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Apple pronta a pagare 450 milioni per aver fatto cartello

Apple si è impegnata a pagare 450 milioni di dollari per chiudere il processo che la vede accusata di aver manipolato i prezzi degli ebook, in combutta con cinque dei maggiori editori statunitensi. La vicenda si trascina dal primo semestre dal 2012, ma l'azienda di Cupertino ha cercato fino all'ultimo di negare la propria responsabilità – anche se già dal primo momento le cose si erano messe male per Apple.

L'accusa è di aver fatto cartello: Apple e gli editori coinvolti si sarebbero messi d'accordo per alterare i prezzi e danneggiato così i consumatori. Alla base di tutto c'è proprio il modello di agenzia, secondo il quale l'editore stabilisce il prezzo e il distributore – Apple appunto – prende una percentuale.  

Apple chiede anche (impone) che il prezzo praticato su iBooks sia il più basso sul mercato. Succede così che altri venditori non possano fare sconti, per via proprio dell'impegno che si è preso l'editore. Questo vincolo è quindi l'origine del problema, ma ciò nonostante si è diffuso anche in altri settori – come la musica in streaming o le prenotazioni nel settore alberghiero.

Il processo in ogni caso è ancora aperto, e per Apple c'è ancora una remota speranza che la cCorte d'appello riduca la sanzione o addirittura la elimini. "Non abbiamo fatto nulla di male e crediamo che i fatti lo dimostreranno", hanno infatti affermato i rappresentanti di Apple. L'accordo infatti è "contingente all'esito dell'appello stesso", continuano i rappresentanti dell'azienda californiana. Se Apple dovesse uscirne vittoriosa, "nessun accordo sarà pagato".