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Tales Of Arise | Recensione

Tales of Arise si pone come il “capitolo della svolta” per la celebre saga di JRPG, che conta oramai tra le sue fila ben sedici capitoli rilasciati negli scorsi venticinque anni. Una serie che, al pari di esponenti più celebri in Occidente quali Final Fantasy e Dragon Quest, è sempre stata considerata dagli appassionati come un punto fermo per il genere e che nel corso di di oltre due decadi ha sperimentato con gli stili e le meccaniche di gioco, proponendo produzioni sempre diverse e in grado di attecchire su tipologie differenti di giocatori, arrivando a far crescere globalmente la popolarità del brand “Tales Of”.

Tales of Arise però non vuole semplicemente ricoprire il ruolo del “nuovo capitolo”, quanto più rompere con un passato fatto di arretratezze tecniche e sperimentazioni poco convincenti, provando a offrire una formula che riesca a soddisfare pienamente gli appassionati del genere, modellando una nuova identità per questa ventennale serie attingendo a quanto di buono è stato realizzato nei capitoli precedenti e ispirandosi ad altri “capisaldi” del genere.

Tales Of Arise

Abbiamo volutamente usato il condizionale perché Tale Of Arise, e ve lo anticipiamo subito, pur dimostrandosi un JRPG solidissimo, divertente e confezionato in maniera certosina, non riesce ancora nel compiere completamente quel salto tanto ambito da Bandai Namco.

I motivi, come analizzeremo qui di seguito, sono tutti da ritrovarsi nella volontà costante da parte degli sviluppatori di voler dare ai giocatori tutto quello che di bello è stato realizzato nel panorama JRPG odierno, finendo per non riuscire a incastrare ogni tassello al posto giusto. Non c’è da preoccuparsi però, al netto di alcune sbavature, Tales Of Arise è uno dei migliori capitoli mai realizzati per la celebre serie di Bandai Namco, se non proprio il migliore.

Tales of Arise

La leggenda della maschera di ferro

Trecento anni prima degli eventi narrati in Tales Of Arise le prosperità e le ricchezze del regno di Dahna vennero annientate nell’arco di una notte dal temibile popolo dei Renani, gli abitanti di una terra considerata da molti come “il paradiso degli Dei”.

Con le loro tecnologie all’avanguardia, i suoi soldati corazzati e i mostruosi Zeugle, i Renani soggiogarono il mondo di Dahna, suddividendolo cinque regni. Orbus Calaglia è uno di questi, governato dal tirannico Balseph, unico detentore del nucleo primario del fuoco. Da decenni delle fiamme incessanti bruciano questa landa arida, dove nulla può dare sollievo dal caldo infernale e dove il nostro protagonista, maschera di ferro, lavora come schiavo insieme a centinaia di altri Dehnani soggiogati dal popolo Renano.

Tales Of Arise

Il giovane maschera di ferro non ricorda nulla del suo passato, ne del perché si ritrovi quella pesante maschera sigillata attorno al volto e neppure del perché il suo corpo non riesca a provare dolore anche in seguito a ingenti ferite. L’unica cosa di cui è certo è che vuole proteggere gli schiavi Dehnani, proteggendoli quando e necessario dalle angherie dei soldati Renani. Un giorno, però, si ritrova suo malgrado ad aiutare una giovane ragazza di nome Shionne a fuggire dall’esercito Renano.

Un incontro che innescherà una serie di eventi che porteranno il giovane a cominciare a ricordare il suo passato e a stringere un’alleanza con Shionne per aiutarla a liberare il mondo di Dahna dal giogo dell’esercito Renano. Senza anticiparvi troppi elementi sulla storia di Tales Of Arise, possiamo dirvi che, come per quanto visto nei precedenti capitoli della serie, ci troviamo di fronte a un comparto narrativo piacevole e ben scritto, che punta tutto sulla caratterizzazione ricca di sfumature di grigio dei suoi personaggi.

Tales Of Arise

La costruzione del rapporto fra maschera di ferro (no, non volgiamo cedere agli spoiler anche se il suo vero nome è presente in ogni materiale pubblicitario rilasciato da Bandai Namco) e Shionne è ben strutturata e si evolve in maniera piacevole per tutto il corso dell’avventura. Le motivazioni che spingono i vari protagonisti a unirsi al duo, per fare fronte comune per liberare il regno di Dahna, sono narrate in maniera intelligente e il percorso di crescita compiuto da tutti i personaggi di Tales Of Arise, riesce nell’intento di tenere incollati i giocatori allo schermo.

