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Cosa offre l'Italia a chi vuole fare startup

Una sintesi delle norme e dei vantaggi offerti in Italia a chi vuole fondare una startup innovativa. Il nostro paese offre regole più semplici, incentivi e sgravi fiscali. Ma bisogna rispettare alcune semplici regole.

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Avatar di Ilaria Mercuri

a cura di Ilaria Mercuri

Pubblicato il 01/06/2016 alle 16:02 - Aggiornato il 08/11/2016 alle 17:24
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Grazie a una recente normativa, introdotta dal legislatore con L. n. 221/2012 (di conversione del D.L. 179/2012), negli ultimi tre anni in Italia sono nate circa 5000 nuove realtà imprenditoriali, tutte accomunate da alcuni semplici elementi che hanno consentito di trasformare i sogni di giovani talenti in vere e proprie imprese.

Si tratta delle start up innovative che, grazie a un piccolo investimento iniziale e alle agevolazioni previste dalla citata normativa, hanno consentito ai giovani imprenditori di trasformare le loro idee in nuove opportunità di business.

Vediamo cos'è necessario per passare da una buona idea a una startup, in Italia.

Requisiti necessari

startup italiane t

Innanzitutto occorre precisare che per start up innovative si intendono le società di capitali non quotate, il cui oggetto sociale esclusivo o prevalente è lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico.

Queste società, per essere considerate a tutti gli effetti start up innovative, devono possedere alcuni requisiti formali, tra cui:

  • essere costituite e svolgere attività d'impresa da non più di 60 mesi;
  • non essere state costituite da una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione d'azienda o di ramo d'azienda;
  • non distribuire o aver distribuito utili.

Inoltre, occorre che la start up possegga almeno uno dei requisiti sostanziali fissati, ossia il rispetto di determinati criteri fissati dalla legge, in relazione:

  • alle spese di ricerca e sviluppo sostenute dalla società;
  • alle percentuali e ai titoli relativi ai dipendenti e collaboratori impiegati nell'impresa;
  • al possesso di privative industriali afferenti all'oggetto sociale.

Le principali agevolazioni

Per favorire la ripresa economica e lo sviluppo tecnologico, il legislatore ha previsto una serie di misure che aiutino i giovani imprenditori a entrare sul mercato e finanziare le loro idee innovative. Tra i principali interventi da segnalare vi sono:

  • diversi incentivi e agevolazioni di tipo fiscale;
  • deroghe alla disciplina societaria;
  • facilitazioni per accedere al credito bancario;
  • snellimenti delle procedure burocratiche e ausili in materia di investimenti.

Numerosi, dunque, sono stati i vantaggi introdotti ma, trattandosi di una disciplina molto complessa e articolata, dovremo limitarci a farne solo alcuni brevi cenni.

Occorre segnalare che il regime di agevolazione è previsto per una durata massima di 5 anni dalla costituzione della società e che condizione fondamentale per poter beneficiare di tali agevolazioni è l'iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese dedicata alle start up innovative, per la quale è previsto, peraltro, l'esonero dal pagamento di diritti camerali e imposte di bollo.

Tra gli interventi più significativi ricordiamo:

  • L'accesso semplificato, gratuito e diretto al Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese, un fondo governativo che facilita l'accesso al credito attraverso la concessione di garanzie sui prestiti bancari secondo criteri semplificati;
  • la facilitazione nel ripianamento di eventuali perdite;
  • la previsione di detrazioni e deduzioni d'imposta, al ricorrere di specifici requisiti, non solo per le start up innovative ma anche per le società di capitali che investono in queste ultime;
  • l'introduzione dell'equity crowfunding, ossia della possibilità per le start up innovative di raccogliere capitali di rischio mediante l'accesso a portali online autorizzati;
  • la previsione di una disciplina del lavoro tagliata su misura, che consente di assumere mediante il ricorso a contratti a tempo determinato, senza dover sottostare ai vincoli quantitativi previsti per le altre società;
  • la previsione di agevolazioni per l'assunzione di personale altamente qualificato e, in particolare, di un credito d'imposta, concesso in via prioritaria rispetto alle altre imprese, pari al 35% del costo aziendale totale sostenuto per le assunzioni a tempo indeterminato;
  • la sottrazione delle start up, con alcune eccezioni, alle procedure concorsuali.

A tutto ciò si aggiunge un piano volto a sostenere e promuovere le start up in un'ottica di internazionalizzazione al fine di consentire l'incontro con potenziali investitori e rendere le imprese italiane sempre più competitive.

Perché tutto ciò sia possibile, tuttavia, è necessario che le imprese interessate mantengano i requisiti necessari; ciò in quanto le start up innovative per le quali dovesse venire meno anche solo uno dei requisiti richiesti dalla citata normativa, saranno cancellate dall'apposita sezione del Registro delle Imprese e, di conseguenza, perderanno la possibilità di usufruire di tutte le agevolazioni di cui sopra, nonché degli ulteriori vantaggi previsti dalla normativa che non è stato possibile vagliare in questa sede.

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