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Sicurezza

Anonymous Italia ha hackerato i database e diffuso i dati di diversi siti legati all’agricoltura

Anonymous Italia sostiene di aver sottratto dati sensibili presenti sui database di diversi siti istituzionali italiani legali al mondo dell'agricoltura.

Anonymous Italia ieri ha confermato di aver attuato un attacco informatico, nei confronti di diversi siti legati al mondo dell’agricoltura italiana, che ha portato alla pubblicazione online di archivi di dati personali degli utenti. Si parla di account, mail, password e in alcuni casi comunicazioni interne.

Nello specifico Anonymous Italia sostiene sul suo blog di aver attaccato confagricolturapiemonte.com, il sito della Federazione Regionale degli Agricoltori del Piemonte; codima.info, un consorzio per la difesa delle realtà agricole di Mantova e Cremona; periti-industriali.rieti.it, un portale di info Camere dedicato a imprese e professionisti; agrotecnicipiemonte.it e agrotecnicicuneo.it, i siti dei collegi agrotecnici del Piemonte e provincia di Cuneo; ebiter.fvg.it, l’ente di commercio e turismo del Friuli. Il primo ha subito anche il “defacing” della homepage, mentre tutti hanno registrato la sottrazione di dati di vario genere.

“Oggi abbiamo deciso di farci conoscere da quelle Istituzioni del nostro paese, che dovrebbero essere le prime ad informare e lottare con i nostri agricoltori e artigiani contro il cambiamento climatico, iniziando ad utilizzare diverse metodologie di agricolture più biologiche e prive di diserbanti e/o prodotti nocivi sia all’ambiente sia alla flora e fauna del nostro territorio”, scrive Anonymous.

“Ma non solo questo! Tutto il mondo ormai è a conoscenza del problema ambientale del nostro pianeta, manifestazioni di milione di persone si sono svolte e si svolgono per cercare di sensibilizzare i nostri Governi che ignorano il pericolo ormai imminente, interessati solo al profitto e al loro benessere, mai interessati a quello che secondo loro è un problema solo del popolo”.

A parte la netta presa di posizione ecologista il gruppo ha sottolineato anche una diffusa carenza di sicurezza, che in alcuni casi si è manifestata con la totale assenza di tecnologie di cifratura o impiego di password elementari.