L’intelligenza artificiale non sta cambiando solo il modo in cui scriviamo testi, generiamo immagini o programmiamo software. Sta iniziando a intervenire, in modo sempre più evidente, anche in un territorio che abbiamo sempre considerato profondamente umano: la musica. Oggi gli algoritmi non si limitano più ad analizzare ciò che ascoltiamo o a suggerirci la prossima canzone, ma partecipano attivamente al processo creativo, arrivando a generare brani completi, melodie, voci e arrangiamenti.
È un fenomeno che sta già prendendo piede sulle principali piattaforme di streaming, dove non è più così raro imbattersi in tracce nate da strumenti di intelligenza artificiale come Suno o da workflow ibridi in cui l’input umano e quello algoritmico convivono. Un cambiamento silenzioso ma profondo, che solleva domande interessanti su cosa significhi davvero “creare” musica oggi e su quale sarà il ruolo dell’autore domani.
Da qui nasce la nuova playlist Spotify di Tom's Hardware dedicata alle tracce generate (o co-generate) con l’IA. Non si tratta di una semplice raccolta curiosa o di un esercizio di stile, ma di un esperimento concreto. L’idea è ascoltare, senza pregiudizi, cosa succede quando creatività umana e modelli generativi si incontrano davvero, e capire fino a che punto questa collaborazione possa funzionare.
Il risultato che abbiamo ottenuto dopo una vasta ricerca di questi brani è una selezione sorprendentemente eterogenea: alcune tracce colpiscono per intuizioni melodiche inaspettate, altre mettono in mostra soluzioni sonore strane o persino... spiazzanti. Ci sono canzoni che funzionano, altre che lasciano emergere chiaramente i limiti attuali dell’IA, soprattutto sul piano dell’espressività e della coerenza emotiva. Ma è proprio questo contrasto, secondo noi, a rendere la playlist interessante: non nasconde le imperfezioni, anzi, le mette in evidenza.
Ascoltando questi brani ci si rende conto che non siamo ancora davanti a una “sostituzione” dei musicisti, ma a una nuova fase di sperimentazione. L’intelligenza artificiale diventa uno strumento creativo, a volte potente, a volte goffo, che riflette sia le sue potenzialità sia le sue mancanze. Un po’ come è successo con la grafica generativa o con i testi scritti dai modelli linguistici, siamo in una fase di esplorazione, in cui capire dove siamo arrivati oggi è fondamentale per immaginare cosa potrebbe succedere domani.
La playlist si chiama AIM: Artificial Intelligence Music, come sempre è completamente gratuita ed è disponibile sul nostro profilo di Spotify. Se siete curiosi di ascoltare come suona il futuro (o almeno una delle sue possibili versioni) vi invitiamo ad ascoltarla!
Se, invece, siete dei veri amanti del mondo gaming, vi consigliamo anche di dare un’occhiata alle playlist di SpazioGames.it: ogni mese troverai raccolte musicali ispirate ai titoli più iconici. Questo mese? Una raccolta di alcuni dei migliori brani di sempre del mondo dei videogiochi!