predator, con tutte le sua letali abilità annesse.
Un progetto partorito all’E3 dello scorso anno dal giovane studio di sviluppo Illfonic, e che ha trovato subito il benestare di Sony e di Fox, che parteciperà con una partnership allo sviluppo. Predator Hunting Ground sarà atteso nel 2020.

Infine, tra le novità assolute, troviamo Away: The Survival Series. Si tratta di un gioco dal concept particolarmente originale perché ci porta a vivere nei panni di un cucciolo di scoiattolo volante. Comandando il piccolo roditore, ci troveremo a vivere in prima persona la lotta per la sopravvivenza. È evidente la forte impronta realistica che gli sviluppatori, Breaking Walls, vogliono dare al titolo, proprio per darci la possibilità di vivere appieno le difficoltà quotidiane di un animale indifeso nel cinico mondo faunistico. Passeremo dunque da essere preda e predatore, a dover fuggire ai disagi naturali causati dall’uomo, attraverso una visuale in terza persona impostata però molto vicina al corpo del nostro protagonista, tanto da darci la sensazione di vedere un documentario naturalistico di alta qualità: il terriccio, la flora, così come la pelliccia, le squame o il piumaggio dei diversi animali presenti sono visivamente sopraffini.
Una proposta interessante ma forse troppo realistica per ottenere il massimo dei consensi.
Prima di passare al successivo paragrafo dedicato ai nomi noti apparsi ieri allo State of Play, vi ricordiamo che è stata annunciata anche una edizione limitata di PlayStation 4 a tema Days of Play.

I nomi grossi apparsi allo State of Play

Eccoci giunti ai pezzi forti mostrati allo State of Play: MediEvil e Final Fantasy VII. Riguardo al ritorno del celebre Sir Daniel Fortesque, il trailer diffuso all’evento ci permette di conoscere la data di uscita del remake: 25 ottobre 2019. In effetti, l’atmosfera spettrale di MediEvil ben si presta al periodo di Halloween.
Tuttavia, se ci soffermiamo un attimo, il MediEvil restaurato da Other Ocean Emeryville ci rimanda effettivamente all’originale creato da SCE Cambridge Studio nel 1998? In realtà la risposta è no. Una sensazione che ha colpito parte dell’opinione generale quando il remake venne mostrato lo scorso Halloween, e che è andata crescendo dopo il trailer dell’ultimo State of Play.

Le perplessità derivano dall’impatto visivo, in cui è evidente il lavoro di saturazione e illuminazione che permea l’intero restyling grafico. Se questo da un lato ci permette di avere delle forme più definite e curate dei vari elementi su schermo – siano essi personaggi o ambientazioni – l’effetto finale è quello di vedere MediEvil rubato della sua essenza macabra, che è ciò che lo rese famoso vent’anni fa. Il particolare stile tratto da Tim Burton, con i suoi poligoni spigolosi e i colori freddi, sembra essere scomparso nel remake, il che va a intaccare l’effetto nostalgia, che è quello su cui puntano mosse del genere, come abbiamo visto anche con la N. Sane Trilogy di Crash o la Reignited Trilogy di Spyro. Se però le tradizionali mascotte Sony sono state accolte tra le urla di giubilo dei giocatori più cresciuti, il remake di MediEvil sembra non avere lo stesso risultato, e il motivo probabilmente risiede in un lavoro grafico troppo certosino che va ad alterare l’essenza sporca ma tipica del regno di Gallowmere.

Lato gameplay, non abbiamo molto da dire senza una prova diretta, anche se è evidente come lo stile di gioco sia stato reso più fluido e veloce rispetto all’originale per essere in linea con i tempi.
E qui sorge un altro dubbio: la giocabilità di MediEvil è adatta alle nostre abitudini attuali? Non possiamo rispondere adesso, non prima di toccare con mano il remake, però i dubbi attualmente ci sono ed è difficile cedere totalmente alla gioia di poter rigiocare con uno degli eroi della nostra infanzia.

