Un doppio attacco al prestigio dell'Università La Sapienza di Roma scuote il mondo accademico italiano: mentre i server dell'ateneo rimangono offline dopo l'intrusione del ransomware BabLock, sul dark web emerge un mercato parallelo di diplomi contraffatti che sfrutta il nome dell'università romana per vendere titoli di studio falsificati a migliaia di dollari.
L'infrastruttura digitale della Sapienza resta paralizzata dopo che il gruppo di cybercriminali ha sfruttato una falla nella casella di posta elettronica di un amministratore di sistema per penetrare nella rete. BabLock, il ransomware utilizzato nell'attacco, è tipicamente associato a collettivi filorussi, ma la sigla Femware2 che accompagna questa specifica operazione risulta sconosciuta agli analisti di sicurezza informatica. Gli hacker hanno richiesto un riscatto multimilionario in criptovalute per ripristinare l'accesso ai sistemi compromessi.
Il Nucleo per la Sicurezza Cibernetica dell'Agenzia Nazionale per la Cybersicurezza sta collaborando con la Polizia Postale e i tecnici dell'università per tentare il recupero dei sistemi. L'infrastruttura critica rimane inaccessibile: gli studenti non possono prenotare appelli d'esame, effettuare pagamenti delle tasse universitarie o accedere ai servizi digitali essenziali. L'ateneo ha posticipato scadenze cruciali come le domande di laurea, i bandi Erasmus e il versamento della seconda rata per le matricole, mentre didattica ed esami proseguono in modalità d'emergenza.
Parallelamente all'attacco ransomware, emerge un'operazione di frode ancora più insidiosa. Su Secure Print Lab, una piattaforma accessibile tramite rete Tor specializzata nella vendita di documenti contraffatti, compare un'offerta dettagliata per l'acquisto di diplomi di laurea fasulli della Sapienza. Il pacchetto base costa 11.000 dollari e promette un certificato "autentico" stampato su carta pergamena con sigillo dorato in rilievo, firme ufficiali, lo statino completo degli esami sostenuti, la tessera identificativa studentesca e persino le credenziali per accedere al portale universitario.
La piattaforma offre optional aggiuntivi che aumentano la verosimiglianza della truffa: per cifre supplementari si possono acquistare lettere ufficiali di conferma del titolo da presentare ai potenziali datori di lavoro, un portadiploma imbottito in similpelle con incisione dorata e, con un supplemento di 250 dollari, anche un certificato di dottorato (PhD). La retorica di marketing utilizzata fa leva sulle opportunità economiche: "I possessori di un titolo di studio guadagnano in media molto di più rispetto a chi non è laureato" e promette "il rispetto e il riconoscimento che derivano da un livello di istruzione più elevato".
La Sapienza non è l'unico obiettivo: sulla stessa piattaforma sono in vendita diplomi contraffatti di Harvard, Stanford e Princeton, proposti a un prezzo maggiorato di 15.000 dollari. L'affidabilità del servizio appare tuttavia dubbia: il logo della Sapienza riprodotto sul sito è palesemente diverso da quello ufficiale e il testo della pagina contiene numerosi errori ortografici, elementi che suggeriscono si tratti di una truffa nella truffa, dove gli acquirenti rischiano di perdere migliaia di dollari senza ricevere alcun documento.