Il dibattito sulla responsabilità delle piattaforme digitali rispetto al benessere degli utenti si arricchisce di nuovi dettagli controversi. Email interne di Meta rese pubbliche questa settimana rivelano che Mark Zuckerberg, CEO della società proprietaria di Facebook e Instagram, avrebbe suggerito nel 2021 di ridurre drasticamente le ricerche interne sugli effetti negativi dei social network sugli utenti. La strategia proposta? Ispirarsi al modello Apple, una scelta che solleva numerosi interrogativi considerando le differenze sostanziali tra i business model delle due aziende.
Le comunicazioni desecretate, individuate da The Verge, risalgono al periodo immediatamente successivo a un'inchiesta del Wall Street Journal che documentava come Meta fosse pienamente consapevole della tossicità di Instagram per le adolescenti, disponendo di ricerche approfondite sul fenomeno. Nell'email indirizzata a Sheryl Sandberg, allora Chief Operating Officer, e Nick Clegg, responsabile degli affari globali, Zuckerberg esplicitava la sua posizione: condurre meno ricerche proattive su questi temi sensibili.
La giustificazione offerta dal CEO di Meta si basa su un paragone con il produttore di Cupertino che appare quanto meno discutibile dal punto di vista tecnologico e strategico. Secondo Zuckerberg, Apple non condurrebbe studi analoghi, non avrebbe personale dedicato alla revisione o moderazione dei contenuti e non disporrebbe nemmeno di un sistema di segnalazione in iMessage. L'azienda californiana avrebbe delegato completamente agli utenti la responsabilità di ciò che avviene sulle proprie piattaforme, evitando così di creare team dedicati o produrre ricerche sui compromessi del proprio approccio.
Il confronto proposto da Zuckerberg rivela però un'evidente incomprensione delle differenze architetturali e funzionali tra le piattaforme. Apple non opera nel settore dei social media, dopo il fallimento del tentativo Ping oltre un decennio fa. iMessage è un sistema di messaggistica end-to-end crittografato, mentre Facebook e Instagram rappresentano le due maggiori piattaforme social al mondo, con dinamiche completamente diverse in termini di distribuzione dei contenuti, algoritmi di raccomandazione e interazioni pubbliche tra utenti.
Nell'email emergono anche considerazioni relative al materiale pedopornografico (CSAM). Zuckerberg osservava come Meta avesse subito maggiori critiche proprio perché segnala più contenuti di questo tipo alle autorità, generando la percezione di una maggiore diffusione del fenomeno sulle proprie piattaforme. Faceva inoltre riferimento all'iniziativa Apple del 2021 per il rilevamento di immagini CSAM note archiviate in iCloud Photos, progetto poi ritirato dall'azienda di Cupertino dopo le proteste degli attivisti per la privacy.
L'analisi di Zuckerberg suggeriva che quando Apple aveva tentato di intervenire sulla questione CSAM, era stata duramente criticata, il che potrebbe aver rafforzato la sua decisione di mantenere l'approccio originale meno interventista. Tuttavia, questa lettura ignora le differenze fondamentali tra un servizio di archiviazione cloud crittografato e piattaforme social progettate per massimizzare l'engagement attraverso algoritmi di distribuzione dei contenuti.
Va precisato che Apple ha sviluppato nel corso degli anni diverse funzionalità per il benessere digitale, basate su ricerche interne: Screen Time per il monitoraggio dell'utilizzo dei dispositivi, strumenti avanzati per gli account minorili, sistemi di sicurezza delle comunicazioni e controlli parentali integrati a livello di sistema operativo. Queste implementazioni dimostrano un approccio proattivo alla tutela degli utenti, pur nel contesto diverso dell'hardware e dei sistemi operativi.