Soggettivamente abbiamo sentito la mancanza, rispetto al precedente Tales Of Berseria, di tematiche più cupe e impegnate ma siamo coscienti che le atmosfere leggermente più disimpegnate, e velate di Shonen, offerte da Tales Of Arise, siano state la scelta migliore per far presa su di un pubblico più vasto. I fan di vecchia data non hanno nulla da temere poiché quelle agrodolci sensazioni che ogni capitolo della saga è in grado di instillare nei giocatori al termine dell’avventura, sono ancora fortemente presenti nella struttura narrativa del gioco.

Tales Of Arise

Abbiamo apprezzato l’occhio di riguardo, da parte degli sviluppatori, nel non voler appesantire eccessivamente l’esperienza finale per i nuovi giocatori che si vorranno approcciare alla serie, utilizzando il semplice escamotage delle “scenette” per offrire la possibilità di ridurre il numero di dialoghi “riempitivi” all’interno del gioco, lasciando completa libertà ai giocatori nel decidere se approfondire o meno alcuni retroscena legati al mondo di gioco e all’approfondimento dei personaggi.

Ogni qualvolta, infatti, si paleserà la possibilità di poter assistere a uno scambio di dialoghi opzionale fra i personaggi, apparirà in basso a destra la possibilità di attivare la breve cinematica tramite la pressione del bumper destro. Così facendo l’azione di gioco verrà interrotta all’istante, permettendo di assistere a questi brevi scambi. Se, invece, si opterà per ignorare questi dialoghi durante le fasi di gioco, tutte le scenette potranno essere visionate comodamente ogni qualvolta che il party di personaggi stazionerà in un accampamento. Un piccolo accorgimento che, come accennavamo poc’anzi, propone un approccio alternativo, e maggiormente votato ai ritmi delle produzioni occidentali, all’intera esperienza di gioco.

Un mondo quasi aperto

Passando alla struttura del mondo di gioco, Tales Of Arise sfrutta un sistema di mappe liberamente esplorabili e interconnesse fra loro per comporre l’enorme regno di Dahna. Si tratta di un sistema anacronistico ma che funziona perfettamente riuscendo nello scopo di trasmettere l’immensità del mondo di gioco e riuscendo, allo stesso tempo, a ricoprire ogni area di una mole di dettagli ragguardevole.

Ogni area, oltre che ricca di dettagli, é costellata di nemici, elementi interattivi, numerosi collezionabili e, nel caso degli insediamenti, di botteghe, locande e abitanti con i quali interagire per ottenere missioni secondarie. L’utilizzo di un sistema di piccole mappe interconnesse fra loro ha permesso, inoltre, agli sviluppatori di occultare maggiormente la natura “cross-gen” di Tales Of Arise, riuscendo a non offrire mai delle aree eccessivamente spoglie o prive di dettagli.

Tales of Arise

Abbiamo apprezzato, inoltre, la possibilità offerta dal level design delle varie mappe di gestire in totale libertà le fasi di farming. Pressoché ogni area presente in Tales Of Arise, offre differenti tipi di approccio permettendo di scegliere quali percorsi calcare per evitare di incappare costantemente nei nemici presenti nelle vari aree o per scontrarcisi allungando, inevitabilmente, la durata degli spostamenti fra le varie aree.

Meno interessanti, invece, la scrittura e la struttura delle missioni secondarie che, come da copione per il genere, si rivelano nella maggior parte dei casi come dei semplici riempitivi che solo in rari casi sfociano in sfide realmente stimolanti o in storie secondarie interessanti. L’ottimo sistema di viaggio rapido, unito alla possibilità di verificare in che area si trovino gli step delle varie missioni, permettono però una fruizione delle attività secondarie sempre snella e organizzata, evitando backtracking eccessivi.

Ne ferisce più la spada…

Senza perderci in troppi fronzoli, possiamo dirvi che il combat system di Tales of Arise ci ha sorpreso positivamente. Veloce, dinamico, frenetico e con una fortissima componente strategica che si sposa perfettamente con i canoni attuali del genere JRPG. Una volta incontrati tutti i personaggi principali, il party sarà composto da sei personaggi, quattro controllabili attivamente, due atti alle azioni di supporto e tutti dotati di un nutrito ventaglio di abilità.

Andando per ordine, ogni personaggio presente in Tales Of Arise avrà a disposizione un attacco base (associato al bumper di destra) con cui potrà inanellare semplici combo per continuare a infliggere un piccolo quantitativo di danni, nel mentre che una barra, composta da diversi indicatori a forma di rombo, si caricherà.

I pulsanti frontali si adopereranno nel gestire tre delle numerose abilità (qui chiamate Artes) a disposizione per ogni personaggio, ognuna delle quali consumerà una quantità definita degli indicatori a forma di rombo, presenti nella barra. A tutto questo si aggiungono la possibilità di saltare e l’inedita capacità di ogni personaggio di schivare con precisione gli attacchi nemici, andando a rallentare l’azione di gioco e innescare dei contrattacchi istantanei.

