Spazio e Scienze

Come sarebbe vivere sui sette esopianeti TRAPPIST-1

Il sistema TRAPPIST-1 è la patria dei sette pianeti rocciosi oggetto dell'importante annuncio dei giorni scorsi. Dopo avere visto quanto tempo occorrerebbe per arrivarci, lo strumento con cui sono stati scoperti e che cosa ne pensano gli scienziati, è ora di capire come sarebbe la vita su questi mondi alieni, e in quale misura sarebbe differente da quella sulla Terra. Come già sottolineato più volte, con la tecnologia attuale ci è impossibile raggiungere questo mondo lontano, quindi quello che segue è un simpatico esercizio di stile basato sui dati finora diffusi dagli scienziati, non un invito a partire!

Ecco alcune delle principali differenze evidenziate dalla nostra collega Calla Cofield di Space.com.

Vista mozzafiato sul cielo notturno

Probabilmente una delle cose più drammatiche che i visitatori del sistema TRAPPIST-1 noterebbero è la vista degli altri sei pianeti nel cielo. In alcuni casi, un pianeta vicino potrebbe apparire due volte più grande di come vediamo la Luna dalla Terra.

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Questo grafico mostra la differenza di dimensioni fra i pianeti del sistema TRAPPIST-1 rispetto a Giove e ad alcune dei sue lune.

Descrivendo la scoperta, Michael Gillon, l'astronomo dell'Università di Liegi a capo del gruppo internazionale di ricerca, ha detto: "se foste sulla superficie di uno di questi pianeti avreste una splendida vista degli altri pianeti. Non li vedreste come vediamo Venere o Marte dalla Terra, ossia come punti di luce. Li vedreste davvero come si vede la Luna… potreste apprezzare le formazioni geologiche di questi mondi".

Crepuscolo perpetuo

Anche se i sette pianeti conosciuti del sistema TRAPPIST-1 orbitano molto vicini alla loro stella madre, a un visitatore umano la luce naturale sembrerebbe molto debole. Come ha spiegato il co-autore dello studio Amaury Triaud dell'Istituto di Astronomia presso l'Università di Cambridge, le stelle nane ultrafredde infatti producono la maggior parte della luce nelle lunghezze d'onda infrarosse, piuttosto che nelle lunghezze d'onda visibili.

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Ricostruzione artistica di come potrebbero apparire i sette pianeti del sistema TRAPPIST-1. Crediti: NASA / JPL-Caltech

La conseguenza è che il calore prodotto da TRAPPIST-1 sarebbe in grado di riscaldare l'aria sulla superficie dei sette pianeti, ma il cielo di giorno non sarebbe mai più luminoso rispetto a quello della Terra subito dopo il tramonto, con una luce color salmone.

Anni brevi, giorni (e notti) eterni

I lettori più informati ricorderanno che i pianeti del sistema TRAPPIST-1 impiegano pochissimo tempo a percorrere un'orbita completa intorno alla loro stella madre. In particolare sei dei pianeti impiegano fra  1,5 e 12,4 giorni, mentre il periodo orbitale del pianeta più lontano è stimato di 20 giorni.

Ciò significa che un "anno" (o quello che gli scienziati chiamano il periodo orbitale) sulla maggior parte di questi pianeti è equivarrebbe a meno di due settimane terrestri. Inoltre il periodo orbitale di questi pianeti è influenzato da quelli vicini.  Sean Carey, direttore dello Spitzer Science Center della NASA, ha spiegato che "[i pianeti] si spingono e trascinano l'un l'altro durante l'orbita attorno alla loro stella. Questo significa che i tempi dei transiti non sono regolari come ci si aspetterebbe".

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Non ultimo, anche se gli anni nel sistema TRAPPIST-1 sono brevi, i giorni sono molto lunghi, anzi, quasi eterni, perché come detto più volte è molto probabile che i sette pianeti siano  in rotazione sincrona, il che significa che un lato di ciascun pianeta è sempre rivolto verso la stella, l'altro è sempre al buio.

Per questo si è aperto un dibattito sull'opportunità o meno che un pianeta in rotazione sincrona possa ospitare la vita. Secondo alcuni modelli se l'atmosfera del pianeta fosse in grado di uniformare il calore su tutta la superficie, allora la vita potrebbe ancora trovare posto.