Siamo così giunti alla fine dello State of Play con Final Fantasy VII. Sebbene la sua presenza non fosse certa all’ultimo appuntamento Sony, era nell’aria che l’atteso capitolo di Square Enix avrebbe fatto capolino, grazie ai simpatici tweet reperibili dall’account ufficiale di Final Fantasy. E dunque bastano le prime note e le parole cristalline sullo sfondo nero per capire subito quello che da lì a poco apparirà davanti ai nostri occhi.
Compare Aerith, bellissima in viso, poi la scena passa a Cloud e Barret e all’operazione dell’Avalanche nel reattore di Midgar. Intravediamo anche Sephiroth, con i suoi capelli argentei, che si rivolge a Cloud tra le fiamme.
In particolare quest’ultima scena ci lascia presagire le variazioni di trama già annunciate in occasione del remake di Final Fantasy VII.
In generale, difficile restare con la mascella serrata dopo quanto visto: il design dei personaggi è di gran lunga migliorato rispetto a quanto visto precedentemente, con i lineamenti del viso e del corpo meno spigolosi e caricaturali, e molto più realistici. Crediamo sia impossibile non rimanere estasiati dallo sguardo verde vivo di Aerith.

In breve, Square Enix ancora una volta sa far breccia nei nostri cuori di videogiocatori nostalgici attraverso un comparto grafico di pregevole fattura. Ancora una volta, però, oltre alla galvanizzazione visiva, cosa resta? Del resto vediamo ancora una volte scene tratte dal prologo di gioco ambientato a Midgar, questo ci lascia presagire che lo sviluppo sia ancora in alto mare. Anche per commentare il gameplay non abbiamo materiale sufficiente per poterci fare un’idea sostanziosa di quello che sarà il core di Final Fantasy VII. È chiaro che il sistema a turni tipico nei primi dieci capitoli della serie è ormai una parentesi chiusa, per cui la settima fantasia guarderà alla quindicesima, dando al battle system una forte impronta action.

Questo non è assolutamente un male, dato che uno degli aspetti davvero riusciti di Final Fantasy XV è proprio il sistema di combattimento, che non è certo perfetto ed esente da critiche, ma risulta comunque godibile in termini di giocabilità.
Non riusciamo ancora a capire come le Materie, elemento chiave della progressione dei personaggi in Final Fantasy VII, saranno inserite in queste nuove vesti; non abbiamo ancora bene chiara la suddivisione a episodi che, per quanto lenta, ben si presta alla longevità di cui è caratterizzato Final Fantasy VII.
Insomma, rivedere Midgar e le fasi iniziali di gioco, seppur meraviglioso, ci lascia ancora una volta una serie di quesiti aperti.
A giugno arriveranno altre informazioni, ma difficile immaginare una data. Non vogliamo essere pessimisti, ma data l’esperienza di Final Fantasy XV e Kingdom Hearts III preferiamo andare con i piedi di piombo e restare lucidi senza lasciarci travolgere dalle emozioni.

https://www.youtube.com/watch?v=K8bk39BKlus

Concludendo, quest’ultimo State of Play è stato certamente interessante. Le nuove proposte come Predator: Hunting Ground, Riverbond e il DLC di Monster Hunter World: Iceborne si presentano come prodotti interessanti per specifiche nicchie di pubblico. Abbiamo Away: The Survival Series che con il particolare concpet potrebbe rivelarsi una piacevole sorpresa.
Paradossalmente, le uniche note dolenti provengono dai remake di MediEvil e Final Fantasy VII. Sono entrambi prodotti con una forte eredità, per questo le aspettative sono particolarmente alte, di conseguenza preferiamo mettere da parte l’entusiasmo iniziale nel vedere il ritorno di vecchi eroi con i quali siamo cresciuti, e porre in rilievo le perplessità.
Con E3 alle porte e la successiva Gamescom contiamo di avere più concretezze, ma per adesso cerchiamo di volare bassi.