Tales Of Arise

Ognuno dei quattro personaggi che compongono il party principale potrà essere utilizzato in qualsiasi momento della battaglia, mentre gli altri membri seguiranno una delle differenti strategie automatizzate a disposizione nel menù di gestione del party. Tutto questo darà vita a un corposo sistema di combo potenzialmente infinito, offrendo al giocatore la possibilità di concentrarsi totalmente sull’utilizzo di un singolo personaggio o di dedicarsi alla creazione di strategie più articolate basate sull’alternare costantemente i membri del party.

Si potranno inoltre richiamare attacchi combinati con ciascuno dei membri del party, oltre che permettere a questi ultimi di compiere azioni di supporto attraverso le loro abilità univoche durante gli scontri, in maniera tale da sfinire i nemici e poter massimizzare il numero di danni inflitti in rapida successione. Un sistema di target manuale, infine, permetterà di concentrare gli attacchi dei vari personaggi su un nemico specifico o, nel caso di creature di grosse dimensioni, su una parte del corpo più vulnerabile.

Tutte queste meccaniche unite insieme si sono rivelate appaganti e variopinte ma ai fan della serie potrebbero apparire come una deriva maggiormente action e meno votata a quel Linear Motion Battle System che, da sempre, si pone come un marchio di fabbrica della serie. In realtà, per quanto Tales Of Arise disponga di un Combat System caratterizzato da una libertà di movimento e una velocità d’azione decisamente maggiori che in passato, la componente strategica è ancora presente sia nelle battaglie più complesse, che nei numerosi aspetti dedicati alla gestione, e alla crescita, dei vari personaggi.

Innanzitutto una buona comprensione di quali Artes utilizzare contro le varie debolezze dei nemici può fare la differenza negli scontri più complicati, così come comprendere quali di queste sviluppare per prime, all’interno del vastissimo albero delle abilità a disposizione di ogni personaggio, si rivelerà fondamentale per creare le giuste sinergie fra i membri del party.

Abbiamo particolarmente apprezzato il sistema di gestione della crescita dei personaggi, suddiviso in differenti anelli composti da cinque abilità, attive o passive, che una volta sbloccate garantiranno l’acquisizione di un bonus passivo permanente. Un sistema facilmente comprensibile ma che riesce allo stesso tempo a garantire una buona componente strategica alla gestione di ogni personaggio.

Tales Of Arise

Peculiare anche il sistema associato ai Punti Cura (PC) i quali non solo saranno indispensabili per utilizzare le Artes di supporto a disposizione di alcuni personaggi ma serviranno anche per utilizzare alcune abilità durante le fasi di esplorazione, oltre che rivelarsi indispensabili per rianimare i membri del party, in caso di disfatta totale durante uno scontro.

Recuperare PC non è un processo automatico ed è vincolato all’utilizzo di determinati oggetti specifici o alle soste negli accampamenti, dove potremmo anche decidere di far mangiare i membri del party, permettendogli di ottenere dei bonus passivi associati alle differenti ricette reperibili esplorando il mondo di gioco.

Gli unici punti che abbiamo trovato meno riusciti nel combat system di Tales Of Arise risiedono in una lieve imprecisione nel sistema atto a cambiare il personaggio controllabile dal giocatore, l’eccessiva macchinosità nell’utilizzare gli oggetti nelle situazioni più concitate e la limitazione nel poter utilizzare solo tre Artes per volta.

Specialmente quest’ultimo particolare, porterà i giocatori a mettere in pausa sovente il gioco, durante gli scontri più complessi per poter modificare “in volata” le Artes a disposizione dei vari personaggi rendendo meno frenetiche, e indubbiamente più semplici, le battaglie. Al netto di queste sbavature il combat system di Tale Of Arise funziona e diverte, rivelandosi strategico e frenetico al punto giusto e raggiungendo quel bilanciamento fra le componenti che lo compongono, a lungo cercato dagli sviluppatori.

DLC a misura di giocatore

La volontà degli sviluppatori di offrire, ma non imporre, un’approccio di gioco maggiormente Occidentale con Tales Of Arise, lo si può riscontrare anche nei DLC presenti all’interno dello store in game. A esclusione dei vari pacchetti contenenti elementi estetici, vi sono alcuni bundle pensati per offrire degli oggetti che garantiranno bonus passivi atti ad aumentare l’esperienza ottenuta sconfiggendo i nemici, avere sconti dai mercanti presenti nel gioco e offrire delle armi più potenti per velocizzare le fasi iniziali dell’avventura, oltre che tutta una serie di risorse pensate per velocizzare le fasi di farming. Un sistema molto simile a quanto visto con i “celeberrimi” salvatempo di Ubisoft, e che sicuramente farà discutere l’utenza, ma che allo stesso tempo va a soddisfare le necessità di quei giocatori che vogliono immergersi in un JRPG ma non apprezzano le decine di ore da dedicare al farming.

