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601 canali su una sola frequenza TV. Rivoluzione!

Una notizia diffusa sabato scorso dall’Ansa comunica che Fabrizio Tamburini è un fisico italiano che sta sperimentando ulteriori possibilità di trasmissione delle onde elettromagnetiche grazie ai cosiddetti vortici ottici. Uno studio che potrebbe aprire una nuova era nel campo delle telecomunicazioni, consentendo di avere su una stessa frequenza centinaia di canali, dovrebbe renderci orgogliosi di essere italiani. Peccato che se si prova a cercare il suo nome e cognome su Google News non esistono risultati. Ovvero, nessun organo di informazione ha ripreso la notizia.

Lo scienziato veneziano Fabrizio Tamburini, che ha 47 anni e all’Università di Padova Ã¨ precario, sta lavorando da due anni a questa ‘rivoluzione’ insieme a un gruppo di colleghi svedesi dell’Università di Uppsala guidati dal prof. Bo Thidè, con i quali nei prossimi giorni condurrà i test definitivi.

Aggiunge l’Ansa : “Noi usiamo solo l’1% delle possibilità di frequenza della luce â€“ spiega Tamburini – ma i cosiddetti vortici ottici permetteranno di avere fino a 601 canali di trasmissione sulla stessa frequenza e fino a 55 con una semplice modifica di un apparecchio Wi-Fi da 30-40 euro, ulteriormente ampliabili con i multiplex”.

I test sperimentali per trasmettere e ricevere sfruttando i vortici ottici â€“ annuncia Tamburini all’ANSA – saranno condotti a Uppsala nella camera anecoico-elettromagnetica più grande d’Europa e tra le prime del mondo.

Lo scienziato italiano Fabrizio Tamburini

Se tutto andrà come l’equipe di scienziati prevede, entro due mesi si svolgeranno le prime prove di trasmissione, esattamente 110 anni dopo la prima trasmissione radio transatlantica di Guglielmo Marconi: “Il resto sarà una sorpresa”, sottolinea il nuovo ‘Marconi’ italiano, che recentemente ha avuto l’onore di essere chiamato a partecipare al simposio “Celsius” dedicato alle nuove idee della fisica quantistica alla presenza dei membri della commissione Premi Nobel.

“Guglielmo Marconi è stato il mio idolo fin da piccolo, lui era genio puro e io non sono certo alla sua altezza”, si schermisce di fronte al paragone azzardato Tamburini, che all’Università di Padova ha solo una borsa di studio e, se in tempi brevi non riuscirà a uscire dalla precarietà, è deciso ad abbandonare definitivamente l’Italia: “A Padova mi trovo bene, ma non ci sono concorsi. O la situazione cambia o me ne torno all’estero, vado a Vienna o in Svezia”, dice raccontando la sua storia di scienziato approdato agli studi non più giovanissimo: “Prima facevo il collaudatore di auto da corsa e quindi mi sono laureato tardi in Fisica teorica con 110 e lode”. 

Fin qui la notizia. Se si prova ad andare a ritroso, su Google, si scopre che di Tamburini hanno parlato il telegiornale scientifico della Rai TGR Leonardo (marzo 2010), il Gazzettino Veneto, il 7 aprile 2010 (titolo: Paga da operaio, idea da Nobel) e la radio del Sole 24 Ore, il 14 maggio 2010. Roberto Galullo, di Radio 24, ha intervistato Fabrizio Tamburini durante la sua rubrica quotidiana “Un abuso al giorno…”. Lo scienziato racconta di essere “alla canna del gas…”. 

Marzo, aprile, maggio, novembre. L’allarme, evidentemente, non è stato raccolto da nessuno. Questa vicenda non fa grande notizia. “Come può accadere che un assegnista giunga nel Gotha della fisica mondiale e rimanga ricercatore precario?”, si chiedeva Il Gazzettino Veneto ad aprile. Già, come può accadere? Cronaca di una fuga di cervelli annunciata.

ringraziamo Pino Bruno per la collaborazione