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AdBlock Plus denunciato: bloccare la pubblicità è illegale

Secondo alcune società tedesche le attività di AdBlock Plus sono illegali.

I produttori di AdBlock Plus sono stati denunciati da un gruppo di società tedesche attive nel settore del marketing e della pubblicità online. Il blocco degli annunci taglia i fatturati, e alla fine qualcuno ha deciso di colpire legalmente il popolare servizio. Doveva succedere prima o poi, anzi è curioso che accada solo ora – forse non si trovava l'appiglio legale.

L'argomento del contendere tuttavia non è il blocco della pubblicità in sé ma piuttosto le whitelist di ABP. Il servizio permette agli inserzionisti di pagare affinché alcuni annunci siano inseriti in una lista "privilegiata" (whitelist), che generalmente gli utenti visualizzano – a meno che non intervengano appositamente in senso contrario. I querelanti parlano di concorrenza sleale – per altri osservatori siamo al limite dell'estorsione – perché chi paga per entrare in questa lista ottiene un vantaggio rispetto agli altri. 

Ben Williams, portavoce di EYEO, per ora ha affermato che non ci sono cause legali in atto, ma sulla rivista Horizon si legge che questa potrebbe non essere l'unica iniziativa legale intentata contro AdBlock Plus.

Secondo la denuncia, come racconta Der Spiegel, le attività di AdBlock Plus sono illegali. Un'affermazione che non sarà facile dimostrare e anche se ci riuscissero, poi, non è detto che la decisione della corte tedesca avrebbe influenza anche altrove. Potrebbero far chiudere EYEO, società tedesca che produce ABP, ma potrebbe sempre riaprire in un altro paese piuttosto velocemente.

Difficile prevedere cosa decideranno i giudici, ma di certo questo è un procedimento legale da seguire con la massima attenzione. Da una parte è vero che ABP fa danni economici per molte attività online, ma dall'altra un ipotetico blocco legale sarebbe ben difficile da applicare.  

Il dibattito ha avuto spazio anche qui su Tom's Hardware in diverse occasioni, anche se non specificamente sul tema delle whitelist e della potenziale concorrenza sleale. La questione è comunque molto complessa: il web, da Google alla stessa Tom's Hardware, si fonda sulla pubblicità esplicita. Per ogni annuncio visualizzato (a volte per quelli cliccati) si produce un piccolo profitto, e i siti web sono spinti a cercare il maggior successo possibile – più occhi che vedono gli annunci.

Aggiornamento: l'articolo è stato modificato per chiarire la natura della denuncia. La versione precedente affermava erroneamente che la denuncia contro AdBlock Plus riguardasse il blocco della pubblicità in generale, e non l'uso delle whitelist come strumento di concorrenza sleale.