Tales Of Arise su PlayStation 5

Concludendo con l’analisi del comparto tecnico di Tales Of Arise, la grafica in Cel-Shading unito al canonico comparto artistico di stampo anime, restituiscono un colpo d’occhio piacevole e convincente, in grado di spazzare via ogni nomea in merito all’arretratezza tecnica della serie. Le animazioni dei personaggi sono ben realizzate, i modelli poligonali ricchi di dettagli e gli ambienti si presentano sempre ricolmi di dettagli (anche se leggermente ripetitivi nelle aree di transizione).

Seppur il colpo d’occhio generale offerto da Tales Of Arise è ben più che convincente, anche grazie alle splendide cinematiche realizzate da Ufotable, ci sono ancora delle evidenti sbavature figlie della natura cross-gen del titolo e di un comparto tecnico che non ha ancora raggiunto la sua forma ottimale. Si possono notare frequenti effetti di pop-up degli elementi presenti nelle mappe, così come delle animazioni realizzate in maniera più grezza per gli abitanti dei vari insediamenti, oltre che a una anacronistica assenza delle routine di praticamente ogni NPC presente nel gioco.

Su PlayStation 5 le performance sono davvero ottime con una risoluzione in 4K dinamici e un framerate che molto raramente scende al di sotto dei 60fps. Sempre ottima la risposta dei comandi, anche se la, pressoché, assente implementazione delle caratteristiche del Dualsense ci ha ricordato ancora una volta come il controller di PlayStation 5 meriterebbe maggiori attenzioni da parte degli sviluppatori.

Ottima, invece, la localizzazione in italiano che si è rivelata, pressoché, priva di imperfezioni e di “licenze poetiche” troppo marcate. Ci ha fatto sorridere la costante ironia dei personaggi verso i canoni del genere JRPG: ogni qualvolta rinvenissimo un oggetto in un posto improbabile uno dei membri del team ci domandava come fosse possibile trovare, ad esempio, una gelatina alla mela sul fondo di una fontana, così come alcuni comprimari ci suggerivano di evitare gli scontri casuali per non dilungarci troppo in inutili battaglie.

Stupenda, invece, la colonna sonora a opera di Motoi Sakuraba che, per la prima volta nella serie, ha avuto a disposizione un’orchestra sinfonica con cui dilettarsi per la composizione dei brani presenti nel gioco. Anche se in alcuni momenti ci è parso che il compositore abbia voluto utilizzare ogni singolo strumento a sua disposizione, siamo certi che moltissime delle tracce presenti all’interno di Tales Of Arise diventeranno delle “fan favorite” in seguito al primo ascolto.

8.8

Tales Of Arise – PlayStation 5


Tales Of Arise è a mani basse uno dei migliori capitoli della serie, nonché un JRPG in grado di ammaliare una fascia di pubblico molto più ampia rispetto al passato grazie a un impianto ludico immediato, divertente e amalgamato perfettamente a un comparto narrativo solido e ben scritto. Nelle oltre 50 ore spese per portarlo a termine (potete tranquillamente aggiungerne un'altra trentina in caso siate completisti), non abbiamo mai percepito alcun sentore di tedio o di "stanca" nelle vicende che venivano raccontate. Il merito è tutto da ritrovarsi in una formula che sembra realizzata in laboratorio per quanto appare bilanciata e votata ad accontentare tutti, sia i fan di vecchia data, che gli estimatori del genere che chi si avvicinerà ai JRPG proprio con Tales Of Arise. Tanta beltà richiede però un pesante compromesso che si palesa in un'assenza di quelle scelte coraggiose che in passato avevano permesso alla serie di Bandai Namco di mostrare una propria identità ben precisa. Indubbiamente siamo di fronte a una produzione che ci sentiamo di consigliare a tutti, che rompe con uno storico passato e che getta le basi per un futuro radioso, augurandoci che il prossimo capitolo riesca a canalizzare quanto di buono proposto in Tales Of Arise, dentro a un progetto con un maggiore carisma.

Pro

  • Combat system frenetico, strategico e dinamico.
  • Comparto narrativo ben scritto e con un'ottima caratterizzazione dei personaggi.
  • Longevo, ricco di cose da fare e raramente tedioso.
  • Gli elementi da JRPG sono ben amalgamati nella nuova struttura di gioco e offrono differenti approcci.
  • Artisticamente ispirato e con una colonna sonora pregna di ottime composizioni.

Contro

  • La volontà di accontentare tutti, mostra il fianco a una perdita dell'identità della serie.
  • Le missioni secondarie rimangono un tallone d'Achille per il genere.
  • Il rinnovato comparto tecnico, per quanto impressionante sotto molteplici aspetti, tradisce ancora alcune arretratezze ben presenti.
8.8